La chitarra fatta di alberi che si vede solo dall'alto: la storia d'amore dietro l'omaggio più toccante dell'Argentina
Oltre 7.000 alberi formano un gigantesco strumento nato come omaggio di un uomo alla moglie defunta e ora visibile persino nelle immagini satellitari.

Con i piedi per terra, la fitta alberatura non lascia vedere molto. Sono filari ordinati, ombra e vento che attraversa il fogliame. Il segreto appare solo quando lo sguardo si solleva e abbraccia l’insieme: allora si distingue una chitarra perfetta, formata da più di 7000 alberi che disegnano il contorno, le corde, il ponte e persino una stella.
La chitarra si trova a circa 19 chilometri a nord di General Levalle, nel sud della provincia di Córdoba, in Argentina. La sagoma raggiunge circa 2,5 km di lunghezza e circa 400 metri nella sua parte più larga. Dall’alto, il disegno si distingue con grande nitidezza.
Dietro quella silhouette che sorprende piloti e curiosi su Google Earth c’è una storia d’amore iniziata negli anni ’60 e che diventa ancora più commovente quando la si osserva con la prospettiva non solo dell’altezza, ma anche del tempo.
Un omaggio vivo
L’opera nacque dalla decisione di un uomo che perse la moglie troppo presto e che scelse di trasformare un desiderio rimasto in sospeso in un omaggio visibile dal cielo.

Pedro Martín Ureta tornò dall’Europa quando era giovane e riprese la tradizione familiare legata all’estancia. Già a Córdoba e a 28 anni conobbe Graciela Yraizoz, undici anni più giovane. Si innamorarono, si sposarono e formarono una famiglia con quattro figli. La vita scorreva tra lavoro, crescita dei bambini e progetti condivisi.
Durante un volo sopra la pianura, Graciela osservò un campo la cui forma le ricordò un secchio. Secondo quanto raccontato dai figli a diversi media, quell’immagine le diede un’idea concreta: immaginò il proprio terreno con la forma di una chitarra. Lo raccontò a casa. Pedro ascoltò e rimandò il progetto a un momento successivo.
La storia commovente
Ma quel momento non arrivò. Nel 1977 Graciela ebbe un aneurisma cerebrale e morì. Aveva solo 25 anni ed era incinta del quinto figlio. Pedro rimase vedovo, con quattro bambini a carico. Poco dopo decise di realizzare il sogno di Graciela, come forma di omaggio e per trasformare il dolore in un progetto a lungo termine.

Verso la fine del decennio iniziò a piantare gli alberi. Misuravano tra i 15 e i 25 centimetri. Non esistevano droni né immagini satellitari facilmente accessibili. Nemmeno i paesaggisti erano convinti: diversi dubitavano che il progetto fosse realizzabile.
Pedro andò avanti con l’aiuto di dipendenti e familiari. Affrontarono siccità, gelate e animali selvatici che danneggiavano i giovani germogli. La crescita fu lenta, ma costante.
I contorni furono piantati con cipressi californiani, di un verde intenso che definisce la cassa dello strumento. Le corde furono tracciate con eucalipti medicinali, che dall’alto conferiscono una tonalità più azzurrata. Il ponte e la stella furono delineati con pini cipressi da pigna. Il disegno fu progettato come un piano tecnico, ma realizzato con pazienza, albero dopo albero.

Tre decenni dopo, gli alberi raggiunsero la loro altezza definitiva e la sagoma divenne completamente nitida dall’alto, anche nelle immagini satellitari.
C’è un dettaglio che rende questa storia ancora più umana: Pedro non vide mai la sua opera dall’alto: aveva paura di volare. Percorse il campo a piedi, conobbe ogni linea e ogni albero, ma non salì mai su un aereo per osservare l’insieme. La vide solo attraverso fotografie.
Pedro morì nel 2019, a 79 anni. Anni prima aveva formato una nuova coppia e aveva avuto un’altra figlia, ma la chitarra è rimasta come traccia duratura di quel primo amore. Non è un monumento immobile: è un bosco vivo che cresce e si trasforma a ogni stagione.
Dall’alto sorprende per la sua scala; da terra, per la sua precisione. E anche se è nata da una storia personale, è diventata uno dei paesaggi più noti del sud di Córdoba, dove memoria, romanticismo e natura compongono un paesaggio unico.