Scoperto sotto Santa Sofia un tunnel di oltre 160 metri e condotti idrici che forse attraversavano tutta Costantinopoli
Sotto Santa Sofia, a Istanbul, gli archeologi hanno riportato alla luce nuove gallerie e strutture sotterranee rimaste nascoste per secoli. Lo rivela uno studio scientifico che getta nuova luce sul complesso sistema di infrastrutture della storica basilica bizantina.

Per milioni di visitatori che ogni anno entrano a Santa Sofia, antica cattedrale cristiana di Costantinopoli e poi grande moschea di Istanbul, situata nel cuore della capitale turca, il monumento appare già straordinario in superficie. Ma sotto uno degli edifici più celebri del mondo c'è un'altra città nascosta, fatta di gallerie, volte, condotti e strutture sotterranee che gli archeologi stanno riportando alla luce.
Proprio negli ultimi giorni sta facendo notizia la pubblicazione di uno studio scientifico dell'architetto e ricercatore turco Hasan Fırat Diker sulla rivista Open Archaeolog, che rivela la scoperta di nuovi passaggi e tunnel finora sconosciuti. I risultati sono stati pubblicati in uno studio scientifico dell'architetto e ricercatore turco Hasan Fırat Diker sulla rivista Open Archaeology.
Un complesso sotterraneo molto più grande del previsto
All'inizio del 2025, la pulizia delle strutture sotterranee di Santa Sofia, avviata dalla Direzione Generale delle Fondazioni del Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia, ha portato a scoperte di grande importanza, si legge nell'introduzione dello studio. Nella fase iniziale, i lavori sono stati avviati nei sotterranei voltati che costituivano il livello inferiore dell'atrio oggi scomparso di Santa Sofia, poiché queste aree risultavano relativamente più accessibili.
Attraverso l'analisi e la discussione dei primi risultati, questo studio mira a contribuire alla ricca storia architettonica di Santa Sofia. Con l'avanzare delle operazioni di pulizia delle strutture sotterranee da parte della Direzione Generale delle Fondazioni, il sistema infrastrutturale di questo straordinario monumento patrimonio dell'umanità potrà essere progressivamente rivelato nella sua interezza.
Cosa è stato scoperto
Durante la rimozione di fango, macerie e depositi accumulati nel corso dei secoli, gli archeologi hanno scoperto ambienti e collegamenti che non comparivano nelle precedenti documentazioni.

Tra le novità più importanti figura un tunnel sotterraneo rimasto nascosto perché completamente ostruito dai sedimenti. Solo dopo le operazioni di pulizia è stato possibile ricostruirne il percorso e verificarne le connessioni con altre strutture già note. Ma sono state scoperte anche cisterne e altri ambienti sotterranei.
Secondo lo studio, il sottosuolo di Santa Sofia si sta rivelando molto più complesso di quanto gli studiosi immaginassero fino a pochi anni fa. Le nuove scoperte mostrano infatti una rete articolata di gallerie e ambienti interconnessi sviluppatasi in epoche diverse.
Il tunnel misterioso
Lo studio evidenzia soprattutto una grande galleria sotterranea (denominata "Struttura 4"), che potrebbe proseguire ben oltre il perimetro del monumento.
Gli autori ipotizzano che possa estendersi verso il Palazzo Topkapi e verso Piazza Sultanahmet, attraversando una parte significativa della penisola storica di Istanbul. È una delle questioni che le future ricerche dovranno chiarire.
A cosa servivano questi tunnel?
L'immagine romantica di passaggi segreti utilizzati da imperatori o religiosi trova poco spazio nelle conclusioni scientifiche.
Lo studio suggerisce che molte delle strutture sotterranee avevano soprattutto funzioni infrastrutturali. Gli archeologi hanno identificato un sistema estremamente complesso di distribuzione dell'acqua, con numerosi condotti che attraversavano il sottosuolo in diverse direzioni e che furono modificati più volte nel corso dei secoli.
In una delle strutture analizzate sono stati individuati addirittura sette differenti canali idrici appartenenti a fasi storiche diverse. Secondo gli autori della ricerca, questa rete testimonia l'importanza dell'area e l'elevata richiesta di acqua da parte degli insediamenti che circondavano la basilica.
Una storia lunga quasi quindici secoli
Santa Sofia fu costruita tra il 532 e il 537 d.C. per volontà dell'imperatore bizantino Giustiniano I e rappresenta uno dei massimi capolavori dell'architettura mondiale. Nel corso della sua storia è stata cattedrale cristiana, moschea ottomana, museo e nuovamente moschea.
Anche il suo sottosuolo racconta questa lunga evoluzione. Molte delle strutture oggi in fase di studio risalgono alle origini dell'edificio, mentre altre furono aggiunte, modificate o riutilizzate nei secoli successivi.
Cosa potrebbe emergere nei prossimi anni
Gli stessi autori dello studio sottolineano che le ricerche sono ancora in corso e che i risultati pubblicati rappresentano soltanto una fase preliminare del progetto. Molte aree rimangono ancora da liberare completamente dalle macerie e potrebbero nascondere ulteriori ambienti sconosciuti.
L'obiettivo delle autorità turche è completare la documentazione dell'intero sistema sotterraneo e, in prospettiva, rendere visitabili almeno alcune delle gallerie oggi nascoste sotto il monumento. Se il progetto andrà avanti, i visitatori potrebbero un giorno esplorare una parte della Santa Sofia meno conosciuta ma altrettanto affascinante.
Riferimenti allo studio
Diker, Hasan Fırat. "Newly Revealed Subterranean Structures Beneath Hagia Sophia’s Atrium" Open Archaeology, vol. 12, no. 1, 2026, pp. 20250079. https://doi.org/10.1515/opar-2025-0079
Non perderti le ultime novità di Meteored e goditi tutti i nostri contenuti su Google Discover, completamente GRATIS
+ Segui Meteored