Caffè a rischio a causa del cambiamento climatico? Gli scienziati stanno già correndo ai ripari

Caldo record e poca pioggia mettono a rischio anche le piante di caffè, che sono più delicate di quanto comunemente si pensi. Dall'ingegneria genetica arriva una possibile soluzione

Il caffè espresso, un piccolo rito quotidiano nella vita di milioni di italiani
Il caffè espresso, un piccolo rito quotidiano nella vita di milioni di italiani

Il caffè è una bevanda talmente diffusa in tutto il mondo che forse si tende a darla per scontata. Rimanere senza, invece, sarebbe un autentico dramma globale per chi studia, lavora o semplicemente per chi il caffè lo ama.

Il cambiamento climatico sta mettendo a rischio intere piantagioni, dal momento che il caldo diventa così estremo da danneggiare anche le specie vegetali che crescono a latitudini prossime all’Equatore.

Se non altro, la prospettiva di un mondo senza caffè ha messo subito in moto studi e politiche per la salvaguardia della preziosa pianta.

Il caffè, una risorsa mondiale

Il caffè non è solo un piacere per chi lo beve, ma un’insostituibile fonte di sostentamento per i paesi, spesso a basso reddito, che lo producono. Per questo motivo preservare le coltivazioni è un’urgenza che non può essere ignorata.

Tra i maggiori esportatori globali c’è il Brasile, che produce da solo il 40% dei dieci milioni di tonnellate di chicchi di caffè consumate all’anno in tutto il mondo.

Una pianta di caffè, in una piantagione del sud-est asiatico
Una pianta di caffè, in una piantagione del sud-est asiatico

Seguono il Vietnam, la Colombia, l’Indonesia e l’Etiopia.

Se, per assurdo, dovessero scomparire le piantagioni di caffè, crollerebbero quindi intere filiere e con esse il PIL dei paesi produttori.

L'habitat ideale delle piante di caffè

Esistono decine di specie di piante di coffea ma solo sessanta producono caffè bevibile e di queste sono solo due quelle commercializzate. Il caffè che tutto il mondo beve viene prevalentemente dalla Coffea canephora, nota come Robusta, o dalla Coffea arabica, o semplicemente Arabica.

La prima è una pianta che ha bisogno di molta acqua, e in caso di siccità la sua resa cala in modo preoccupante; la seconda invece è sensibile ai cambi di temperatura e anche un aumento di pochi gradi la danneggia seriamente.

E se è vero che queste piante crescono nella fascia equatoriale, è vero anche che amano le altitudini superiori ai 1400 metri. Le piante di caffè vivono e sono produttive ad una temperatura di massimo 24°C e minimo 14°C. Ecco perché il loro habitat preferito è quello delle montagne equatoriali, dove non ci sono grossi sbalzi di temperatura e le piogge abbondano.

L'ingegneria genetica per salvare il caffè

L’Etiopia, considerata la patria dell’Arabica, è anche uno dei paesi maggiormente impegnati nella protezione delle piante di caffè. Il governo ha istituito delle aree di conservazione per preservare il patrimonio genetico delle piante e la diversità delle specie.

Scartata l’ipotesi di spostare le piantagioni ad un’altitudine maggiore, perché questo sarebbe impossibile soprattutto per i piccoli produttori, il focus è sull’ingegneria genetica, grazie alla quale si spera di aumentare la resilienza e la produttività delle piante, anche in condizioni climatiche non ideali.

Presso l'Istituto Etiope per la Biodiversità e l'Istituto Etiope di Ricerca Agricola sono inoltre conservate dodicimila piante di arabica.

A differenza delle altre piante di caffè, queste contengono quattro set di cromosomi invece di due, derivati dall’incrocio spontaneo di altre due piante che gli studiosi fanno risalire a cinquantamila anni fa.

La speranza quindi è che queste piante possano fornire abbastanza materiale genetico da trovare il modo di “potenziare” le altre e renderle resistenti al caldo e alla siccità.

Nuova pianta, stesso aroma?

Esistono già, in effetti, piante di caffè che resistono meglio di altre al caldo.

La Coffea iberica e la Coffea excelsa sono due delle centotrentaquattro specie selvatiche di cui è nota la resilienza, quindi perché non coltivare semplicemente altre specie?

Il problema è nella qualità e nel gusto.

Se è già capitato che i coltivatori tentassero di sostituire le coltivazioni per far fronte ai disastri del clima, il successo in termini di sapore non è così scontato.

Sembra comunque che al momento la specie che più si avvicina alla Coffea Arabica come sapore sia proprio un ibrido nato dalla Coffea iberica e dalla Coffea excelsa e denominato libex.

Questa specie al momento si coltiva prevalentemente nelle Filippine e in altre regioni del sud-est asiatico, ama il clima caldo e umido e ha mostrato anche di resistere meglio alle malattie.

Sembrerebbe quindi la candidata perfetta per sostituire le piante che non riescono più a sopravvivere al clima attuale.

Riferimento della notizia

Davide Castelvecchi. (2026). Coffee is under threat: how scientists are fighting to save it from extinction.