Una svolta per gli amanti del caffè: l'era delle capsule sta per finire?
Il caffè in capsule o in cialde potrebbe essere destinato al tramonto. I gusti dei consumatori cambiano e il mercato si deve adattare. Anche i maggiori produttori, come Lavazza, sono pronti alla svolta

Una delle tante conseguenze dei cambiamenti climatici, con piogge torrenziali e aumento delle temperature, è l’aumento del costo del caffè.
Se i raccolti si fanno più esigui, questo nel quotidiano induce le persone ad una spesa più oculata, per cui molti preferiscono comprare meno ma scegliere una qualità più alta.
Il caffè in chicchi è il nuovo favorito dei consumatori, che possono così anche ricreare in casa l’esperienza del bar, mentre sembrerebbe proprio essere giunta al tramonto l’era delle cialde e delle capsule di caffè.
Il boom del caffè in chicchi
Secondo quando ha dichiarato al Financial Times il presidente di Lavazza, dopo quattro anni di raccolti difficoltosi a causa delle condizioni climatiche, e di conseguenza per via dell’aumento dei costi di produzione delle cialde, le vendite del caffè in chicchi sono aumentate del 35% in Francia e del 31,2% in Germania.
Il fenomeno è evidente anche in Italia, che si colloca nel mezzo, con un aumento del 33% della vendita dei chicchi.
Le percentuali in USA sono decisamente minori ma anche oltre oceano la tendenza ad acquistare il caffè è la stessa: meno cialde e capsule e più chicchi.
Un consumo che premia la qualità
L’abitudine di acquistare chicchi di caffè e quindi anche macchine per la macinazione è nata durante gli anni del Covid, quando le persone, non potendo frequentare i bar, hanno iniziato a fare acquisti che ricreassero in casa le stesse atmosfere.
I produttori, intanto, per frenare l’aumento dei costi hanno iniziato ad usare nelle miscele per l’espresso e nel caffè solubile una maggiore quantità di Robusta, di qualità inferiore rispetto all’Arabica, che è più costosa ma anche migliore.
Negli anni a seguire la passione per i chicchi è rimasta intatta, anche perché i consumatori hanno scelto di bere un po' meno caffè, ma di premiare la qualità.
Il futuro delle capsule da caffè
Se la tendenza più importante del settore è quella dell’acquisto del caffè in chicchi, questo non vuol dire necessariamente che le capsule spariranno a breve.
È possibile invece che il mercato si evolva grazie a prodotti innovativi. Uno di questi è proprio quello che lancerà a breve Lavazza, che piuttosto che abbandonare le capsule le sta reinventando.
Se anche quest’ultima tendenza dovesse diffondersi, il beneficio dal punto di vista dei costi ambientali potrebbe essere notevole.
Un “effetto collaterale” della variazione nelle preferenze dei consumatori è infatti legato all’ecologia.
Meno capsule o cialde quotidianamente consumate vuol dire meno inquinamento sia in fase di produzione che soprattutto di smaltimento.
Caffè in capsule e danni ambientali
Già da molti anni il dibattito sul potenziale inquinante delle capsule da caffè e delle cialde è acceso.

L’impatto ambientale delle capsule è in effetti impressionante. Secondo l’analisi di Earth.org esse generano 576.000 tonnellate di rifiuti all'anno, che hanno spinto nel 2026 l’Unione Europea a cambiare la normativa per obbligare i produttori a finanziare la raccolta differenziata e il riciclo.
Va detto comunque che non tutte le cialde o capsule sono inquinanti allo stesso modo. Quelle in plastica e alluminio sono le più nocive per l’ambiente e richiedono fino a cinquecento anni per decomporsi. Esistono punti di raccolta specifici ma sono pochi e richiedono lo smistamento manuale.
Più ecologiche le cialde e le capsule in materiale compostabile di origine vegetale, oppure quelle in acciaio che possono essere riutilizzate più e più volte, riempiendole manualmente con il caffè.
Riferimento della notizia
Agi.it. (2026). Meno capsule da caffè, tornano di moda i chicchi.