+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia

Il vero protagonista è un flusso di aria subtropicale molto calda, già presente in quota, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine, tra Spagna e Francia, pronto a scivolare verso il basso, scaldandosi sensibilmente sull’Europa continentale.

Da oggi, e soprattutto nei prossimi giorni, un’intensa ondata di calore interesserà l’Europa centro-occidentale. Sono attesi picchi tra i +38°C e i +40°C in Francia (fino alle porte di Parigi) e nel Nord Italia, con temperature percepite ancora più elevate per l’umidità.

Contrariamente a quanto spesso si immagina, questo non è il semplice “arrivo di aria calda dal Sahara” che scorre verso nord nei bassi strati dell’atmosfera. Un tale spostamento orizzontale sarebbe quasi impossibile.

La catena dell’Atlante, tra Marocco e Algeria, raggiunge infatti i 3.000-4.000 metri di quota e funge da barriera naturale insormontabile per masse d’aria calda provenienti direttamente dal deserto africano a livello del suolo.

Cos’è che sta succedendo davvero?

Il vero protagonista è un getto di aria subtropicale molto calda, già presente in quota, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine, tra Spagna e Francia. Questa massa d’aria entra all’interno di un robusto anticiclone, esteso dal Marocco fino a Belgio e Olanda, che essa stessa contribuisce ad alimentare e rafforzare.

All’interno dell’anticiclone prevalgono i moti discendenti (subsidenze). In pratica succede che l’aria calda in quota scende gradualmente verso il basso. Nel discendere, si comprime per effetto della maggiore pressione atmosferica e si riscalda adiabaticamente, mediamente +1°C ogni 100-150 metri di discesa. È lo stesso principio per cui una pompa da bicicletta si scalda quando gonfiamo una gomma.

Questo processo di subsidenza è tipico degli anticicloni subtropicali in fase di intensificazione. I moti verso il basso hanno due effetti cruciali. Inibiscono la convezione (l’aria calda non riesce a salire e formare nubi temporalesche) e asciugano l’atmosfera, impedendo la formazione di nuvole significative. Il risultato finale è cieli sereni e persistentemente limpidi per giorni interi.

Il potente feedback positivo che trasforma il caldo in “bolla”

Una volta avviato questo meccanismo, si innesca un feedback positivo molto efficace. Il tutto inizia dal cielo sereno che permette alla radiazione solare di raggiungere il suolo senza filtri, massimizzando l’insolazione diurna.

Giorno dopo giorno si forma una vera e propria bolla di aria calda nei primi 5 km dell’atmosfera sopra Spagna, Francia e Germania occidentale. Questa bolla si sposta poi gradualmente verso est, coinvolgendo le Alpi, la Pianura Padana e, in seguito, pure parte dell’Europa centro-orientale.
Giorno dopo giorno si forma una vera e propria bolla di aria calda nei primi 5 km dell’atmosfera sopra Spagna, Francia e Germania occidentale. Questa bolla si sposta poi gradualmente verso est, coinvolgendo le Alpi, la Pianura Padana e, in seguito, pure parte dell’Europa centro-orientale.

Suoli, rocce, asfalto e cemento delle città assorbono enormi quantità di energia. Di notte il bilancio radiativo rimane a favore del calore accumulato. La Terra irradia infrarosso verso lo spazio, ma la quantità di energia persa è inferiore a quella guadagnata durante il giorno, con l’intensa radiazione solare.

Giorno dopo giorno si forma una vera e propria bolla di aria calda nei primi 5 km dell’atmosfera sopra Spagna, Francia e Germania occidentale. Questa bolla si sposta poi gradualmente verso est, coinvolgendo le Alpi, la Pianura Padana e, in seguito, pure parte dell’Europa centro-orientale.

Perché a giugno il fenomeno è particolarmente efficace?

Giugno rappresenta una delle finestre più favorevoli per ondate di calore intense proprio per ragioni astronomiche e termiche. Il Sole è alto nel cielo e le giornate sono lunghissime (fino a 15-16 ore di luce).

Il gran caldo di questi giorni è il risultato combinato di tre elementi, ad iniziare dalla subsidenza anticiclonica, passando per l’accumulo di aria calda, nei bassi strati, giorno dopo giorno, arrivando al feedback radiativo positivo su scala di centinaia di chilometri che spingerà i termometri su valori molto elevati.
Il gran caldo di questi giorni è il risultato combinato di tre elementi, ad iniziare dalla subsidenza anticiclonica, passando per l’accumulo di aria calda, nei bassi strati, giorno dopo giorno, arrivando al feedback radiativo positivo su scala di centinaia di chilometri che spingerà i termometri su valori molto elevati.

Le masse continentali europee non sono ancora “sature” di calore come accade tipicamente ad agosto, quindi possono accumulare energia solare molto rapidamente. Le temperature già elevate in quota amplificano ulteriormente il riscaldamento al suolo attraverso il processo di subsidenza.

In pratica, il gran caldo di questi giorni è il risultato combinato di tre elementi, ad iniziare dalla subsidenza anticiclonica, passando per l’accumulo di aria calda, nei bassi strati, giorno dopo giorno, arrivando al feedback radiativo positivo su scala di centinaia di chilometri.

Questa configurazione è tipica delle ondate di calore più intense e persistenti che colpiscono l’Europa. Negli ultimi anni la frequenza e soprattutto la persistenza di questi episodi è più che raddoppiata, rendendo sempre più comuni eventi che una volta erano considerati eccezionali.