Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?

Gli occhi sono tutti puntati sulla goccia fredda in uscita dalla Tunisia che a inizio della prossima settimana, sostando per diversi giorni in mare, potrebbe evolvere in un ciclone subtropicale.

L’intensa fase di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato gran parte del Paese, con temporali e nubifragi che hanno causato danni e disagi in varie regioni, ora si è spostata al Sud e sulla Sicilia.

L’ampia saccatura, con l’aria più fresca in quota, di origine atlantica, si sta gradualmente spostando sui mari dell’Italia meridionale, con un asse secondario allungato fino al Canale di Sicilia e allo Ionio.

Ai margini di questa ondulazione ciclonica troviamo l’anticiclone delle Azzorre che inizia a spingere verso levante, inglobando l’Europa centrale, e buona parte del territorio nazionale, eccetto l’estremo Sud e la Sicilia.

Occhi puntati a quella goccia fredda in arrivo dalla Tunisia

Mentre su gran parte d’Italia tornerà a splendere il sole, all’estremo Sud, ed in particolare la Sicilia e i settori ionici, sarà presente ancora dell’instabilità che, fra domani e lunedì 14 settembre, verrà enfatizzata dall’arrivo, da ovest, di una goccia fredda (cut/off), ora posizionata sulla Tunisia, dove si sono verificati forti temporali.

Gli occhi saranno tutti puntati proprio su questa depressione in quota che, proprio nella giornata di lunedì 14, si sarà spostata verso il Mar Libico occidentale e il basso Canale di Sicilia, sopra acque superficiali calde, con valori sopra i +28°C +29°C.

L'area dove si formerà il vortice che potrebbe assumere piene caratteristiche subtropicali, fra martedì e mercoledì. Si notano i venti molto forti attorno al minimo di pressione, a sud-est della Sicilia.
L'area dove si formerà il vortice che potrebbe assumere piene caratteristiche subtropicali, fra martedì e mercoledì. Si notano i venti molto forti attorno al minimo di pressione, a sud-est della Sicilia.

Proprio qui, grazie al supporto dinamico in quota, fornito dai nuclei di vorticità positiva in discesa dal bordo occidentale della saccatura, la piccola goccia fredda rischia di approfondirsi sensibilmente, risucchiando l’aria calda e molto umida stagnante sopra la superficie dei mari a sud della Sicilia, al punto da favorire lo sviluppo di un piccolo ciclone mediterraneo, dalle caratteristiche subtropicali.

La presenza di un anticiclone sull’Europa orientale, con massimi al suolo fra Bulgaria e Mar Nero, renderà la “goccia fredda” semi-stazionaria in mare, con un leggero movimento verso nord-nord/est martedì 15, che la spingerà sul basso Ionio.

Cosa accadrà fra martedì e mercoledì?

A causa di questa sosta forzata sopra le calde acque del mar Ionio, abbastanza calde in superficie, la circolazione depressionaria, già da martedì 15 settembre, potrebbe riempirsi di aria calda e umida che salendo di quota e condensandosi libererà ulteriore calore latente, favorirà un ulteriore abbassamento della pressione atmosferica al centro del sistema depressionario. Proprio come viene visto da diversi modelli globali.

Tale processo, sopra descritto, porta, così, all’isolamento di un nucleo di aria calda proprio nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche caratteristiche “ibride”, subtropicali, o nei casi più rilevanti più propriamente tropicali.

Ecco le abbondanti precipitazioni attese sull'area dove si formerà il profondo ciclone, dalle caratteristiche subtropicali.
Ecco le abbondanti precipitazioni attese sull'area dove si formerà il profondo ciclone, dalle caratteristiche subtropicali.

Il minimo depressionario che si svilupperà sullo Ionio centrale, finendo su un mare molto caldo, valori > +28°C sul basso Ionio, potrebbe organizzarsi, immagazzinando una gran quantità di calore (in parte portato dai temporali, in parte dal mare caldo) che lo trasformeranno in una depressione dalle caratteristiche subtropicali, caratterizzata da un “cuore caldo”, ben visibile nei medi e bassi strati.

In alcuni casi però può capitare che la convezione, e quindi l’attività temporalesca attorno il nucleo centrale, possa divenire particolarmente profonda, tanto da fare spiraleggiare il sistema sempre più velocemente, assumendo una struttura sorprendentemente simmetrica, con un perfetto “anello di convezione”, composto da nuvole torreggianti, che si chiudono a riccio attorno l’occhio centrale, con un conseguente rinforzo dei venti attorno il minimo barico al suolo.

Se l’intensità dei venti medi raggiungerà la forza di uragano, con una velocità media oltre i 118 km/h, allora si tratterà di un “medicane”, nome derivato dall’acronimo “Mediterranean hurricanes”.

Questo sistema potrebbe evolvere in Medicane?

Nel caso del vortice dei prossimi giorni non si può del tutto escludere una evoluzione a “medicane”, anche se le probabilità rimangono sempre medio-basse.

Di sicuro la presenza di un vasto tratto di acque calde, da Malta fino alla Grecia, e un “wind shear” (variazioni di velocità e direzione del vento man mano che si sale di quota) del vento molto debole, oltre al suo stazionamento sopra un mare caldo, saranno tutti elementi che favoriranno un sensibile approfondimento della depressione dalle caratteristiche tropicali.

Le coste orientali della Sicilia, e parte di quelle ioniche calabresi, rischiano di essere interessate da onde lunghe e mareggiate capaci di creare fenomeni d'erosione.
Le coste orientali della Sicilia, e parte di quelle ioniche calabresi, rischiano di essere interessate da onde lunghe e mareggiate capaci di creare fenomeni d'erosione.

In caso di una transizione tropicale del sistema il ciclone diventerà pienamente autonomo rispetto al contesto sinottico generale, prendendo la sua energia dal calore latente fornito dal mare.

Di conseguenza l’attività temporalesca esploderà nel centro del sistema, le isobare attorno il sistema si infittiranno, mentre i venti improvvisamente diventano tempestosi, fino a superare i 100-120 km/h, con veri e proprie bufere di vento, specie sul quadrante meridionale, che agevolano la formazione del tipico occhio del ciclone attorno le imponenti “torri temporalesche”, molto ben visibile dalle moviole satellitari.

A questo punto, se non si sovrappongono importanti azioni di disturbo, come un incremento del “wind shear” in quota, il ciclone potrebbe trasformarsi persino in un vero e proprio “medicane”, un piccolo uragano mediterraneo entro giovedì sera.

Quali rischi per le regioni meridionali?

Al momento rimane ancora molta incertezza sull’esatta traiettoria di questo vortice. Ma dai nuovi aggiornamenti dei modelli matematici emerge come la struttura vorticosa si dovrebbe approfondire non prima di martedì pomeriggio in mare aperto, sullo Ionio, prendendo solo marginalmente le coste della Sicilia e della Calabria ionica.

Ma in caso di una traiettoria più occidentale del previsto, si potrebbero verificare delle piogge e dei temporali sulla Sicilia orientale, specialmente fra Catanese, Siracusano e Ragusano, indotti dallo sconfinamento delle bande temporalesche che ruotano sul quadrante sinistro della depressione subtropicale. E il rischio di fenomeni intensi si farà più concreto.

In tal caso sarà la costa ionica ad essere maggiormente coinvolta, rischiando anche di subire gli effetti di improvvise mareggiate da swell, per l’ingresso di onde lunghe o molto lunghe dai quadranti orientali, con effetti erosivi sui litorali di Sicilia e Calabria ionica. Pertanto sarà importante monitorare la situazione nei prossimi giorni.