Insetti indigesti? Non è solo per motivi culturali: come si sono evolute nei millenni le abitudini alimentari
L’idea di mangiare insetti provoca repulsione in molti, specialmente nelle società occidentali. Le ragioni di questa avversione hanno origini ancestrali, da ricercare nella genetica, nel DNA e nell'evoluzione

Sempre più spesso si parla degli insetti come fonte di nutrimento del futuro, a basso impatto ambientale.
C'è più di un argomento razionale a favore dell'entomofagia, resta però il fatto che in molte società, specialmente in quelle occidentali, l’avversione a consumare insetti è forte se non proprio insormontabile.
Le ragioni però non sono solo culturali.
I vantaggi dell'entomofagia
Nutrienti e salutari, gli insetti contengono gli amminoacidi essenziali necessari per il corpo, vari gruppi di vitamine e meno grassi saturi rispetto alla carne. Per di più il loro allevamento richiede molte meno risorse rispetto a quelle necessarie per allevare altri animali che fanno parte della dieta di milioni di persone.
In molti luoghi del mondo, quindi, mangiare insetti è una pratica quotidiana comune, che non desta alcuno stupore né tanto meno senso di fastidio.
In occidente, invece, questo tipo di alimentazione è vista con enorme scetticismo.
Secondo i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche spagnolo e dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona, le ragioni di questa avversione hanno un fondamento scientifico e sono da ricercare nel passato più remoto.
Mangiare insetti, questione di DNA
Il DNA delle antiche popolazioni dell’Eurasia vissute trentatremila anni fa e le loro abitudini alimentari ci dicono molto sul perché, praticamente in tutte le culture occidentali, mangiare gli insetti è considerato disgustoso.
Non è solo una questione di abitudine, il motivo è nei geni delle popolazioni che vivono a queste latitudini, ereditati dai loro antenati.
Secondo la recente ricerca pubblicata su Science Advances, il consumo di insetti nella preistoria era comune nelle regioni tropicali e tra i Neanderthal, mentre era molto più rara o occasionale altrove.
Questo dato è stato dedotto dallo studio di centinaia di dentature di esseri umani vissuti millenni fa. Nel tartaro dei denti è contenuto infatti il DNA delle specie che venivano consumate regolarmente, e per i popoli dell’Eurasia settentrionale gli insetti non erano tra queste.
Insetti indigesti, ma non per tutti
Un altro dato interessante arriva dai geni coinvolti nella scomposizione della chitina, componente principale degli esoscheletri degli insetti. È emerso che tra i membri delle popolazioni eurasiatiche la capacità di digerire gli esoscheletri era molto ridotta.
Per i popoli che abitavano nel nord dell'Europa e dell'Asia novemila anni fa, quindi, gli insetti erano letteralmente indigesti e non per motivi culturali.
Le stesse analisi condotte sulla dentatura dei Neanderthal ha dato il risultato opposto. Essi erano provvisti dei geni della chitinasi e potevano quindi digerire efficientemente gli esoscheletri e non solo. Nel tartaro dei Neanderthal, infatti, sono presenti molte più tracce del DNA degli insetti consumati.
Clima e dieta a base di insetti
La diffusione dell’entomofagia in alcune aree geografiche è legata anche alle condizioni ambientali delle diverse fasce climatiche.

Sia l’analisi di campioni antichi che di quelli moderni mostra che i popoli delle regioni tropicali erano molto più spesso dotati degli enzimi necessari a digerire gli insetti.
Questo perché nelle aree calde e umide la disponibilità di insetti che vivono in colonie di milioni di esemplari è molto maggiore, rendendo molto più facile e meno dispendiosa la loro raccolta.
Ciò consentiva e consente ancora un'alimentazione ricca di nutrienti a fronte di un dispendio energetico quasi nullo.
Gli inverni poco rigidi, inoltre, hanno fatto degli insetti una fonte di nutrimento disponibile praticamente tutto l’anno.
Gli insetti nella dieta del futuro
Nel corso del tempo, più le popolazioni si sono spostate verso nord, e verso climi più rigidi, più la presenza degli enzimi digerenti è diminuita.
In pratica la ridotta presenza di insetti ad alte latitudini ha spinto gli esseri umani ad evolversi in modo da non essere più fisicamente adatti al loro consumo e questo è avvenuto ben prima che entrassero in gioco fattori culturali.
Oggi, comunque, il problema della digeribilità non si pone più. La lavorazione industriale consente di aggirare i problemi legati alla mancanza degli enzimi giusti.
Anche sul mercato occidentale si potrebbero quindi immettere prodotti alimentari a base di insetti che ne sfruttino i benefici a livello nutrizionale senza che chi li consuma debba mettere alla prova il proprio sistema digerente.
Riferimento della notizia
ScienceDaily. (2026). Your dislike of eating bugs may be 9,000 years old.