Il primo lancio nello spazio del 2026: un satellite italiano è in orbita attorno alla Terra
Il 2026 inizia con una missione nello spazio di successo, anche per l'Italia. Il satellite lanciato in collaborazione con Space X è in orbita e operativo attorno alla Terra, per aiutare la difesa e la ricerca scientifica

Vera e propria “infrastruttura globale” per la ricerca, SpaceX ha in cantiere molti ambiziosi progetti e inaugura il nuovo anno con una missione in cui anche l'Italia è protagonista.
Nota per progetti così grandiosi da essere spesso considerati al limite della fantascienza, Space X è al centro anche di un gran numero di missioni internazionali rilevanti dal punto di vista tecnologico e strategico. E se non tutte sono spettacolari come l’esplorazione del deep space, questo non le rende meno utili o affascinanti.
L’ultima di queste missioni in ordine temporale è anche la prima del 2026. La base del progetto è la Vandenberg Space Force Base in California, ma i principali attori coinvolti sono l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il Ministero della Difesa italiano.
Una nuova “costellazione” in orbita
Il primo lancio in orbita del 2026 ha avuto luogo il 2 gennaio, quando grazie al razzo di Space X, Falcon 9, il satellite italiano COSMO-SkyMed Second Generation (CSG-FM3) è partito per andare ad unirsi ad una rete di satelliti in missione di monitoraggio della Terra che formano una vera e propria costellazione di osservatori.

In questo caso, come previsto, ha effettuato il rientro alla base di Vandenberg 8,5 minuti dopo la partenza.
Sono invece quattro in tutto i nuovi satelliti che vanno a sostituire quelli di prima generazione, ormai obsoleti.
Una missione di ricerca e difesa
Dotato di sensori SAR, il satellite italiano può continuare ad osservare la Terra attraverso le nuvole e nelle ore notturne, ad un’altitudine di 620 Km, fornendo anche immagini ad alta risoluzione. Scopo della missione, sia civile che militare, è fornire un supporto alla sicurezza internazionale, ma anche e soprattutto la ricerca.
La raccolta di dati in tempo reale per quanto riguarda fenomeni meteorologici estremi, condizioni dei mari o terremoti e incendi, sarà utile a gestire le emergenze.
Misurazioni e monitoraggio di clima e ambiente aiuteranno invece a studiare le variazioni del permafrost, l’avanzamento dei ghiacciai, l’utilizzo delle risorse agricole e l’impatto sui territori.
Cos’è la tecnologia SAR e perché è importante
Il satellite attualmente in orbita utilizza una tecnologia radar di nuova generazione, denominata Synthetic Aperture Radar, ulteriormente perfezionata per la missione in corso.
La differenza rispetto ai precedenti sensori è che i SAR sono attivi 24 ore su 24 e in ogni condizione per inviare impulsi di microonde verso la Terra e analizzare il segnale riflesso con estrema precisione. Questo vuol dire che sono capaci tanto di monitorare vaste superfici, quanto di isolare dettagli di pochi metri, e di farlo in modo abbastanza veloce da consentire un'osservazione "in diretta".
Per finire, l’essere parte di una rete garantisce ai satelliti un’operatività continuativa e praticamente ininterrotta.