In Sicilia la siccità ora diventa estrema, acqua razionata per oltre 1 milione di persone

Sono estremamente rari quelli lunghi come quello in corso. Secondo i dati forniti dalla regione il 2023 è stato il quarto anno consecutivo con precipitazioni al di sotto della media storica di lungo periodo.

Siccità, Sicilia.
La situazione sul fronte siccità si fa sempre più difficile e complicata in Sicilia, dopo l’ennesima stagione avara di precipitazioni. A pagarne maggiormente le conseguenze sono le aree più interne e la zona occidentale dell’Isola.

La situazione sul fronte siccità si fa sempre più difficile e complicata in Sicilia, dopo l’ennesima stagione avara di precipitazioni. A pagarne maggiormente le conseguenze sono le aree più interne e la zona occidentale dell’Isola, dove insistono diversi invasi, ormai rimasti a secco, data la natura impermeabile dei suoli.

Nella parte orientale va leggermente meglio, solo perché gli approvvigionamenti idrici provengono da grandi ed estese falde sotteranee, come quelle che caratterizzano i fianchi dell’Etna. Ma anche queste sono calate vistosamente nell’ultimo anno, rischiano di raggiungere il livello minimo già entro l’arrivo dell’estate.

Inoltre molte di queste dipendono dalla fusione nivale del manto nevoso che in inverno si deposita sul vulcano. Quest’anno di neve ne è caduta davvero poca.

Un ciclo siccitoso che va avanti da quasi 5 anni

La Sicilia è una regione che ciclicamente soffre periodi di siccità. Sono estremamente rari quelli lunghi come quello in corso. Secondo i dati forniti dalla regione “il 2023 è stato il quarto anno consecutivo con precipitazioni al di sotto della media storica di lungo periodo e anche i primi mesi di quest’anno, caratterizzati da temperature più alte e scarsità di piogge, hanno confermato finora questa tendenza”.

La carenza di piogge rende difficile ricaricare gli invasi naturali e artificiali, così come le falde sotterranee: a marzo 2024 in alcuni invasi dell’isola per uso potabile manca oltre il 90% dell’acqua (dati ANBI) e non va meglio per i bacini a uso irriguo.

Sicilia, siccità.
In questo momento sono quasi 1 milioni i siciliani che dovranno fare i conti con un piano di razionamento che prevederà la riduzione forzata di forniture d’acqua potabile da parte di Siciliacque, la società che gestisce le reti idriche dell’isola.

I dati dell’Autorità di Distretto siciliana parlano di 299 milioni di metri cubi d’acqua invasata, cioè il 30% della potenzialità: è il valore più basso dal 2010. Le piogge più abbondanti cadute tra febbraio e marzo non sono state sufficienti ad equilibrare le richieste di un territorio dove le temperature massime già erano oltre i +20°C.

Previsioni poco incoraggianti

Dalle tendenze dei modelli anche per il mese di maggio le notizie sono davvero poco rassicuranti. Si prevede un lungo periodo con temperature sopra le medie e totale assenza di precipitazioni. Una situazione che rischia di aggravare, ulteriormente, il quadro generale, già molto compromesso.

Ormai in vaste aree dell’Isola la siccità è divenuta davvero allarmante, con vasti territori regionali rimasti senza una sola goccia d’acqua. Molte aziende agricole sono in ginocchio, mentre la produzione del grano quest’anno sarà messa a dura prova dalla carenza idrica.

L’assenza di piogge sta cambiando il volto del paesaggio di vaste aree interne della regione. Ci sono interi territori che si stanno desertificando, in altri quel poco di vegetazione rimasta riuscirà a resistere ben poco alla prossima estate.

Piano di razionamento dell’acqua per 1 milione di siciliani

In questo momento sono quasi 1 milioni i siciliani che dovranno fare i conti con un piano di razionamento che prevederà la riduzione forzata di forniture d’acqua potabile da parte di Siciliacque, la società che gestisce le reti idriche dell’isola, in 93 Comuni nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani, dove già nelle scorse settimane era stata razionata l’acqua potabile. Sono previste riduzioni della portata d’acqua fra il 10% e il 45%, con punte localmente maggiori in 15 centri del nisseno e dell’agrigentino.

Siccità
La carenza di piogge rende difficile ricaricare gli invasi naturali e artificiali, così come le falde sotterranee: a marzo 2024 in alcuni invasi dell’isola per uso potabile manca oltre il 90% dell’acqua (dati ANBI) e non va meglio per i bacini a uso irriguo.

Non è detto che con il peggioramento della situazione altre aree dell’Isola possano essere interessate al razionamento dell’acqua, non appena arriva la stagione estiva.

Si muove il governo dell’Isola con una cabina di regia speciale

Nel frattempo il governo regionale, su proposta del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha attivato la cabina di regia per l'emergenza idrica.

La struttura, che avrà il compito di individuare, stimolare e coordinare gli interventi più urgenti e indifferibili per mitigare gli effetti della crisi, sarà guidata dallo stesso Schifani e coordinata dal capo della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina.

Tale cabina di regia è stata attivata per far fronte all’emergenza, rispondendo in maniera coordinata da un'unica regia e adeguate a contenere gli effetti negativi della crisi. Ma anche per accelerare sia la realizzazione delle infrastrutture necessarie sia gli interventi di ammodernamento volti alla riduzione delle perdite di risorsa idrica.