Il pipistrello più grande d’Europa in volo sulle Alpi Marittime: è la specie più rara in Italia

Alcuni eccezionali avvistamenti di nottola gigante in Piemonte forniscono nuove informazioni sulle abitudini di questi animali che in Italia sono estremamente rari. Una buona notizia che conferma la biodiversità delle Alpi

Il primo piano del muso di una nottola gigante
Il primo piano del muso di una nottola gigante

Per due estati consecutive sulle Alpi cuneesi è stato avvistato il pipistrello più grande d’Europa.

La nottola gigante è un animale molto raro in Italia e dichiarato a rischio di estinzione in tutto il mondo.

La sua presenza sulle Alpi del Piemonte è stata rilevata nel 2024 e confermata nel 2025, mentre nel 2026 sono stati pubblicati i risultati dello studio su Natural History Sciences, che evidenzia l'importanza di questi avvistamenti.

La presenza ripetuta della nottola gigante fa ben sperare che questo grande pipistrello possa aver trovato casa tra le foreste del nord-ovest dell'Italia, e magari anche un luogo sicuro dove riprodursi.

Le abitudini della nottola gigante

Il Nyctalus lasiopterus è un pipistrello grande rispetto alla media europea. La sua apertura alare raggiunge i 46 centimetri e il peso arriva a 70 grammi. È una specie migratoria a lungo raggio, che viaggia tra il nord-est e il sud-ovest del continente inseguendo climi miti e cibo.

A differenza degli altri pipistrelli europei che si nutrono di insetti, la nottola gigante caccia piccoli uccelli in volo e si sposta per intercettare le loro rotte migratorie.

Durante l’estate forma invece colonie stabili per riprodursi, per poi prendere il volo con l’arrivo dell’autunno e percorrere fino a 2.500 chilometri di distanza.

Con viaggi di questa portata, è anche il pipistrello che compie la migrazione più lunga tra quelli europei.

I bat detectors che monitorano i pipistrelli

Per quanto riguarda la nottola gigante in Italia si contano soltanto trenta avvistamenti in totale e una sola colonia riproduttiva, in Friuli-Venezia Giulia, ma in tempi recenti è stato possibile captare i segnali di questi pipistrelli in volo sul Piemonte in più di una occasione.

Una nottola gigante fotografata in una caverna delle Canarie
Una nottola gigante fotografata in una caverna delle Canarie

Come tutti i chirotteri, i pipistrelli emettono ultrasuoni che servono per la caccia e l’orientamento. La rete di monitoraggio BatEchoNet, che sorveglia la presenza dei pipistrelli in particolare in Piemonte, si è avvalsa di veri e propri bat detectos che sono in grado di captare questi ultrasuoni.

Grazie a questo sistema è stato possibile ricavare informazioni preziose sulla presenza dei pipistrelli giganti in un'area dove normalmente non dovrebbero trovarsi.

Gli avvistamenti più recenti e perché sono importanti

In Piemonte la nottola gigante è considerata assente, si conta solo qualche sporadico avvistamento di esemplari di passaggio durante le migrazioni.

Uno è avvenuto nel 2021, nella regione del Casale Monferrato, un’altra nottola gigante è stata registrata in un parco della periferia urbana a Santena, provincia di Torino, nel 2024, mentre l’estate successiva, nella Riserva Rocca San Giovanni-Saben, è stata registrata la presenza di un altro esemplare, anch’esso di passaggio.

Gli avvistamenti più interessanti, però, sono quelli più recenti.

Nel del Bosco dell’Alevè nella Valle Varaita, la nottola gigante è stata registrata nello stesso periodo, nelle estati del 2024 e del 2025, tra i 1400 e i 1900 metri di altitudine.

La presenza ripetuta nello stesso periodo di questo raro pipistrello suggerisce che non si tratta solo di esemplari di passaggio: se la nottola gigante continua a tornare nella stessa foresta, presumibilmente è perché ha trovato un ambiente favorevole per formare una colonia estiva.

Le nottole giganti e la biodiversità delle foreste piemontesi

Il fatto che le nottole giganti in volo sul Piemonte si spostino ad alte latitudini è un altro elemento particolarmente interessante. Generalmente si ritiene infatti che l’habitat dei questi pipistrelli sia in pianura, e che preferiscano vivere tra alberi di latifoglie.

Il Bosco dell’Alevè invece, oltre ad essere in quota è una foresta di pini cembri, la più estesa in Italia e tra le più grandi d’Europa.

Questo suggerisce che le nottole giganti abbiano capacità di adattamento maggiori del previsto e anche che le foreste piemontesi custodiscano una biodiversità eccezionale, anche più ricca del quanto si pensasse.

Riferimento della notizia

Ansa.it. (2026). Sulle Alpi cuneesi vola la nottola gigante, il pipistrello più raro.