Agosto 2026 entra nella storia del clima: caldo globale record, oceani roventi e un’Europa sempre più secca
Agosto 2026 entra nella storia climatica: temperature globali e oceaniche da record, estate eccezionale nell’Europa occidentale, siccità persistente, grandi fiumi ai minimi e ghiaccio marino ancora sotto la media secondo Copernicus.

È stato stato tra tutti i mesi di Agosto il più caldo di sempre. È quello che emerge dal Copernicus Climate Change Service, il cui bollettino è stato pubblicato il 10 Settembre.
Dopo alcuni mesi "prodromici", i cui valori di temperatura dell’aria e della superficie degli oceani sono stati prossimi ma comunque inferiori ai massimi record, Agosto 2026 ha segnato un nuovo record.
La temperatura media globale dell’aria ha raggiunto valori mai osservati prima per questo mese, peraltro praticamente identici al massimo assoluto registrato nel Luglio 2023. In particolare, l’Europa occidentale, che ricordiamo è la regione che si sta riscaldando più rapidamente rispetto al resto del globo terrestre, ha vissuto l’estate più torrida mai registrata prima. Eccezionali sono risultati anche il livello di siccità, la riduzione dell’umidità del suolo e le portate basse di alcuni dei maggiori fiumi europei.
Anche la temperatura superficiale degli oceani ha raggiunto valori record.
Agosto 2026, il mese più caldo insieme a Luglio 2023
Secondo Copernicus, la temperatura media globale dell’aria durante Agosto 2026 è stata di 16,96 °C, vale a dire 0,85 °C superiore alla media del periodo di riferimento 1991-2020. Questa è così la temperatura dell’aria più alta ma registrata prima in un mese di Agosto
Aspetto molto interessante è che la temperatura dell’Agosto 2026 è risultata sostanzialmente alla pari con quella registrata 3 anni fa nel Luglio 2023, che era stato il mese più caldo in assoluto.

Questa è una circostanza piuttosto rara poiché, a livello globale, normalmente è Luglio il mese con le temperature medie più elevate. Per la prima volta il valore massimo è stato raggiunto in ritardo di un mese.
L’anomalia della temperatura media è stata di +0.85 rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020, ma di +1.65 °C rispetto al periodo preindustriale 1850-1900, ben al di sopra della soglia di +1,5 °C, fissata come limite climatico dell’Accordo di Parigi.
Se consideriamo l’intero trimestre Giugno-Agosto, abbiamo vissuto un’estate boreale calda tanto quella del 2024, con un’anomalia globale di +0,69 °C rispetto al 1991-2020.
L’Europa occidentale supera la storica estate del 2003
In Europa la temperatura media di Agosto è stata di 20,26 °C, pari a +1,10 °C sopra la media del periodo 1991-2020. Le anomalie più intense hanno interessato una fascia che dalla Spagna nordorientale attraversava il Mediterraneo occidentale e centrale fino all’Europa orientale. In Francia, Italia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Ungheria, Romania e gran parte dei Balcani le temperature sono risultate generalmente 3-5 °C superiori alla media.
Ancora più impressionante è il bilancio dell’intera estate nell’Europa occidentale con un nuovo record assoluto: l’estate più calda di sempre, con +2,54 °C oltre la media del periodo 1991-2020.
Record anche per gli oceani. Nella fascia tra 60°S e 60°N, la temperatura superficiale media ha raggiunto 21,07 °C, il valore più alto mai osservato in Agosto. Particolarmente caldo è stato il Pacifico equatoriale, dove si sta sviluppando El Niño, ma valori eccezionali sono stati registrati anche nel Mediterraneo occidentale, interessato da estese ondate di calore marine.
Siccità, grandi fiumi ai minimi e ghiaccio artico ridotto
In Agosto sono stati registrati deficit di precipitazioni, bassa umidità dell’aria e del terreno in vaste regioni dell’Europa centrale e orientale. L’umidità relativa media sull’Europa è stata addirittura la più bassa mai registrata per un mese di Agosto.

Le conseguenze sono state evidenti nella vasta portata degli incendi, ma anche nei corsi d’acqua. Fiumi quali Reno, Danubio, Loira, Po, Vistola ed Elba hanno raggiunto portate molto inferiori alla media. Questi livelli eccezionalmente bassi hanno comportato ricadute negative per la navigazione, la produzione energetica, l’irrigazione e gli ecosistemi acquatici.
Nell’Artico l’estensione media del ghiaccio marino è stata di 6,1 milioni di km², il 9,2% sotto la media 1991-2020.
In Antartide, nonostante l’inverno australe, il ghiaccio marino ha raggiunto invece circa 17 milioni di km², il 6,5% sotto la media: il quarto valore più basso mai osservato per Agosto.
Nel mese di Agosto atmosfera, oceani e ciclo dell’acqua hanno mostrato contemporaneamente anomalie molto marcate. El Niño sta contribuendo ad amplificare parte del riscaldamento attuale, soprattutto nel Pacifico, ma sicuramente non è la causa della tendenza di fondo dell’aumento delle temperature globali.