Ultim'ora dall'Etna: una nuova bocca si è aperta sotto quota 2000 alimentando una colata poco sopra i centri abitati
Questa nuova bocca si è aperta improvvisamente a quote piuttosto basse, alimentando una ampia colata che sta scendendo di quota, ben visibile da tutti i centri abitati presenti sul fianco est del vulcano.

Un inizio 2026 col botto quello dell’Etna oggi. Nelle prime ore di questo freddo pomeriggio di Capodanno, lungo il fianco orientale del vulcano, si è aperta una improvvisa frattura dalla quale fuoriesce un flusso di magma, a quote relativamente basse.
La frattura si trova a una quota di poco inferiore ai 2000 metri, mentre il fronte attualmente sembra che abbia raggiunto i 1500 metri, scorrendo in direzione della Valle del Bove. Al momento non c’è nessun pericolo per i centri abitati etnei, che si trovano a valle di questa nuova colata
Preoccupa la quota in cui si è aperta la frattura
Le eruzioni laterali dell'Etna, che si originano da fratture sui fianchi del vulcano a quote inferiori ai 2000 metri, sono considerate più pericolose rispetto a quelle sommitali (che avvengono dai crateri in cima, intorno ai 3300 metri) per diversi motivi legati alla loro posizione, dinamica e impatto sulle aree antropizzate.
In primo luogo, le eruzioni laterali aprono bocche eruttive a basse altitudini, spesso vicine o addirittura all'interno di zone urbane e agricole. Questo permette ai flussi di lava di raggiungere rapidamente aree popolate, come i paesi etnei, rischiando di danneggiare abitazioni, infrastrutture e terreni coltivati in tempi brevi.
Nuova bocca eruttiva a bassa quota #Etna #Capodanno #HappyNewYear2026 #1Gennaio2026
— Luigi Pistarà (@toretto86) January 1, 2026
Foto di oggi; fonte web pic.twitter.com/w02Eql9sU3
Al contrario, le eruzioni sommitali, che sono quelle che prevalgono sull’Etna, sono confinate alle zone sommitali disabitate, dove la lava tende a scorrere in aree remote senza minacciare direttamente le popolazioni, raffreddandosi generalmente già entro i primi 10 km di discesa.
Perché sarà molto importante monitorarla nei prossimi giorni?
Queste eruzioni laterali sono spesso meno prevedibili e possono essere più improvvise, rendendo difficile l'evacuazione e la preparazione. Dipendono da fattori come la localizzazione della frattura, il tasso di effusione della lava e la durata dell'evento, che possono variare ampiamente e amplificare i danni.
Ecco perché sarà molto importante monitorare il comportamento di questa frattura nei prossimi giorni, per capire se la colata continuerà ad essere alimentata, rischiando di varcare la cosiddetta distanza di sicurezza dai comuni etnei, come Milo o Zafferana.

Per il momento questa colata non rappresenta un pericolo diretto per le comunità di questa parte del Catanese. Ma se il flusso lavico durerà per diversi giorni, alimentando ulteriormente il fronte, e spingendolo oltre a quella diga naturale che è la Valle del Bove, bisognerà iniziare a prendere le prime precauzioni per mettere in sicurezza i centri più vicini.
Alcuni esempi storici del passato
Esempi storici, come l'eruzione del 1669 che distrusse parti di Catania o quelle del 2001 e 2002-2003, dimostrano come le laterali abbiano causato danni significativi, a differenza delle tradizioni eruzioni sommitali, che tendono a limitarsi a fenomeni come fontane di lava e colonne di cenere che influenzano principalmente il traffico aereo e le zone turistiche vicine alla vetta.
La pericolosità maggiore deriva dalla prossimità alle aree abitate e dalla potenziale rapidità di invasione lavica. Ciò rende questi eventi eruttivi, a bassa quota, una minaccia diretta per vite umane, economia e ambiente, a differenza delle sommitali che, pur spettacolari, hanno un impatto più indiretto e gestibile.