Le ultime esternazioni di Elon Musk: dall'AGI alla conseguente crisi occupazionale, in un'economia di ricchezza diffusa

Nelle ultime interviste, Elon Musk ha spaziato dalle politiche migratorie ai rapporti tra USA e UE. Ma l'aspetto che approfondiremo qui riguarda il futuro dell'intelligenza artificiale e le sue ripercussioni sull'umanità a breve e lungo termine.

Verso l'AGI e oltre: il futuro dell'intelligenza artificiale e le sue epocali ripercussioni sull'umanità, tra superamento delle capacità cognitive, transizione occupazionale e nuovi scenari economici.
Verso l'AGI e oltre: il futuro dell'intelligenza artificiale e le sue epocali ripercussioni sull'umanità, tra superamento delle capacità cognitive, transizione occupazionale e nuovi scenari economici.

Quando parliamo di Elon Musk, sappiamo di dividere il pubblico in ammiratori e oppositori. E non potrebbe essere diversamente, visto che si tratta del personaggio più noto, innovativo, contraddittorio, intraprendente, ricco e divisivo che il pianeta abbia avuto in questi ultimi anni.

Tuttavia, in questi ultimi mesi, le sue proiezioni tecnologiche hanno toccato vette inedite, in particolare durante gli interventi pubblici di grande risonanza, come quello rilasciato al podcast Moonshot e al successivo vertice Abundance Summit.

L'era dell'Intelligenza Artificiale Generale (AGI) e il superamento dell'uomo

Secondo il patron di Tesla, SpaceX e xAI, il processo di sviluppo dell'intelligenza artificiale è entrato in una fase di "auto-miglioramento ricorsivo". Opinione condivisa dalla maggior parte degli amministratori delegati delle grandi AI factory americane.

L'intelligenza artificiale si auto-programma e auto-migliora continuamente, e più lo fa, più questo processo tende ad accelerare. Musk prevede che l'intelligenza artificiale generale (AGI) e la successiva superintelligenza (ASI) riusciranno a superare, nel giro di pochi anni, la somma di tutte le capacità cognitive umane messe insieme.
L'intelligenza artificiale si auto-programma e auto-migliora continuamente, e più lo fa, più questo processo tende ad accelerare. Musk prevede che l'intelligenza artificiale generale (AGI) e la successiva superintelligenza (ASI) riusciranno a superare, nel giro di pochi anni, la somma di tutte le capacità cognitive umane messe insieme.

Il passaggio alla fase di auto-miglioramento ricorsivo sta a significare che le nuove generazioni di modelli di intelligenza artificiale vengono addestrate sfruttando il lavoro computazionale delle versioni precedenti, quindi riducendo il grado di supervisione umana. In poche parole, l'intelligenza artificiale si auto-programma e auto-migliora continuamente, e più lo fa, più questo processo tende ad accelerare.

Musk prevede che l'intelligenza artificiale generale (AGI) e la successiva superintelligenza (ASI) riusciranno a superare, nel giro di pochi anni, la somma di tutte le capacità cognitive umane messe insieme.

Questo passo spingerà l'umanità verso quella che viene definita "singolarità tecnologica", un punto in cui la complessità dei sistemi digitali diventerà talmente vasta e complessa da risultare indecifrabile nel dettaglio per la nostra specie.

Impatto sul lavoro: produttività estrema e transizione occupazionale

Uno dei temi cruciali affrontati nelle sue interviste riguarda le conseguenze che l'automazione spinta e la robotica con umanoidi (come nei progetti legati agli Optimus di Tesla) avranno sul mondo del lavoro.

In un mondo che si preoccupa, immaginando scenari di disoccupazione di massa rapida, con tagli lineari del personale all'interno dell'azienda a tutti i livelli, Musk continua a sostenere che la priorità non sarà la riduzione della forza lavoro, quanto il raggiungimento di un livello di beni e di servizi prodotti per ogni singolo individuo straordinariamente elevato.

