Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno
Dopo aver attraversato buona parte d'Europa questo piccolo uccello trascorrerà il prossimo autunno e l'inverno in Italia, fra gli ambienti ancora incontaminati di fiumi, laghi e mari.

Il martin pescatore, nome scientifico Alcedo atthis Linnaeus, è un uccello coraciforme della famiglia degli Alcedinidi. E’ la specie più comune della famiglia, nonché l'unica presente in Europa.
Si tratta di uno degli uccelli più affascinanti e fotogenici del panorama italiano, grazie a un piumaggio che sfida i colori del nostro clima temperato. Incontrare un martin pescatore su un lago o lungo una spiaggia italiana è un ottimo segno ecologico. Difatti la sua presenza certifica la limpidezza dell'acqua e la ricchezza di biodiversità ittica del luogo.
Un capolavoro di aerodinamica e colore
Il martin pescatore è un concentrato di adattamenti evolutivi straordinari. Lungo appena 16-17 centimetri, si distingue per una silhouette inconfondibile, con un corpo compatto, coda cortissima e un becco robusto e lungo, perfetto per arpionare le prede.
La sua caratteristica più spettacolare è il colore. Il dorso e le ali brillano di un azzurro-turchese metallico. Questa colorazione non è data da pigmenti azzurri, ma da un fenomeno fisico chiamato colorazione strutturale.

In pratica le piume rifrangono la luce solare proprio come un prisma. Il petto, al contrario, è di un caldo arancione fulvo, che garantisce all'uccello un perfetto mimetismo quando è appollaiato sui rami secchi in autunno, rendendolo invisibile ai pesci dal basso verso l'alto.
Perché molti martin pescatore svernano in Italia?
Il martin pescatore è una specie parzialmente migratrice. Mentre le popolazioni dell'Italia centro-meridionale tendono a essere stanziali, in autunno i nostri laghi e fiumi assistono a un massiccio arrivo di esemplari provenienti dall'Europa settentrionale e orientale, dove i rigidi inverni ghiacciano i fiumi.
Molti di questi esemplari, insieme a diversi individui locali, scelgono di passare i mesi freddi sui grandi laghi prealpini, nelle lagune salmastre e lungo le coste italiane. Questo fenomeno biologico risponde a precise necessità di sopravvivenza.
Inoltre in inverno, i piccoli corsi d'acqua montani o i torrenti minori subiscono forti piene stagionali che intorbidano l'acqua, rendendo impossibile la caccia. Le coste marine protette, le foci dei fiumi e i laghi offrono acque più calme, limpide e una densità costante di piccoli pesci (come le esche e gli avannotti) e crostacei.

Le coste e i grandi bacini lacustri mitigano le temperature invernali. Questo risparmio energetico è vitale per un uccello così piccolo, che deve consumare ogni giorno una quantità di pesce pari al 60% del proprio peso corporeo per mantenere la temperatura interna.
Le incredibili tecniche di caccia
Il comportamento di caccia del martin pescatore è uno spettacolo di pura precisione. Solitamente osserva l'acqua da un ramo sporgente. Una volta individuata la preda (un piccolo pesce, un girino o un insetto acquatico), si lancia in picchiata a una velocità che può raggiungere i 45 km/h.
Durante il tuffo, gli occhi del martin pescatore vengono protetti da una terza palpebra trasparente (la membrana nittitante) che funge da veri e propri occhialini subacquei. Il becco entra in acqua senza quasi produrre onde, riducendo l'impatto visivo e acustico per la preda.
Una volta catturato il pesce, l'uccello torna sul posatoio, tramortisce la preda colpendola ripetutamente contro il ramo e la inghiotte intera, rigorosamente a partire dalla testa per evitare che le pinne dorsali si conficchino nella gola.