Niscemi come Maierato: 16 anni fa la frana ripresa in diretta TV che fece il giro del mondo
Sono ore drammatiche e di grande preoccupazione per Niscemi, in Sicilia, dove una grossa frana minaccia l'abitato. Il 15 febbraio del 2010 una grossa frana colpì Maierato, in Calabria, con un distacco improvviso che venne ripreso in diretta TV. Il video fece il giro del mondo.

Sono ore drammatiche per Niscemi, in Sicilia, interessata da una enorme frana che sta facendo crollare una parte dell'abitato, e che ha portato all'evacuazione di oltre mille abitanti. A seguito di questo evento, la memoria torna ad altre catastrofi causate da grosse frane in Italia. Una delle peggiori risale a poco più di 15 anni fa, quando il paese di Maierato, nella Calabria central, venne interessato da una grossa frana il cui distacco venne ripreso in un drammatico video che fece il giro del mondo.
15 febbraio 2010, la frana di Maierato
Era il 15 febbraio del 2010 quando una enorme frana roto-traslazionale poi evoluta in colata interessava il paese di Maierato, nella Calabria centrale.
Una massa enorme si staccò da una collina subito ad ovest del paese, muovendosi a gran rapidità verso valle, portando via con sé alberi, vegetazione, un pezzo di strada provinciale, e lasciando dietro di sé una enorme nicchia nella collina larga 500 metri ed alta 50 metri.
Il volume stimato del movimento franoso fu di 10 milioni di metri cubi. Per avere un'idea, la frana del Vajont aveva un volume di circa 270 milioni di metri cubi.
L'evacuazione preventiva delle abitazioni situate nella zona di frana evitò che ci fossero feriti o vittime, ma i danni furono enormi. I drammatici momenti del distacco vennero ripresi da una troupe televisiva e fecero il giro del mondo.
I segnali precedenti
La frana si era attivata già nelle settimane precedenti, a causa delle intense piogge che avevano saturato i terreni. Erano comparse delle vistose crepe nell'area di coronamento (la parte alta, che dopo il distacco viene chiamata "scarpata") ed il terreno a valle si era fortemente rigonfiato, fatto che aveva portato alla chiusura di una strada e all'evacuazione di alcune case, poi coinvolte nell'enorme movimento franoso.
La dinamica del fenomeno
La frana si attivò alle 16.30 del 15 febbraio ed ebbe inizialmente un comportamento che i geologi chiamano "scivolamento roto-traslazionale": formato cioè da una componente di rotazione ed una componente di traslazione.

In seguito, a causa della saturazione dei terreni e della loro liquefazione, il movimento evolvette in una vera e propria colata di fango, che avanzò verso valle con velocità molto elevata coprendo più di un chilometro di distanza.
Le cause della frana
I motivi della frana sono stati ricondotti, dopo approfonditi studi geologici, ad un intreccio di fattori: alle scarse qualità geo-tecniche dei terreni del sottosuolo, alla intensa circolazione idrica sotterranea, legata sia alle litologie superficiali molto permeabili che favorivano l'infiltrazione dell'acqua piovana, sia alla presenza di una falda in pressione in profondità, che spingeva da sotto la massa instabile favorendone il distacco.
La causa scatenante furono le abbondantissime piogge cadute in quel periodo, che oltre a saturare i terreni superficiali avevano fatto risalire la falda in pressione, creando un mix micidiale che ha indebolito le rocce e i terreni che in quella zona sono già di loro natura poco resistenti (in particolare si tratta di calcari evaporitici, arenarie, sabbie, argilliti).
Le piogge del febbraio 2010 insistevano peraltro su un territorio dove già dall'agosto del 2009 venivano registrati accumuli sopra la media.
La lezione di Maierato
Come nel caso del Vajont e di tante altre frane complesse, il caso di Maierato ha messo nuovamente in evidenza l'importanza di una mappatura e di uno studio geologico approfondito e continuo del territorio italiano.
Non sempre purtroppo le frane sono evitabili, perché come nel caso appena visto sono i fattori geologici locali a creare le condizioni dell'instabilità. Circolazione idrica sotterranea, litologia e fattori tettonici locali. La frana di Maierato si inseriva per esempio in una vasta area soggetta a deformazione gravitativa profonda, sulla quale era impossibile agire alla radice per le sue vastissime dimensioni.
Ciò che possiamo fare però è evitare che le abitazioni si trovino in aree a rischio, e fare di tutto per ridurre i fattori di innesco. Senza la conoscenza geologica del territorio però, che deve essere frequente ed accurata come lo può essere una visita medica ad un paziente, neanche queste misure possono essere prese (in sostanza, le cure).