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La peggior siccità in 70 anni fa seccare i fiumi del nord Italia

I fiumi del nord Italia si trovano da settimane in una situazione critica, dopo 6 mesi di piogge molto scarse e temperature troppo elevate. Sulle Alpi non c'è più neve, e la situazione è molto preoccupante alle porte di una nuova ondata di caldo che apre l'estate 2022.

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La siccità è ormai gravissima nel nord Italia: fiume Po e suoi affluenti ai minimi da 70 anni. Foto d'archivio.

Nelle regioni dell'Italia settentrionale si sta verificando la peggior siccità degli ultimi 70 anni, secondo quanto ha riportato pochi giorni fa l'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (Adbpo). La portata del più grande fiume italiano è molto più bassa rispetto alla media del periodo, circa 3 metri in meno rispetto a un anno fa e gli effetti sono ben visibili lungo il suo percorso.

A Ferrara si registrano adesso 280 metri cubi al secondo, quando in questo periodo dell'anno dovrebbe essere circa 1500. Impressionante la situazione presso il Ponte della Becca (Pavia), con il più grande fiume italiano praticamente irriconoscibile.

La situazione di carenza idrica, che arriva alle porte di una nuova grande ondata di caldo, riguarda anche i grandi laghi del Nord, con il lago Maggiore che si trova appena al 19,5% di riempimento dell'invaso mentre nel lago di Como la situazione è ancora peggiore. In Piemonte la portata è ridotta di due terzi rispetto al normale, mentre i fiumi e i torrenti del torinese sono in secca.

La siccità sta creando un'emergenza anche sul Delta del Po, dove la risalita dell'acqua marina ha costretto a sospendere le irrigazioni.

Qui sotto un altro dei tanti video che in queste settimane mostrano lo stato del Po. Il video arriva da Cremona, ma situazioni analoghe vengono registrate lungo tutto il percorso, nel mantovano e fino alle foci, dove è allarme per la risalita del cuneo salino. Il paesaggio, riportano le persone che vivono lungo il fiume, è quello di una siccità da fine agosto.

Grave la situazione anche in altri corsi d'acqua e affluenti importanti, come il Ticino, il Brenta, il Trebbia. In ognuno di questi luoghi si sta vivendo una situazione eccezionale. Oltre a colpire gravemente gli ecosistemi, la carenza idrica rappresenta un'emergenza per l'agricoltura ed è un problema anche per la generazione di energia elettrica.

Preoccupante il fatto che questa situazione si verifichi alle porte dell'estate e con una nuova grande ondata di caldo alle porte, che inizia proprio in contemporanea con il solstizio d'estate. La neve sulle Alpi, inoltre, è ormai praticamente esaurita in Piemonte e Lombardia e viene meno quindi anche l'apporto di acqua che in primavera arriva dallo scioglimento del manto nevoso in quota.

Le cause della grave siccità: niente pioggia e caldo anomalo, non c'è più neve sulle Alpi

Tra le cause di questa situazione che non ha precedenti in almeno 70 anni, più di 6 mesi senza praticamente pioggia nelle regioni del nord, con pochissima neve caduta nei mesi invernali e temperature troppo alte in montagna, che hanno portato alla scioglimento della neve caduta in primavera. La neve è scomparsa sulle Alpi con due mesi di anticipo, lasciando peraltro scoperti i ghiacciai ed accelerandone lo scioglimento.

Allarme anche in altre zone d'Italia: preoccupa il Tevere

Se inizialmente la siccità riguardava soprattutto il Nord, nelle ultime settimane la situazione è andata aggravandosi anche nel resto dell'Italia. Preoccupa per esempio la situazione del terzo fiume italiano, il Tevere, e la Regione Lazio sta per dichiarare lo stato di calamità naturale.