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L’Estate di San Martino fra meteorologia e poesia

Dopo tanto maltempo un po’ di tregua è necessaria. Arriverà e cos’è l’estate di San Martino? Le poesie e la tradizione offrono alcuni spunti anche dal punto di vista meteorologico.

Luca Lombroso Luca Lombroso 07 Nov 2018 - 15:31 UTC
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"La nebbia agli irti colli piovigginando sale" trova riscontro nel processo di formazione delle nebbie avvettive sui pendii.

La nebbia a gl'irti colli piovigginando sale, e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar; “. Così inizia “San Martino” di Giosuè Carducci. Una poesia che da bambini si imparava e recitava a memoria a scuola, che ha anche aspetti meteorologi interessanti. La nebbia descritta da Carducci è una nebbia di tipo avvettivo da pendio, infatti è vero che il vento di maestrale, investendo le coste più esposte, tende a far formare nebbie sui pendii, soprattutto su quelli irti, cioè più ripidi.

Nebbie che salendo lungo le colline o montagne possono originare nubi basse con deboli pioviggini. Altrettanto è vero che col maestrale aumenta il moto ondoso del mare, a cui “urla e biancheggia il mar”, talvolta con burrasche e mareggiate.

Giovanni Pascoli scrisse una poesia che si intitola proprio “L’estate di San Martino”. Una poesia che inizia con toni gioiosi, “Gèmmea l'aria, il sole così chiaro che tu ricerchi gli albicocchi in fiore” poi chiude con la triste frase “Silenzio, intorno: solo, alle ventate, odi lontano, da giardini ed orti, di foglie un cader fragile. È l'estate, fredda, dei morti. “. Aspetti poetici a parte, infatti, in questa stagione si celebrano i defunti e gli alberi ormai hanno perso le foglie e le temperature, anche con belle giornate, non dovrebbero certo essere estive.

San Martino e la sua estate

Secondo la versione più nota della leggenda l’11 novembre del 335 d.c. fa, in Gallia, il Cavaliere Martino di Tours incontrando a cavallo un mendicante semi nudo e infreddolito sotto la pioggia e nella nebbia, impietositosi tagliò con la spada a metà il suo mantello e glielo donò. Poco dopo incontrò un altro mendicante gli donò l’altra metà. Come per magia, tornò l’estate e il pagano Martino si convertì per poi divenire Vescovo e quindi appunto San Martino. Da allora, tradizione vuole appunto che le giornate attorno all’11 novembre vedono un ritorno di una breve estate.

L’estate di San Martino ha una conferma dalle statistiche, in questi giorni infatti in molte serie storiche climatiche si riscontra un rallentamento della diminuzione stagionale temperatura media giornaliera e quasi un piccolo aumento. Tradizione a parte, vi è una spiegazione di meteorologica dinamica, infatti in queste giornate si assiste frequentemente a un cambio di circolazione. Dopo le perturbazioni che transitano quasi giornaliere fra fine ottobre e inizio novembre, è infatti frequente lo stabilirsi di un anticiclone, spesso in realtà a matrice termica, dovuto al raffreddarsi per l’avanzare della stagione dell’Europa continentale. Questo cambio di circolazione solitamente precede le prime incursioni di aria fredda tipiche di fine novembre, che dovrebbero aprire la strada all’inverno.

Mappa ECMWF a 850 hPa per il 13/11/2018. Un vasto anticiclone sull'Europa centrale e Mediterraneo porterà una prolungata estate di San Martino.

E quest’anno?

Già a fine ottobre, ricorderete, si sono raggiunte temperature estive, il giorno 24 con record di oltre 30°C perfino al nord. E anche gli ultimi giorni, nonostante pioggia, vento e mareggiate sono trascorsi oltremodo miti per la stagione. Ora, quasi a conferma della tradizione, i modelli delineano proprio da domenica 11 in poi l’espansione di un vasto anticiclone che assumerà perfino matrice africana.
Quanto durerà? Un proverbio dice che “l’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino”, ma le premesse sono che potrebbe durare anche più a lungo. Approfondiremo più in dettaglio il tempo del fine settimana e la tendenza a medio termine.

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