Le piene del Tevere più impressionanti degli ultimi anni: 'molti metri sopra il livello attuale'”

Il fiume Tevere a Roma è capace di trasformarsi in caso di abbondanti piogge. Ecco quali sono state le piene più importanti degli ultimi vent'anni, dal 2005 al 2026, e quali sono i livelli di allerta.

piena tevere roma
La piena del Tevere del 2008 a Roma, in una foto scattata vicino l'isola Tiberina. Il livello salì di circa 7 metri rispetto all'altezza solita.

In questi giorni di inizio gennaio 2026 il fiume Tevere, ingrossato dalle abbondanti piogge cadute sul Centro Italia, ha superato il livello di 8 metri presso l'idrometro di Ripetta, uno dei punti di riferimento storici a Roma per misurare il livello del fiume.

Tra il 5 ed il 6 gennaio è stato superato il valore di 8,2 metri, poi il fiume ha iniziato a ridurre la portata. Secondo i dati del Centro Funzionale Regionale (“CFR”) dell’Agenzia regionale di Protezione civil, alle 12 di oggi, 9 gennaio, il livello è tornato sotto i 7 metri. A inizio anno il livello era intorno ai 5 metri.

Era da diverso tempo che non si registrava un ingrossamento del Tevere di questa portata, anche se in realtà quella dei giorni scorsi non è stata una vera e propria piena.

I muraglioni costruiti nel XIX secolo, infatti, mettono al riparo la città dalle piene del fiume, e fino ai 10 metri di altezza idrometrica non si parla di piena ordinaria. Se il livello cresce ancora scattano altri livelli di allerta, ma è solo il superamento dei 16 metri che inizia a far scattare l'allarme esondazione. Quel livello però, non è più stato toccato da molti decenni.

L'ultima volta che il Tevere è esondato a Roma è stato nel dicembre 1937, quando il fiume raggiunse un'altezza di 16,84 metri a Ripetta.

Piene del Tevere a Roma: tre livelli
La piena ordinaria del Tevere a Roma scatta quando si raggiunge un’altezza di 10 metri all’idrometro di Ripetta. Oltre i 13 metri fino a 16 metri si parla invece di piene straordinarie, ma sono molti decenni che non vengono raggiunti livelli così alti, grazie al contenimento esercitato a monte dai numerosi bacini artificiali (Corbara, Alviano, Castel Giubileo).

Dal 2005 ad oggi, però, si sono verificate a Roma una serie di piene che sono rimaste scolpite nella memoria dei romani. Vediamo quali sono state.

27 novembre 2005, Roma "con il fiato sospeso" per il Tevere in piena: 12 metri a Ripetta

Alla fine del mese di novembre del 2005 si verificò in Italia una importante piena del fiume Tevere. Il fiume esondò in diverse aree, nell'Umbria e nel Lazio. Il 27 novembre del 2005, poco più di 20 anni fa, il Tevere raggiunse il suo picco di portata a Roma, facendo segnare una delle altezze idrometriche più alte degli ultimi decenni.

Il 27 novembre del 2005, poco più di 20 anni fa, il Tevere raggiunse il suo picco di portata a Roma, facendo segnare una delle altezze idrometriche più alte degli ultimi decenni. All’idrometro di Ripetta, situato in corrispondenza di Ponte Cavour (a poca distanza dall'Ara Pacis e da Castel Sant'Angelo), venne raggiunta l’altezza di 12 metri. Un'altezza che non veniva raggiunta da quasi vent'anni.

All’idrometro di Ripetta, situato in corrispondenza di Ponte Cavour (a poca distanza dall'Ara Pacis e da Castel Sant'Angelo), venne raggiunta l’altezza di 12 metri. Un'altezza che non veniva raggiunta da quasi vent'anni.

La piena del 27 novembre 2005 tenne Roma "con il fiato sospeso", anche se in realtà non venne mai raggiunto il livello di guardia.

La piena fu ordinaria (si parla di piena straordinaria solo quando il livello va sopra i 13 metri a Ripetta). Durante l’ultima esondazione del Tevere a Roma, avvenuta nel dicembre 1937, il livello era stato di 16,84 metri a Ripetta, ben superiore.

La protezione offerta dagli sbarramenti a monte, che permette di gestire i flussi in caso di piogge molto abbondanti sul bacino idrografico del Tevere, ha abbassato molto i rischi per la capitale in confronto al passato.

Gli effetti della piena in Umbria

Gli effetti della piena del novembre 2005 fuori da Roma furono comunque importanti. In Umbria ci furono diverse esondazioni, in particolare nella zona di Torgiano, con strade sommerse e case allagate. La piena del fiume creò problemi anche nei dintorni di Perugia fino alla zona di Todi. Alcune aree di Ponte San Giovanni, Umbertide e Città di Castello rimasero senza energia elettrica.

Foto d'archivio di una delle piene del Tevere più importanti degli ultimi anni.

Gli effetti nel Lazio e a Roma

Nell’area della foce del Tevere, a Fiumicino, vennero evacuate molte abitazioni a rischio. A Roma affondò un barcone-discoteca ormeggiato in pieno centro. Un antipasto di quanto sarebbe accaduto tre anni dopo nella piena del 2008, con il disastro dei barconi trascinati dalla piena e finiti contro il Ponte Sant’Angelo. Situazione di criticità anche nell'alto Lazio.

La piena del 2008 a Roma: momenti di tensione per i barconi alla deriva

Il 12 dicembre del 2008, Roma rimase a lungo con il fiato sospeso per il passaggio di una delle piene più importanti degli ultimi tempi. La piena riguardò sia il fiume Tevere che l’Aniene. Il Tevere superò i 12,5 metri di altezza idrometrica all’idrometro di Ripetta, mentre l’Aniene esondava in diversi punti nelle aree orientali della città, in zona Tiburtina.

Una delle conseguenze della piena del Tevere fu il distacco di diversi battelli-ristorante che erano ormeggiati lungo il fiume: dopo aver rotto gli ormeggi, barconi e battelli andarono a schiantarsi contro il Ponte Sant’Angelo creando un pericoloso tappo. Per fortuna l’evento si smaltì senza ulteriori problemi per la città, ma ci furono momenti di forte preoccupazione.

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Le piene del 2012 e 2014

Le piene del 2008, 2012 e 2014 sono state più importanti di quella del 27 novembre 2005, superando in certi casi il livello dei 13 metri a Ripetta (piene straordinarie).

Da molti decenni però le piene del Tevere non si spingono fino a questi livelli di guardia, anche grazie al controllo esercitato a monte dalle dighe di Corbara, Alviano, Castel Giubileo, che vengono gestite in modo tale da ridurre al minimo l’impatto delle piene.

Le piene dell'Aniene

In questo articolo ci siamo soffermati sul Tevere, ma non bisogna dimenticare il secondo fiume di Roma, l'Aniene. Questo cors d'acqua appenninico, affluente del Tevere, percorre la città nella sua metà orientale da est verso ovest. In questo inizio di 2026 ha fato registrare una piena molto importante, che ha portato anche a delle esondazioni in zona Tiburtina.

Secondo i dati della Protezione Civile, ha raggiunto i 7,3 metri presso Ponte Mammolo, circa 5 metri sopra il livello abituale. Altre grosse piene dell'Aniene ci sono state negli anni scorsi. Si ricordano ad esempio quelle del 2008 e del 2011.