Questo piccolo roditore rappresenta il simbolo della grande biodiversità dei boschi calabresi
Questo animale affascinante è stato a lungo avvolto da un velo di mistero, spesso confuso con forme melaniche dello scoiattolo comune. La sua presenza rappresenta la ricchezza di fauna dei boschi calabresi.

Fra i fitti boschi della Calabria e della Basilicata vive un piccolo roditore elusivo, endemico di quest’area del Sud Italia. Stiamo parlando dello scoiattolo nero meridionale, nome scientifico Sciurus meridionalis.
Questo animale affascinante è stato a lungo avvolto da un velo di mistero, spesso confuso con forme melaniche dello scoiattolo comune. Negli ultimi anni, però, gli avvistamenti si sono intensificati, grazie al rimboschimento e a un maggiore monitoraggio nelle aree protette.
Dal 2017, quando è stato riconosciuto come specie distinta, lo scoiattolo nero è diventato un simbolo della ricchezza faunistica del Sud Italia.
Scoperto per la prima volta all’inizio del 900
Questo animale venne scoperto nel 1907, dal naturalista calabrese Armando Lucifero, che l’ho descriveva come una specie “unica”. Per molti decenni fu considerato una sottospecie dello scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris).
Solo nel 2017, grazie a uno studio genetico, morfologico ed ecologico condotto da ricercatori dell’Università dell’Insubria e altre istituzioni italiane, è stato elevato a specie autonoma.
Negli ultimi anni, gli avvistamenti sono aumentati esponenzialmente. Secondo dati del 2023-2024 la popolazione si è espansa grazie ai rimboschimenti di conifere nella Catena Costiera, che hanno ricongiunto areali disgiunti.
In Calabria, segnalazioni arrivano da litorali marini e zone fino a 1.500 metri, mentre in Basilicata si spinge verso il centro. Nel 2010 c’erano solo un centinaio di esemplari. Oggi se ne contano migliaia.
Un animale diurno che vive nei boschi
Lo scoiattolo nero è un animale diurno e solitario, attivo soprattutto al mattino e al pomeriggio, evitando le ore più calde. Vive in un territorio di 5-10 ettari, segnato con urina e graffi sugli alberi.
@Jacobzt_ scoiattolo nero meridionale pic.twitter.com/ZiWJWIJVpN
— Tib ʕ·ᴥ·ʔ (@tibbipenegrosso) August 6, 2023
Si nutre di semi di pino, ghiande, nocciole, funghi, bacche e germogli. In autunno, accumula scorte in nidi o buche, rosicchiando pigne. Può integrare la sua dieta con insetti e uova, ma non attacca nidiacei in modo sistematico. A differenza degli altri scoiattoli non va in letargo, ma in inverno riduce l’attività durante nevicate.
Habitat e area di distribuzione
Endemico di Calabria e Basilicata, lo scoiattolo nero predilige boschi maturi di conifere, come le pinete di Pino loricato, tra 600 e 1.500 metri. Ma si adatta a querce, faggi e macchie costiere.
L’areale copre circa 7.000 km², con popolazioni principali nei Parchi Nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte. Negli ultimi anni, si è espanso verso nord in Basilicata (fino al Vulture) e sud in Puglia e Campania, grazie a corridoi verdi come la Catena Costiera.

Monitoraggi ISPRA e WWF indicano un’espansione del 20-30% negli ultimi 5 anni, ma l’habitat frammentato resta una minaccia. Evita aree antropizzate, preferendo foreste protette. Alcuni esemplari sono stati avvistati nei litorali calabresi, sfidando il caldo grazie all’ombra arborea.
Un endemismo che va protetto
Lo scoiattolo nero è cruciale per l’ecosistema, poiché disperde semi, favorendo il rinnovamento forestale, e controlla insetti. Tuttavia, è classificato vulnerabile dall’IUCN per l’areale limitato e la competizione con specie aliene come lo scoiattolo grigio.
La deforestazione e il cambiamento climatico (caldo estremo) aggravano il rischio; si stima una popolazione di 5.000-10.000 individui, ma con declino potenziale del 50% in 10 anni.
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