L'aglio che inizia a germogliare nella tua cucina è ancora utile: piantalo e vedrai i risultati in poche settimane
Quando spunta il germoglio verde non è un problema, ma un’opportunità: l’aglio germinato può trasformarsi in una coltivazione semplice e produttiva, anche in vaso

Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, i bulbi di aglio conservati in cucina tendono a germogliare con facilità, soprattutto se esposti alla luce e a temperature miti. È un fenomeno fisiologico legato alla fine della dormienza invernale, una fase che interessa molti bulbi ornamentali e ortaggi sotterranei.
Il risveglio vegetativo è difficile da arrestare: il piccolo getto verde che emerge dallo spicchio è il segnale che la pianta si sta preparando a una nuova stagione di crescita. Se da un lato questo processo rende l’aglio meno adatto all’uso culinario, dall’altro offre l’occasione per avviare una coltivazione semplice e gratificante.
Aglio germogliato in cucina: usarlo o no?
Un aglio che ha iniziato a germogliare non è tossico, ma tende a perdere consistenza e aroma, sviluppando un sapore più amaro, soprattutto nel germoglio centrale. Per questo motivo molti preferiscono non utilizzarlo in cucina quando la germinazione è avanzata.

Per limitare il fenomeno durante l’anno è utile conservare i bulbi in un ambiente fresco, asciutto e ben ventilato, lontano dalla luce diretta. Tuttavia è bene sapere che esistono periodi in cui l’aglio è naturalmente più stabile e quindi, anche in condizioni di conservazione non ottimali, difficilmente germina.
Al contrario, tra fine inverno e inizio primavera la predisposizione alla ripresa vegetativa è più marcata e la germinazione può accelerare.
Come piantare gli spicchi germogliati: in terra o in vaso
Quando il germoglio è ben visibile, lo spicchio può essere messo a dimora senza difficoltà. È importante separare delicatamente i singoli spicchi, scegliendo quelli sani e compatti.
In piena terra, si interrano a circa 3–5 cm di profondità, con la punta rivolta verso l’alto, distanziandoli di 10–15 cm. L’aglio predilige terreni ben drenati e posizioni soleggiate. Non ama i ristagni idrici, perciò è fondamentale evitare suoli troppo compatti.

In vaso, è sufficiente un contenitore profondo almeno 20 cm, riempito con terriccio universale alleggerito con sabbia o materiale drenante. Anche qui l’esposizione luminosa è essenziale. Le annaffiature devono essere moderate, mantenendo il substrato leggermente umido ma mai bagnato.
Crescita, ciclo e raccolta del nuovo bulbo
L’aglio (Allium sativum) è una pianta erbacea bulbosa appartenente alla famiglia delle Amarillidacee. Dopo la messa a dimora, sviluppa foglie nastriformi e un apparato radicale superficiale. Durante la primavera la pianta cresce rapidamente, accumulando riserve nel bulbo sotterraneo che si forma a partire dallo spicchio originario.

La raccolta avviene generalmente tra fine primavera e inizio estate, quando le foglie iniziano a ingiallire e piegarsi. A quel punto si estirpano i bulbi, lasciandoli asciugare in luogo ventilato prima della conservazione.
Perché l’aglio è tra gli ortaggi più facili da coltivare
L’aglio è considerato uno degli ortaggi più semplici da coltivare per diversi motivi: richiede poche cure, è poco soggetto a malattie, si adatta bene a diversi tipi di terreno e non necessita di concimazioni abbondanti. Inoltre occupa poco spazio e può essere coltivato con successo anche in balcone.
Trasformare uno spicchio germogliato in una nuova pianta significa recuperare una risorsa che altrimenti andrebbe scartata, sperimentando un ciclo completo di crescita con risultati visibili in poche settimane.