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Meteo e pericoli in montagna: mai sottovalutare le previsioni

Prima di intraprendere arrampicate o escursioni in montagna è fondamentale valutare attentamente le previsioni meteo. Ecco alcuni dei pericoli meteorologi a cui si può andare incontro in montagna. E’ veramente così strana la neve in estate?

Un elicottero impegnato in operazioni di soccorso in montagna. La prevenzione è fondamentale, insieme alla cultura meteo. Ricordarsi che in alcune regioni e nazioni questo servizio se non si è assciurati si paga.

Secondo il Soccorso Alpino nel 2020 356 incidenti in montagna, pari al 3.6% del totale dei sinistri, sono stati dovuti al maltempo. A questi si aggiungono sei incidenti dovuti a folgorazione. In assoluto le cause meteo non sono la causa principale degli incidenti in montagna, al primo posto vi è la caduta o scivolata, seguita dall’incapacità.

Il fattore meteo resta comunque un aspetto importante che può essere prevenuto con una corretta cultura meteorologica, anche in considerazione dei 21 incidenti da valanga e dei 23 da frana, sul totale di 9824 incidenti. Ecco alcuni aspetti da considerare e conoscere sulla prevenzione dei pericoli meteorologici in montagna nei mesi estivi.

Temporali

In estate i temporali sono quasi sempre in agguato. Sulle Alpi in particolare in molte zone l’estate è la stagione più piovosa, con 15-20 giorni piovosi al mese anche in luglio e agosto.

Bisogna distinguere due tipi di situazione diversa, i temporali isolati e i temporali organizzati. Nel primo caso i temporali si sfogano principalmente nelle ore pomeridiane. Dopo aver attentamente valutato le previsioni se si decide per uscite in montagna è consigliabile partire di buon mattino e trovarsi fuori da zone a rischio o esposte nel pomeriggio.

E’ importante valutare attentamente le condizioni locali, se i cumuli si formano già nel corso del mattino e si ingrossano è segno che il temporale può arrivare in anticipo.

Evitare assolutamente di trovarsi col temporale su cime e su vie ferrate. Ricordatevi che rinunciare a raggiungere una cima non è un atto di resa ma di saggezza.

I temporali di calore e orografici sono in genere brevi e locali e si dissolvono al tramonto, ma presentano comunque rischi, dalla grandine al vento, dai fulmini a perfino neve in alta quota.

Quando invece sono previsti temporali organizzati, legati a un fronte o a o gocce fredde, i temporali possono sfogarsi fin dal mattino e durare anche a lungo. Importante, in presenza di previsione di questo tipo, non farsi trarre in inganno dal bel tempo che spesso li precede. L’arrivo è improvviso, i fenomeni possono essere molto forti e la durata lunga, e sono accompagnati da repentine e durature diminuzioni di temperatura.

Le perturbazioni: attenzione a ritardi e anticipi

Le interazioni dei fronti freddi e caldi con l’orografia fanno si che rispetto alle previsioni, soprattutto quelle su scala nazionale, si possono avere anticipi o ritardi, anche di diverse ore, dell’arrivo delle nubi e dei fenomeni. Entrambe queste evenienze espongono l’alpinista o escursionista a rischi. In caso di anticipo, ci si può trovare improvvisamente in situazione a rischio. In caso di ritardo, si può essere indotti a sottovalutare la perturbazione, pensando magari a previsione sbagliata.

Quando sono previste perturbazioni organizzate dunque è bene rimandare le attività alpinistiche ed escursionistiche. Ricordarsi anche che in presenza di perturbazioni il maltempo può durare molte ore o anche giorni.

Freddo e neve in estate

Colpisce e fa sempre notizia la neve in estate. A 3500 m sulle Alpi può fare molto freddo anche in estate. Sul Plateax Rosà, ai piedi del Cervino, la media delle temperature minime in luglio e agosto è attorno a -1, -2°C, ma il termometro può scendere anche fino a -10,-12°C. A queste quote, ma anche già a 3000 m, la neve è molto frequente anche in piena estate.

La neve sulle Alpi fa la sua comparsa talora anche a luglio e agosto a quote attorno ai 2000 m, e fiocchi in qualche occasione sono scesi anche nelle valli a 1300-1500 m, come a Cortina d’Ampezzo a fine agosto 2018.

Una delle località più fredde d’Italia, Livigno, vede nevicate anche in luglio, è successo nel 2016 e nel 2019 per fare alcuni esempi.

Dal punto di vista meteo i fronti freddi forieri di questi eventi sono in genere ben previsti, mentre non sempre è possibile il dettaglio sulla singola valle, località o cima. Il consiglio ancora una volta è di non sottovalutare o peggio deridere la previsione di arrivo di freddo o neve in estate.

Cosa portare con sé

Nello zaino oltre a cibo, acqua e altre cose necessarie anche in estate non deve mai mancare, anche in giornate calde, un capo tecnico pesante e una giacca impermeabile, inoltre preferite i pantaloni lunghi, soprattutto oltre i 2000 metri. Ad alta quota e su ghiacciai, consigliati anche berretto e guanti.

Prendete un power bank per ricaricare il cellulare in caso di emergenza, ma ricordatevi che in alcune zone può mancare il segnale. Un paio di oggetti leggeri ed economici possono essere provvidenziali nell’emergenza: un fischietto (meglio di tipo nautico) per richiamare l’attenzione se necessario e una coperta termica pieghevole.

Infine, fondamentali, portate sempre con voi una buona dose di saggezza e di prudenza.