L'IGN rileva un aumento dell'attività sismica sotto il Teide: un geologo italiano parla del rischio di eruzione.
L'Istituto Nazionale di Geografia ha rilevato un aumento dell'attività sismica sotto Tenerife negli ultimi giorni, soprattutto nella zona del Teide. Gli eventi sono di bassa magnitudo e le autorità stanno monitorando la situazione.

Lunedì 22 giugno 2026 l'Istituto Geografico Nazionale spagnolo (IGN) ha inviato un avviso al Servizio di Protezione Civile del Governo delle Canarie in merito a un aumento della frequenza dell'attività sismica a Tenerife nelle ultime ore. L'Istituto, che monitora l'attività sismica in tutta la Spagna e nell'area vulcanica delle Canarie, sottolinea che questo fenomeno non comporta un aumento del rischio di un'eruzione nel breve o nel medio termine.
Oltre 220 eventi registrati in 24 ore
"L'IGN ha rilevato un'intensificazione dell'attività sismico-vulcanica sotto l'isola, con 221 eventi registrati (89 localizzati) nelle ultime 24 ore», afferma l'Istituto in una nota pubblicata sui social network intorno alle ore 15 di oggi. I terremoti sono localizzati principalmente a ovest di Las Cañadas del Teide, nell'area del vulcano più alto dell'Unione Europea. «Questi eventi – aggiunge l'IGN – si concentrano nei comuni di Guía de Isora, Vilaflor de Chasna e Santiago del Teide, a profondità comprese tra i 10 e i 15 km".
Actividad sismovolcánica en Tenerife (21-22 junio 2026)
— Instituto Geográfico Nacional-O.A.CNIG (@IGNSpain) 22 giugno 2026
El IGN ha detectado una intensificación de la actividad sismo-volcánica bajo la isla, con 221 eventos registrados (89 localizados) en las últimas 24 h, principalmente al oeste de Las Cañadas del Teide.
Se concentran pic.twitter.com/Wy6tDIph59
I terremoti registrati nelle ultime ore sono tutti di bassa magnitudo, inferiore a 2,0 mbLg. Si tratta di eventi non percepibili dalla popolazione. Tuttavia, nelle aree vulcaniche come quella del Teide, un aumento dell'attività sismica viene monitorato con particolare attenzione, poiché rappresenta uno dei segnali che, in alcuni casi, possono indicare un cambiamento nello stato del sistema vulcanico.
In questo caso, però, le autorità non hanno segnalato un aumento del rischio di eruzione e, secondo l'IGN, il segnale sismico è compatibile con la circolazione di fluidi in profondità.
"Questo episodio è simile a quelli osservati nei mesi precedenti e non implica un aumento del rischio di eruzione nel breve o nel medio termine", ribadisce l'IGN, che mantiene una sorveglianza continua attraverso oltre 100 stazioni di monitoraggio presenti sull'isola.
Nei giorni precedenti era già aumentata l'attenzione
Nei giorni scorsi era già stata osservata un'intensificazione dell'attività sismica nel sottosuolo di Tenerife, soprattutto a ovest di Las Cañadas del Teide. Tra il 18 e il 19 giugno, l'Istituto Geografico Nazionale aveva rilevato una rinnovata attività sismica e vulcanica sotto l'isola, con diversi impulsi di sismicità a bassa frequenza. Si trattava di "microterremoti", eventi di magnitudo molto bassa, in alcuni casi di poco superiore a 1, localizzati a profondità di circa 10 km.
Altri terremoti che hanno attirato l'attenzione dei media sull'area del Teide si sono verificati tra il 2025 e il 2026 e, anche in quei casi, non hanno comportato un innalzamento del livello di allerta.
Cosa dice l'Istituto Vulcanologico delle Canarie (INVOLCAN)
In una nota diffusa sui social network, l'Istituto Vulcanologico delle Canarie (INVOLCAN) spiega che questo episodio rientra nella ricorrente attività sismica che Tenerife registra dal giugno del 2017, quindi da circa nove anni. Come in occasioni precedenti, la sua origine viene associata a un processo di pressurizzazione del sistema vulcanico-idrotermale dell'isola, provocato dall'iniezione di fluidi magmatici, secondo quanto riferisce l'ente scientifico.
Questo processo è stato osservato ripetutamente dal 2016 ed è supportato da diversi indicatori geochimici e geofisici indipendenti. Tra questi figurano il costante aumento delle emissioni diffuse di CO₂ nell'area del cratere del Teide e la lieve deformazione del suolo rilevata dal 2014 nel settore nord-orientale del complesso vulcanico Teide-Pico Viejo.
Con le informazioni attualmente disponibili, INVOLCAN ribadisce che non sono state individuate evidenze che indichino un aumento della probabilità di un'eruzione vulcanica a Tenerife nel breve o nel medio termine.
Quali indicatori vulcanici possono preoccupare gli scienziati
I vulcani possono mostrare segnali di "irrequietezza" senza che ciò significhi necessariamente l'imminenza di un'eruzione. Per questo esistono livelli di allerta, generalmente rappresentati da un semaforo dal verde al rosso: un aumento della sismicità, delle emissioni di gas o delle deformazioni del suolo può richiedere un monitoraggio più attento da parte degli scienziati, ma non significa automaticamente che vi sia un pericolo imminente.
La sismicità in un'area vulcanica può destare impressione, ma ciò che conta è la combinazione di più fattori: sciami sismici, deformazioni del terreno e variazioni nella composizione dei gas o delle acque sotterranee. Solo quando questi segnali si manifestano contemporaneamente e persistono nel tempo le autorità possono decidere di aumentare il livello di allerta. Al momento non è questo il caso.