Le foreste primarie sono a rischio, ma hanno i loro guardiani: chi sono i 6 leader indigeni premiati dall’IUCN

L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) a ottobre 2026 ha premiato sei attivisti per il loro impegno nella salvaguardia delle foreste incontaminate del pianeta

Un incendio ha distrutto un lembo della foresta Amazzonica in Brasile
Un incendio ha distrutto un lembo della foresta Amazzonica in Brasile

In occasione della COP17 sulla biodiversità di ottobre 2026, l’IUCN ha deciso di premiare gli sforzi delle comunità locali nei paesi che più di tutti subiscono i danni della deforestazione.

Molto spesso si tratta di paesi che contribuiscono di meno all’inquinamento globale, ma ne pagano il prezzo più alto dal punto di vista ambientale ed economico.

Le comunità locali, però, non stanno a guardare e si impegnano quotidianamente, lontano dai riflettori, per fare fronte alla distruzione delle foreste primarie da cui dipende la sopravvivenza di tutta la Terra.

Il valore delle foreste primarie

Le foreste primarie sono quelle che nel corso di una storia lunga millenni sono rimaste quasi completamente intatte, senza essere intaccate dalle attività umane.

Sono quindi degli habitat complessi, straordinariamente ricchi di biodiversità e insostituibili. Vale a dire che una foresta primaria non può semplicemente essere ripiantata, per questo motivo proteggerla è particolarmente importante.

Capaci di immagazzinare dal 30% al 70% di carbonio in più rispetto alle altre foreste, le foreste primarie contribuiscono a ridurre l’erosione del suolo e a regolare il ciclo dell’acqua. Queste grandi aree verdi influenzano il clima e aiutano a mitigare gli effetti più disastrosi del riscaldamento globale, come alluvioni o siccità.

Nonostante questo le foreste primarie sono ormai minacciate quotidianamente.

La deforestazione, non solo un problema ambientale

Ad oggi sulla Terra sono presenti circa 1,18 miliardi di ettari di foreste primarie. Secondo la FAO dal 1990 ad oggi sono andati perduti 110 milioni di ettari; la colpa non è soltanto delle attività illegali, mentre l’agricoltura intensiva è la principale responsabile.

Un ulteriore studio della FAO condotto tra il 2000 e il 2018 rivela che quasi il 90% della deforestazione mondiale è stato causato da coltivazioni e pascoli intensivi.

Il disboscamento delle grandi foreste primarie è anche un problema sociale. Le popolazioni locali devono confrontarsi con le multinazionali legate all’industria alimentare, al commercio del legno e alle attività minerarie, spesso senza alcuna tutela legale o aiuto finanziario. Per contro, molti studi hanno evidenziato come queste comunità siano in realtà in grado di sfruttare le foreste in modo sostenibile, limitandone notevolmente il degrado.

Per questo l’IUCN ha premiato e messo in evidenza il lavoro delle persone che più attivamente si sono impegnate per salvaguardare l’ambiente e i diritti sociali nei paesi più colpiti dalla deforestazione.

Gli attivisti che difendono l'Amazzonia

La foresta Amazzonica ha tra i suoi più gandi difensori Puyr dos Santos Tembé, una leader brasiliana del popolo Tembé che porta avanti diversi progetti. Dal recupero degli ecosistemi, al coinvolgimento delle donne delle comunità indigene, all’istruzione dei bambini, i suoi progetti si tutela si muovono di pari passo con quelli per lo sviluppo sociale ed economico di comunità spesso marginalizzate.

Allo stesso modo, in Perù Julio Cusurichi Palacios, della comunità Shipibo-Conibo, combatte per la foresta Amazzonica, per i diritti del suo popolo e per le altre comunità indigene, incluse quelle che abitano aree così remote che solo di recente hanno iniziato ad evere un contatto con il mondo esterno, e quindi sono ancora più vulnerabili.

I leader indigeni premiati in Africa

In Africa, e più precisamente in Gambia, l’IUNC ha premiato l’impegno di Maimuna Jawara, leader della comunità Manding, impegnata a favore della protezione delle foreste di mangrovia, dei boschi sacri, delle piante officinali e delle conoscenze botaniche legate alle tradizioni locali. Anche in questo caso una particolare attenzione è rivolta al lavoro delle donne impegnate nella raccolta delle risorse naturali e nella trasmissione delle conoscenze ad esse legate.

Una grande foresta di Mangrovie in Congo
Una grande foresta di Mangrovie in Congo

Nella Repubblica Democratica del Congo, invece, Joseph Itongwa Miukumo, leader Bambuti Mabuluko, da vent’anni difende il diritto delle comunità indigene di gestire in autonomia propri territori, le cui risorse sono fondamentali per la loro stessa sopravvivenza.

Le foreste primarie dell'Asia come eredità per le generazioni future

Herkulanus Sutomo Manna, è un leader indonesiano della comunità di Sungai Utik. I suoi progetti riguardano la salvaguardia degli habitat di specie rare, ma anche la tutela delle risorse naturali da cui dipende la vita delle comunità, con un’attenzione particolare all’eredità da lasciare in questo senso alle generazioni future.

Per finire, in Thailandia Pirawan Wongnithisathaporn è stata premiata perché è riuscita a diventare la portavoce della sua comunità nell’ambito dei negoziati internazionali su clima e biodiversità. Il suo scopo è garantire non solo i diritti delle popolazioni locali, ma anche la loro emancipazione culturale in modo che sempre più spesso possano partecipare direttamente alle decisioni che riguardano la gestione della loro terra.

Riferimento della notizia

Rosita Cipolla. Difendono le ultime foreste incontaminate della Terra, rischiando la vita: chi sono i 6 eroi indigeni premiati dall’IUCN.