Rischio tsunami in Italia, Palmi è stato riconosciuto come comune italiano "Tsunami Ready"
Il Comune di Palmi (RC) riceve il prestigioso riconoscimento “Tsunami Ready”, dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO), diventando il secondo comune Italiano, dopo Minturno (LT), a ottenere l’accreditamento.

Nuovo passo avanti in Italia nel lavoro di prevenzione dal rischio tsunami, con la preparazione delle comunità esposte. Nella giornata di sabato 12 settembre 2026, il Comune di Palmi (Reggio Calabria) ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Tsunami Ready”, dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO), diventando il secondo comune Italiano, dopo Minturno (LT), a ottenere l’accreditamento.
Palmi, comune della costa tirrenica calabrese, si trova in un’area a medio-alta pericolosità, colpita in passato da tsunami, come documentato dall’Italian Tsunami Effects Database (ITED) dell’INGV. Il percorso che ha portato a questo riconoscimento ha coinvolto la popolazione e il territorio costiero, rafforzando la consapevolezza del rischio tsunami e la capacità di risposta della comunità palmese.
Un passo importante è stato compiuto con il coinvolgimento del Comune di Palmi nel progetto CoastWAVE 2.0, finanziato dalla Commissione europea attraverso la DG ECHO (Protezione Civile Europea) nelle annualità 2025-2026.
Mappe di evacuazione e preparazione della popolazione
Nell’ambito del progetto sono state sviluppate specifiche mappe di evacuazione per il rischio maremoto, che individuano le aree potenzialmente interessate da inondazione e i percorsi di evacuazione dalla fascia costiera verso le aree di raccolta. Le mappe sono consultabili sul sito del Centro Allerta Tsunami dell’INGV.
Alla cerimonia presenti rappresentanti del Centro Allerta Tsunami (CAT), dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), del Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), il Sindaco di Palmi, Giovanni Calabria, il Vicesindaco, Salvatore Celi, il Presidente della Consulta Giovanile Palmese, Daniele Trimboli e il Comandante della Polizia Locale, Francesco Managò. La certificazione Tsunami Ready consegnata da Denis Chang Seng di IOC-UNESCO.
Il rischio tsunami in Italia
Le coste italiane nel passato sono state interessate anche da tsunami (anche noti come maremoti), ricorda il Centro Allerta Tsunami italiano (CAT), sia di scarsa entità che distruttivi. Questo lo sappiamo grazie a fonti storiche, testi scritti da testimoni diretti o cronache che descrivono gli effetti dei maremoti avvenuti nel passato.
Se è vero che eventi così devastanti sono fortunatamente rari in Italia, il maremoto del 1908 documenta che anche le coste italiane, specialmente quelle della Calabria e della Sicilia, sono esposte al rischio di grandi maremoti. Bisogna poi ricordare che anche eventi di minore intensità, più frequenti e più probabili, sono pur sempre pericolosi per chi si trova vicino alla costa.
Gli tsunami italiani, così come in generale nel resto del mondo, sono causati principalmente da terremoti sottomarini o con epicentro in terra molto vicino alla costa. Anche le eruzioni vulcaniche e le frane – talvolta innescate proprio da scosse di terremoto - possono tuttavia generare maremoti.
Per saperne di più
Online è disponibile il Database delle osservazioni di tsunami in Itali. Nel 2018 è stato invece pubblicato il primo modello probabilistico di pericolosità da tsunami di origine sismica per l’area del Mediterraneo e dell’Atlantico nord-orientale (TSUMAPS-NEAM), frutto di un progetto europeo coordinato dall’INGV, che è descritto qui .
Riferimento della notizia
Centro Allerta Tsunami - INGV. Tsunami in Italia.