Non solo musica: al Festival di Sanremo va in scena la primavera, tra bouquet di fiori e allestimenti floreali
Dalle serre della riviera ligure al palco dell’Ariston, i fiori di Sanremo diventano protagonisti del Festival della canzone italiana: viaggio dietro le quinte della filiera florovivaistica ligure

Tra il 24 e il 28 febbraio 2026, mentre l’Italia segue il Festival di Sanremo, sul palco del Teatro Ariston non va in scena soltanto la musica. Accanto a canzoni, luci e applausi, ogni anno si rinnova un altro spettacolo: quello dei fiori. La loro presenza costruisce una cornice cromatica ormai distintiva della manifestazione canora e della città che la ospita.
Le composizioni floreali impreziosiscono scenografia, sale stampa e foyer, e diventano gesto rituale: al termine di ogni esibizione, infatti, ogni artista riceve un bouquet ricco e colorato, in segno di omaggio e accoglienza.
Una filiera altamente specializzata
Quel mazzo consegnato in pochi istanti è il risultato di mesi di lavoro. Nelle serre della riviera ligure, le aziende floricole programmano con anticipo semine e cicli produttivi, modulando temperature, luce e nutrizione per sincronizzare le fioriture con le date del Festival.

Coltivatori e agronomi seguono lo sviluppo delle piante con fertirrigazione controllata e monitoraggio fitosanitario. La recisione avviene in uno stadio fenologico preciso, quando il fiore garantisce la migliore apertura e durata post-raccolta. Seguono idratazione, conservazione a temperatura controllata e trasporto verso i laboratori di composizione.
Qui fioristi e flower designer studiano gamme cromatiche coerenti con la scenografia del palco, bilanciando volumi, texture e gradazioni cromatiche.

Ogni bouquet è il risultato di scelte tecniche ed estetiche: equilibrio tra forme, uniformità degli steli, tenuta in vaso. Il Festival diventa così vetrina di una delle eccellenze produttive della Liguria, dove tradizione agricola e innovazione varietale convivono.
Sanremo: la “città dei fiori”
Non è un caso che Sanremo sia conosciuta come “città dei fiori”. L’intera Liguria, in particolare la Riviera di Ponente, beneficia di condizioni pedoclimatiche ideali per la floricoltura.
Il clima della regione è caratterizzato da inverni temperati e rare gelate, grazie all'azione mitigante del mare e alla protezione offerta dalle Alpi Marittime, che creano così un microclima luminoso e stabile, favorevole a fioriture precoci e continuative.

I suoli, spesso franco-sabbiosi e ben drenati, limitano i ristagni idrici. Le coltivazioni terrazzate migliorano esposizione e gestione delle superfici.
A questi fattori naturali si è affiancata una crescente specializzazione tecnica: serre, substrati controllati, fertirrigazione e selezione varietale hanno trasformato la riviera ligure in una vera “fabbrica dei fiori”, riconosciuta per standard qualitativi elevati e affidabilità produttiva.
I fiori simbolo: tra tradizione e innovazione
La floricoltura ligure si distingue per un ampio paniere varietale. Storico protagonista è il garofano, apprezzato per robustezza dello stelo e lunga durata post-raccolta.

Con la primavera emergono le geofite come il ranuncolo e l’anemone, caratterizzate da corolle ricche e contrastate, ideali per composizioni volumetriche. Tra le bulbose profumate spiccano giacinto e fresia, mentre la mimosa annuncia la fine dell’inverno con le sue infiorescenze gialle.

Le rose, selezionate per lunghezza dello stelo e apertura graduale, restano un pilastro del reciso, accanto a specie più recenti come Gerbera e Lisianthus.

Questa biodiversità consente ai designer di lavorare su texture e gamme cromatiche articolate, trasformando ogni bouquet in sintesi di tecnica agronomica e sensibilità estetica.
Coltivare la primavera a casa
Ricreare un angolo primaverile ispirato alle coltivazioni e composizioni sanremesi è possibile anche sul balcone di casa. Ranuncoli e anemoni si piantano idealmente in autunno, ma tra fine inverno e inizio primavera è ancora possibile intervenire, accettando una fioritura leggermente più tardiva ma comunque soddisfacente.

Le “zampe” di ranuncolo possono essere reidratate prima dell’impianto e interrate a 4–5 cm di profondità in terreno soffice e ben drenato. In vaso è essenziale uno strato drenante; in aiuola è utile incorporare compost maturo. Esposizione luminosa e irrigazioni moderate completano le cure di base.
Per un effetto scenografico si può lavorare per masse cromatiche, accostando tonalità affini e variando le altezze: specie più strutturate al centro, bulbose profumate a riempimento. La recisione va effettuata nelle ore fresche, scegliendo fiori non completamente aperti. Dopo un taglio obliquo e adeguata idratazione, gli steli possono essere composti alternando corolle ampie e lineari, mantenendo coerenza cromatica.

Così, mentre il Festival celebra la musica e l'arrivo imminente della nuova stagione, anche un piccolo spazio domestico può trasformarsi in un laboratorio di primavera.
Dietro ogni fiore reciso non c’è soltanto bellezza, ma un intreccio di clima, tecnica e cura: la stessa dedizione che, ogni anno, fa di Sanremo un palcoscenico fiorito.