In poche parole, i robot e i sistemi di intelligenza artificiali si occuperanno della produzione materiale e dei servizi di base necessari, trasformando radicalmente il concetto stesso di mansione lavorativa.

L'obiettivo non sarebbe quello di licenziare, ma moltiplicare la capacità produttiva a livello globale, puntando a svincolare la sopravvivenza esistenziale dell'individuo umano dalla necessità di un impiego tradizionale e aprendo la strada a forme di reddito universale elevato (non "di base", come precedentemente dichiarato).

Verso un'economia di abbondanza e la ricchezza diffusa

Il rischio maggiore è quello di una prima fase di transizione a scatti, poco prevedibile e difficilmente gestibile. Sarebbe questa la fase più delicata che potrebbe dare maggiori problemi, ma la prospettiva delineata sarebbe quella di un'abbondanza diffusa.

I robot e i sistemi di intelligenza artificiali si occuperanno della produzione materiale e dei servizi di base necessari, trasformando radicalmente il concetto stesso di mansione lavorativa, svincolando la sopravvivenza esistenziale dell'individuo umano dalla necessità di un impiego tradizionale e aprendo la strada a forme di reddito universale "elevato".
I robot e i sistemi di intelligenza artificiali si occuperanno della produzione materiale e dei servizi di base necessari, trasformando radicalmente il concetto stesso di mansione lavorativa, svincolando la sopravvivenza esistenziale dell'individuo umano dalla necessità di un impiego tradizionale e aprendo la strada a forme di reddito universale "elevato".

In assenza di catastrofi geopolitiche globali, come grandi guerre e grandi crisi economiche, le stime presentate da Musk ipotizzano che il PIL mondiale potrebbe persino duplicare nel giro di un solo decennio.

Questa ricchezza deriverebbe dall'abbattimento drastico dei costi di produzione di beni e di servizi energetici. Con lo sfruttamento di tecnologie pulite, solari e automazione avanzata, l'output economico potrebbe crescere a un ritmo tale da rendere abbondante ciò che oggi risulta scarso, ridistribuendo i benefici su vasta scala.

Inflazione, rischio deflazione e il denaro che perde importanza

Tra gli aspetti macroeconomici più dibattuti, c'è un'analisi lungimirante, ma forse anche un po' troppo ottimistica, sul denaro e sull'inflazione. Il fondatore di Tesla prevede che, contrariamente ai trend inflazionistici degli ultimi anni a livello globale, il vero rischio economico del futuro sarà la deflazione.

La spiegazione data identifica come rischio la sproporzione tra la massa monetaria e la capacità produttiva. Se la fornitura di beni e di servizi generata dall'intelligenza artificiale e dai robot dovesse superare ampiamente la crescita della moneta in circolazione, il rapporto economico tenderà naturalmente alla deflazione.

La deflazione si verificherebbe perché l'offerta potrebbe superare in modo esponenziale qualsiasi limite del passato, facendo crollare i prezzi e ridefinendo il valore del denaro. Avendo sempre vissuto in un'economia dove "fare di più" richiedeva "più fatica", Musk sta dicendo che la tecnologia sta rompendo questo vincolo causa-effetto. Il limite che supereremo sarà quello della dipendenza dell'economia dal lavoro umano.

Timori e incognite sul futuro della civiltà

L'impostazione di fondo, nelle dichiarazioni rilasciate in questi eventi e nelle interviste, resta fortemente ottimistica. Nonostante Musk arrivi a stimare una probabilità di esiti positivi di questa transizione superiore all'80%, non nasconde i propri timori.

La perdita di controllo da parte degli esseri umani, in un ecosistema dominato da una superintelligenza, potrebbe porci in una condizione di subordinazione. I rischi esistenziali legati a un'intelligenza artificiale non allineata a i valori reali dell'umanità o a conflitti globali distruttivi, rappresenterebbero le uniche reali variabili capaci di far deragliare la civiltà umana prima di riuscire a raggiungere il traguardo di questa singolarità economica e tecnologica positiva, se non addirittura idilliaca.