Verso un futuro più equo e sostenibile: le 8 migliori notizie ambientali del 2025

Ecco 8 fatti comprovati che aprono la strada alla sostenibilità e dimostrano che il cambiamento è possibile quando scienza, impegno e azione vanno di pari passo.

2025
Le ragioni che il 2025 ci ha dato per una speranza verde.

Qualche giorno fa, Ecoembes e il media digitale La Cara Buena del Mundo hanno pubblicato sui loro social network alcune delle principali notizie positive in materia di sostenibilità e ambiente del 2025, un periodo estremamente complesso.

Questi progressi reali dimostrano che il cambiamento è possibile quando scienza, impegno e azione vanno di pari passo. Non si tratta di promesse: sono fatti comprovati che segnano il cammino verso un futuro più giusto e sostenibile.

Le 8 notizie più positive in ambiente e sostenibilità del 2025

Nonostante tutto, il 2025 ci ha lasciato molte ragioni per sperare: di seguito proponiamo una rassegna delle 8 notizie più incoraggianti degli ultimi 12 mesi.

Responsabilità nel riciclo di abbigliamento e calzature

Il riciclo di abbigliamento e calzature cambia in Spagna e, per la prima volta, i responsabili dei rifiuti generati da questo settore saranno i produttori, secondo il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (RAP).

I produttori devono assumersi i costi e la gestione della raccolta e del trattamento, spesso tramite Sistemi Collettivi (SCRAP) come Ecoembes o Recyclia, per progettare prodotti più sostenibili e finanziare riciclo e valorizzazione, incentivando così l’economia circolare.

Nuovi enzimi per il riciclo della plastica

Enzimi come FAST-PETase e PHL7 decompongono la plastica PET molto rapidamente, tra 16 e 24 ore, utilizzando intelligenza artificiale e biologia sintetica per migliorare gli enzimi naturali e permettere il riciclo in condizioni meno energivore.

Questi progressi sono fondamentali per una vera economia circolare della plastica, in cui i rifiuti non finiscono in discarica, ma vengono riciclati all’infinito.

Questi enzimi consentono un riciclo biologico efficiente, scomponendo il PET nei suoi componenti originali per creare nuova plastica. Ciò riduce la dipendenza dal petrolio e diminuisce l’inquinamento.

Inoltre, funzionano in ambienti acquosi a temperature moderate tra 65 e 70 °C, richiedendo molta meno energia rispetto ai processi termici tradizionali. Possono essere applicati anche al trattamento dei microplastiche presenti nell’acqua.

Recupero delle comunità europee di uccelli

Secondo uno studio recente del CSIC, basato su quasi 70 anni di dati e oltre 56.000 osservazioni provenienti da 308 serie temporali, le comunità di uccelli costieri europei mostrano segnali di recupero.

Questo progresso è attribuito a politiche ambientali più rigorose, restaurazione degli habitat e alle aree protette in mari come il Baltico, il Mare del Nord e il Mediterraneo.

Anche se il recupero è irregolare e variabile a seconda delle zone, si osservano miglioramenti significativi grazie all’applicazione della Direttiva Uccelli e di altre misure di conservazione, che stanno avendo effetti positivi su molte popolazioni.

Impulso alla produzione di combustibili sostenibili

La Commissione Europea promuove la produzione di combustibili sostenibili con un investimento di 100 miliardi di euro fino al 2035, attraverso il lancio del Piano Europeo per il Trasporto Sostenibile (STIP).

L’obiettivo è produrre circa 20 milioni di tonnellate di combustibili sostenibili (biocarburanti ed e-fuel), soprattutto per l’aviazione e il trasporto marittimo.

Inoltre, sono previsti 2,9 miliardi di euro diretti dell’Unione Europea fino al 2027, attraverso programmi come InvestEU e il Fondo per l’Innovazione, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e raggiungere la neutralità climatica.

Innovazione nel monitoraggio delle orche

Gli scienziati stanno installando e adattando cavi in fibra ottica sottomarini per creare un sistema di ascolto subacqueo che permette di monitorare le orche in pericolo di estinzione. Questa tecnologia consente di rilevare in tempo reale i click e i fischi delle balene, aiutando gli sforzi di conservazione e riducendo l’impatto dell’inquinamento acustico.

Si tratta di una rete acustica subacquea sviluppata nell’ambito del progetto ATLAS nelle Canarie e nel Mare di Salish, trasformando i cavi Internet in “giganti orecchie” per ascoltare e monitorare le vocalizzazioni delle orche, studiare il rumore oceanico e persino rilevare terremoti, con l’obiettivo di proteggere la biodiversità marina e sostenere la ricerca.

Scarti di oliva come combustibile ecologico

Gli scarti delle olive, soprattutto il nocciolo, rappresentano un’ottima biomassa per biocarburanti grazie all’alto potere calorifico, al basso contenuto di umidità e alla neutralità carbonica. Questo biocombustibile innovativo riduce le emissioni di CO₂ di un terzo, puntando su un’energia più pulita e sostenibile.

Questo combustibile ecologico può essere utilizzato in stufe e caldaie a biomassa, sia per il riscaldamento domestico che industriale, trasformando un sottoprodotto in energia rinnovabile.

Avanzamento dell’impegno ambientale in Spagna

La Spagna aggiunge 1,7 milioni di ettari di aree marine alla Rete Natura 2000 e raggiunge il 22,5% di superficie marina protetta, con 5 nuovi spazi. Ciò rappresenta un aumento dell’1,55% della superficie marina spagnola e avvicina il Paese all’obiettivo del 30% entro il 2030, fissato dal quadro “30×30” della Convenzione sulla Diversità Biologica.

A differenza della terraferma, dove il 30% è già stato raggiunto, nell’ambiente marino c’è stato un forte ritardo e nel 2013 si sfiorava appena l’1% di superficie protetta. Tuttavia, secondo l’IEO, la situazione è destinata a cambiare a breve.

Riclassificazione di animali in pericolo di estinzione

La lince iberica e la tartaruga verde non sono più considerate specie in pericolo di estinzione e sono state riclassificate dall’IUCN in categorie di rischio inferiori: “vulnerabile” per la lince e “minor preoccupazione” per la tartaruga verde, grazie agli enormi sforzi di conservazione.

Per la lince iberica si è passati da circa 100 esemplari nel 2001 a oltre 2.000 nel 2024, grazie ai programmi di riproduzione in cattività, reintroduzione e miglioramento dell’habitat. Tuttavia, resta ancora una specie minacciata e vulnerabile, con problemi come investimenti stradali e bracconaggio.

La tartaruga verde è stata riclassificata nel Congresso Mondiale della Natura del 2025, grazie a un recupero globale del 28% dopo decenni di declino, frutto della protezione delle spiagge di nidificazione, della lotta al bracconaggio e di pratiche di pesca più sostenibili. Sebbene le popolazioni siano ancora lontane dai livelli storici, si tratta di un grande successo per la conservazione marina.