Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: "Il riscaldamento è prevalentemente antropico"

L’Istituto nazionale di Geofisica e Vulncaologia italiano interviene nel dibattito sulla recente pubblicazione di un libro negazionista del cambiamento climatico per le scuole: "il ruolo delle attività umane nel riscaldamento globale è confermato da solidi dati scientifici"

Le emissioni antropiche di gas serra sono il principale responsabile dell'attuale riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici in atto.
Le emissioni antropiche di gas serra sono il principale responsabile dell'attuale riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici in atto.

Nei giorni scorsi, un libro sui cambiamenti climatici distribuito nelle scuole superiori di Belluno ha scatenato un forte caso politico ed ha attivato anche un intenso dibattito scientifico. Alcune affermazioni sul cambiamento climatico contenute nel volume “Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni”, scritto dal presidente dell’ordine dei geologi del Veneto Giorgio Giacchetti, sono state contestate da diverse realtà scientifiche come l’Accademia dei lincei e il dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova.

L’intenzione dichiarata della pubblicazione era offrire agli studenti uno strumento di conoscenza, ma in alcune pagine del libro viene messo in discussione proprio ciò che la scienza ha stabilito da decenni: il ruolo decisivo delle attività umane nel riscaldamento globale.

Si scrive infatti che l’incremento di temperatura in corso rientrerebbe nei cicli naturali, e che le emissioni antropiche hanno un peso trascurabile.

Il posizionamento del mondo scientifico contro alcune cose che si leggono in questa pubblicazione è stato netto, ed è intervenuto anche il meteorologo Luca Lombroso, autore qui su Meteored di molti articoli di divulgazione oltre che di previsionali. "Il confine tra legittimo dubbio scientifico e negazionismo è abbastanza chiaro - ha spiegato a il manifesto. Negare l’influenza della CO2 o la causa umana significa contraddire evidenze accumulate da più di trent’anni".

La posizione dell'INGV

Di seguito riportiamo anche il posizionamento dell'INGV, che ha pubblicato un comunicato stampa sul tema. "Su un tema così importante - si legge - e soprattutto quando questi contenuti sono destinati anche alle scuole, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ritiene utile richiamare alcuni elementi scientifici oggi ben consolidati".

Sono ormai decenni che migliaia di studi confermano: dietro l'attuale fase di cambiamento climatico ci sono soprattutto le immissioni in atmosfera di gas serra dovuti alla combustione di combustibili fossili derivati dal petrolio o dal gas.
Sono ormai decenni che migliaia di studi confermano: dietro l'attuale fase di cambiamento climatico ci sono soprattutto le immissioni in atmosfera di gas serra dovuti alla combustione di combustibili fossili derivati dal petrolio o dal gas.

Che il clima della Terra sia sempre cambiato è un dato ben noto, si legge nella nota dell'INGV. La storia del pianeta registra fasi climatiche molto diverse, determinate nel tempo da fattori naturali come le variazioni orbitali, l’attività solare, le grandi eruzioni vulcaniche e i cambiamenti nella circolazione oceanica e atmosferica. È proprio lo studio di questi fenomeni, e più in generale della storia climatica della Terra, che oggi ci permette di distinguere le variazioni naturali avvenute nel passato dai cambiamenti osservati a partire dall’inizio dell’era industriale.

Cambiamento climatico: "l’origine del riscaldamento globale attuale è prevalentemente antropica"

Le evidenze disponibili su questo punto sono molto solide. I rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che sintetizzano migliaia di studi scientifici e un ampio insieme di osservazioni indipendenti, indicano chiaramente che il riscaldamento globale osservato negli ultimi decenni è dovuto principalmente alle attività umane e, in particolare, alle emissioni di gas a effetto serra.

I fattori naturali continuano naturalmente a influenzare il clima, ma non sono in grado di spiegare l’aumento delle temperature registrato in epoca recente.

