Mediterraneo in allarme: nave russa piena di gas alla deriva in pieno ciclone Jolina, rischio disastro ambientale
Una nave russa con 700 tonnellate di gas liquefatto e carburante è alla deriva da alcuni giorni nel Mediterraneo centrale, tra le zone di Malta e Italia, proprio mentre il ciclone Jolina imperversa portando maltempo e mare mosso. Il rischio di disastro ecologico è elevato, diversi paesi tra cui l'Italia cercano una soluzione.

Il Mediterraneo centrale è al centro in queste ore di un allarme internazionale. La metaniera russa Arctic Metagaz, una nave da carico simile a una petroliera ma specializzata nel trasporto di gas naturale liquefatto, sta vagando senza equipaggio tra le acque internazionali di Malta, Italia e Libia.
La nave, che trasporta gas metano liquefatto altamente esplosivo, appartiene alla cosiddetta “Shadow Fleet” russa, la "flotta ombra" ed è al centro da alcuni giorni di un giallo internazionale.
L’impatto dei droni-bomba ha provocato danni alla nave e un incendio a bordo, costringendo all’evacuazione dei 30 membri dell’equipaggio, un salvataggio coordinato dalle autorità maltesi in collaborazione con quelle russe.
Questa situazione arriva in un momento particolarmente turbolento e delicato, dopo l'inizio della nuova guerra in Medio Oriente a seguito dell'attaco israelo-statunitense sull'Iran.
Il problema è che ora la nave metaniera è alla deriva senza equipaggio, ed in caso di incidente potrebbe provocare un disastro ambientale senza precedenti. Attualmente la nave si trova a circa 54 miglia nautiche da Malta, all’interno della zona maltese di ricerca e soccorso, ma ancora lontana dalle acque territoriali.
Gli sforzi per trovare una soluzione
Il Primo Ministro maltese Robert Abela ha sollevato la questione durante il vertice Med9, che riunisce Malta, Italia, Francia, Spagna, Grecia, Croazia, Cipro, Slovenia e Portogallo, sottolineando la necessità di una soluzione definitiva. Abela ha inoltre contattato il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, sollecitando un intervento coordinato a livello europeo.
Malta ha già predisposto un piano di emergenza, che prevede l’impiego di rimorchiatori e mezzi specializzati, ma i contatti con le autorità russe e la compagnia proprietaria della nave non hanno ancora portato a una soluzione concreta. Nel frattempo, le autorità marittime maltesi hanno invitato i pescatori a mantenere almeno quattro miglia nautiche di distanza, data la pericolosità del carico.

Secondo il sottosegretario italiano Alfredo Mantovano, la nave “può esplodere in qualsiasi momento”. L’Italia ha messo a disposizione delle autorità maltesi tecnici, navi e mezzi specializzati per il contenimento dei danni ambientali, pronti a intervenire immediatamente se richiesto.
Le opzioni sul tavolo
Gli esperti hanno identificato quattro possibili strategie per neutralizzare la minaccia rappresentata dalla nave:
Stabilizzazione a mare, sigillando eventuali perdite e mettendo in sicurezza la nave, rimorchio verso un porto sicuro, trasbordo del carico o affondamento controllato, una estrema ratio in caso di rischio imminente di esplosione. Il metodo garantisce sicurezza per le persone, ma può avere il massimo impatto ecologico.
Maltempo per il ciclone Jolina
A peggiorare la situazione ci si è messo il ciclone Jolina, una vasta area di bassa pressione che, come stiamo raccontando qui su Meteored da giorni, sta provocando piogge intense e mareggiate lungo le coste esposte del Sud Italia e del Mediterraneo centrale, scaricando peraltro fino a 250 mm di pioggia su Calabria e Sicilia.
Il maltempo rende le operazioni di soccorso e controllo del rischio ancora più complesse, aumentando la probabilità di incidenti durante le manovre di stabilizzazione o trasbordo del carico.