Volare o nuotare: quali sono gli animali che riescono a spostarsi consumando minori energie

Anche gli animali hanno bisogno di efficienza negli spostamenti: ecco quali sono le tecniche che consentono di risparmiare energia nel regno animale e come il clima le può influenzare

Un gabbiano che plana sul mare sfruttando il vento
Un gabbiano che plana sul mare sfruttando il vento

Diverse specie di uccelli riescono a percorrere grandi distanze senza stancarsi. Questo avviene quando volano sfruttando le correnti, utilizzando quindi una quantità di energia minima.

Questo è il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Science da un gruppo internazionale di ricercatori, con la partecipazione del CNR-IRET, che confuta quanto si è fino ad ora creduto riguardo l’argomento.

Dal laboratorio alla natura, una ricerca durata 17 anni

Precedenti esperimenti di laboratorio avevano portato ad individuare il nuoto come il metodo di spostamento meno dispendioso per gli animali, seguito dal volo e dalla corsa.

L’ambiente esterno però e diverso. In natura gli animali non devono produrre da soli tutta l’energia necessaria per spostarsi e così gli uccelli non solo possono sfruttare le correnti ascensionali come i pesci sfruttano quelle di mari, laghi e fiumi ma lo fanno anche con una maggiore efficienza energetica.

Questo dimostra che il volo veleggiato è il metodo di spostamento meno dispendioso nel mondo animale.

Per raggiungere questa conclusione i ricercatori hanno monitorato per diciassette anni i dati GPS relativi a 850 uccelli e pipistrelli appartenenti a 38 specie. Oltre a ricostruirne gli spostamenti ne hanno studiato anche le attività mettendole in relazione con il consumo energetico.

Il volo e le condizioni ambientali

Se il volo veleggiato è quello che impiega minori energie, dei limiti importanti si trovano nelle condizioni ambientali che non lo rendono sempre possibile.

Venti contrari o correnti ascensionali insufficienti si trasformano in un volo faticoso per alcuni uccelli, specialmente quelli di grandi dimensioni. Per questi ultimi volare sulle grandi distanze diventa più impegnativo ma anche il decollo può risultare difficoltoso.

Il falco delle Ande ama il volo veleggiato perché può usare le correnti che si formano sulle montagne
Il falco delle Ande ama il volo veleggiato perché può usare le correnti che si formano sulle montagne

Gli uccelli che usano invece il volo battuto si stancano di più ma hanno una maggiore libertà di movimento perché sono meno dipendenti dalle condizioni atmosferiche.

Falchi, cigni o condor: quali sono gli uccelli che volano in modo più efficiente

Un confronto interessante è quello tra il cigno trombettiere e il condor delle Ande, due uccelli simili nel peso, ma con due stili di volo opposti.

Il condor delle Ande predilige il volo veleggiato, e in ciascuno dei suoi viaggi passa soltanto lo 0,1% del tempo sbattendo le ali, favorito dall’interazione tra le masse d’aria e le montagne.

Due cigni tromettieri che prendono il volo
Due cigni tromettieri che prendono il volo

Al contrario, il cigno trombettiere sbatte le ali per il 99% del tempo del suo volo. Le energie che un condor consuma per volare sono inferiori del 79% rispetto a quelle utilizzate dai cigni nonostante una stazza molto simile.

Si potrebbe dire che gli uccelli più fortunati siano quelli che alternano gli stili di volo a seconda delle necessità. Tra questi c’è il falco pescatore che può scegliere di volare con meno dispendio energetico senza essere necessariamente legato all’andamento dei venti, ha maggiore autonomia nella scelte della propria rotta di volo e anche di quella delle aree da raggiungere.

Il cambiamento climatico impedisce agli uccelli di volare?

Il vento e le correnti ascensionali influiscono sia sullo stile di volo degli uccelli che sul quando e sul dove possono volare.

Il cambiamento climatico potrebbe avere effetti imprevisti sulla vita di questi animali, in particolare per quanto riguarda gli uccelli migratori, che dovendo ricoprire distanze molto vaste hanno bisogno di risparmiare energie.

Le correnti ascensionali dipendo infatti anche dal meteo. Ad esempio quando il sole scalda il terreno, questo a sua volta scalda l’aria sovrastante spingendola verso l’alto.

Questo ha suggerito l'idea che se le temperature di un’area geografia si alterano in modo permanente e cambia l’andamento dei venti, gli uccelli che in genere la abitano o l'attraversano potrebbero dover essere costretti a spostarsi.

Per il momento, comunque, questa è un’ipotesi. Per avere la certezza che il cambiamento climatico stia impattando in modo significativo sulle rotte di volo degli uccelli serviranno altri approfondimenti.

Riferimento della notizia

CNR.it. (2026). Se le correnti sono favorevoli, gli uccelli volano low cost.