Allo stesso modo, è ben documentata l’origine antropica dell’aumento delle concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica, metano e protossido di azoto rispetto all’epoca preindustriale. A sostenerlo non è una singola osservazione, ma un insieme coerente di evidenze: dalle misure atmosferiche moderne alle carote di ghiaccio polari, che conservano nelle loro bolle d’aria veri e propri campioni dell’atmosfera del passato, dai bilanci globali delle emissioni fino alle analisi isotopiche.

Per queste ragioni, l’INGV condivide il richiamo al rigore scientifico già espresso dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), soprattutto in considerazione del fatto che il volume è stato destinato anche alle scuole.

Il posizionamento dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia

“Il dubbio e il confronto fanno parte del metodo scientifico e sono indispensabili per far avanzare la conoscenza”, sottolinea Fabio Florindo, Presidente dell’INGV. “Ma il confronto deve partire dai dati disponibili e deve rappresentare correttamente il livello di solidità delle diverse interpretazioni. Non tutte le ipotesi hanno lo stesso peso scientifico. Nel caso del cambiamento climatico attuale, l’origine prevalentemente antropica del riscaldamento globale è supportata da osservazioni indipendenti, dalla fisica del sistema climatico e da decenni di ricerca”.

“Il dubbio e il confronto fanno parte del metodo scientifico e sono indispensabili per far avanzare la conoscenza. Ma il confronto deve partire dai dati disponibili e deve rappresentare correttamente il livello di solidità delle diverse interpretazioni. Non tutte le ipotesi hanno lo stesso peso scientifico. Nel caso del cambiamento climatico attuale, l’origine prevalentemente antropica del riscaldamento globale è supportata da osservazioni indipendenti, dalla fisica del sistema climatico e da decenni di ricerca”. (Fabio Florindo, Presidente dell’INGV)

“Chi studia il sistema Terra conosce bene la variabilità naturale del clima e sappiamo quanto profonde siano state, nel corso della storia del pianeta, le trasformazioni ambientali”, prosegue Florindo. “Ma è proprio questa conoscenza che ci consente di riconoscere ciò che distingue il cambiamento climatico attuale da molti cambiamenti avvenuti nel passato. Richiamare i cicli naturali della Terra è quindi corretto, ma non può essere utilizzato per mettere sullo stesso piano spiegazioni che oggi hanno un supporto scientifico molto diverso”.

Le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono cresciute fortemente negli ultimi decenni, a causa della combustione da parte dell'umanità di enormi quantità di combustibili fossili (petrolio e gas).
Le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono cresciute fortemente negli ultimi decenni, a causa della combustione da parte dell'umanità di enormi quantità di combustibili fossili (petrolio e gas).

Adattamento e mitigazione devono andare di pari passo

C’è poi un altro aspetto che merita di essere sottolineato. Parlare di riduzione delle cause del cambiamento climatico non significa trascurare la necessità di adattarsi ai suoi effetti.

Per un Paese come l’Italia, la conoscenza geologica del territorio, il monitoraggio, la prevenzione e la riduzione del rischio idrogeologico restano obiettivi fondamentali. Adattamento e mitigazione non sono strade alternative: devono procedere insieme.

La questione diventa ancora più delicata quando la comunicazione scientifica si rivolge agli studenti. Formare senso critico significa insegnare a discutere le conoscenze, a riconoscere le incertezze e confrontarsi con i dati. Significa però anche fornire un quadro corretto di ciò che la ricerca scientifica ha ormai stabilito con un elevato grado di affidabilità.

Su temi complessi e importanti come il cambiamento climatico, il confronto è non solo legittimo, ma necessario. Proprio per questo deve partire dalle evidenze.

Riferimenti della notizia

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). (2026). INGV.
Il Péost. (2026). A Belluno un libro per le scuole è diventato un caso.
il manifesto. Belluno, il libro delle frottole climatiche resta in classe.