Un “gioiometro” per misurare la felicità degli animali e migliorare la vita dell’uomo
Gli animali possono provare gioia e manifestarla con comportamenti comparabili alle risate. Dalla ricerca arriva uno strumento in grado di misurare la felicità, che potrebbe servire a migliorare anche la vita degli esseri umani

La risata è spesso considerata una manifestazione di allegria tipicamente e esclusivamente umana. In realtà anche gli animali possono provare emozioni positive simili alla felicità e all’allegria e sono in grado di esprimerle.
Questo è un campo ancora poco esplorato in quanto nei decenni passati la psicologia comportamentista degli animali si è concentrata quasi esclusivamente sulle emozioni negative.
La ricerca però ha dimostrato che a provare e ad esprimente gioia non sono solo gli animali che più tipicamente sanno rapportarsi con l’uomo, come i grandi primati o i cani, ma anche tartarughe, cavalli e persino piccoli anfibi come gli axoltl.
Un “gioiometro” per perfezionare la ricerca
Le prime ricerche riguardo la gioia negli animali risalgono al 2000 e si devono al neuroscienziato estone Jaak Panksepp, tra i pionieri della materia. Il suo studio verteva sui ratti che, come confermato negli anni anche da altri ricercatori, sono in grado di emettere suoni assimilabili a risate, soffrono il solletico, giocano a nascondino e se particolarmente felici fanno persino i salti di gioia.
La gioia, che il filosofo coordinatore del progetto Colin Allen definisce come “emozione positiva intensa e breve, scatenata da un evento specifico” è proprio il valore più difficile da misurare ma la ricerca ha fornito comunque risultati sorprendenti.
Risate, giochi ed emozioni: la felicità nel mondo animale
I primi studi effettuati su scimpanzé e bonobo, tra le scimmie più simili all’uomo, hanno dimostrato che durante il gioco con i cuccioli gli scimpanzé emettono dei suoni simili a risate, che usano anche per risolvere conflitti con altri adulti.

Risposte positive si sono osservate anche in relazione al cibo e persino durante le videochiamate con custodi che gli animali non vedevano da tempo.
Più complesso lo studio sugli uccelli, ma dall’osservazione dei kea, pappagalli che vivono in Nuova Zelanda, sono emersi comportamenti legati ad emozioni come divertimento e allegria del tutto spontanei. Tra questi ad esempio il rotolarsi nella neve e fare palle di neve.
Le analisi degli ormoni presenti nel sangue degli uccelli ha permesso di confermare che c’è una correlazione tra alcuni di questi comportamenti e la gioia.
Anche i delfini traggono divertimento dal gioco ed emettono suoni ben specifici quando provano felicità. È stato osservato inoltre che durante le interazioni con i loro simili i delfini possono usare vocalizzi per trasmettere emozioni positive.
L’apparenza inganna: percezione umana ed emozioni reali
La necessità di una misurazione oggettiva dello stato d'animo degli animali deriva dal fatto che la sola osservazione può trarre in inganno anche gli etologi esperti.
L’espressione facciale del delfino, ad esempio, tende a creare un pregiudizio. La percezione umana è alterata perché sembra che questi animali siano sempre sorridenti, ma anche l’interpretazione del comportamento di cani e cavalli, animali che spesso l'uomo crede di conoscere bene, è risultata più soggetta ad errori di quanto si pensasse.
Durante le ricerche una semplice osservazione ha portato alla conclusione che questi animali stessero giocando, ma l’analisi degli ormoni e di altri parametri oggettivi hanno smentito gli studiosi, rivelando che invece erano nervosi o stressati.
Imparare dalla gioia
L’utilità di uno strumento come il “gioiometro” sta nel semplificare e schematizzare un processo difficile come la misurazione di un’emozione e di conseguenza a stabilire cosa induce gioia negli animali.
Questa valutazione non è complicata solo nelle specie più piccole e meno inclini a creare rapporti empatici con le persone, come anfibi e roditori. E se comprendere le emozioni negli animali non è facile, altrettanto difficile è comprenderle negli esseri umani.
Imparare a identificare gli stati d'animo degli animali serve a migliorarne le condizioni di vita soprattutto quando sono in cattività, ma può dare indicazioni anche riguardo la felicità umana, aiutando ad esempio a identificare quali sono le cose importanti che rendono davvero bella la vita.
Fonte:
Amber Dance - Animals experience joy. Scientists want to measure it, Science News