Dipolo meteorologico sull'Europa meridionale fino al 5 aprile, da che lato si troverà l'Italia?

L'Italia si trova oggi, nel cuore di un "dipolo mediterraneo": un marcato dipolo barico tra un nucleo depressionario freddo di origine balcanica e una parziale rimonta anticiclonica atlantica. Vediamo gli effetti di questo contrasto sull'Italia e l'evoluzione prevista dai modelli fino al 5 aprile.
La situazione sinottica che caratterizza il bacino del Mediterraneo in quest'ultima giornata di marzo presenta una configurazione a "dipolo" estremamente marcata, un termine che in fisica indica la contrapposizione tra due poli opposti. In ambito meteorologico, questo si traduce in una divisione netta dell'Europa in due blocchi barici prevalenti.
Da un lato, sulla parte occidentale del continente, tra la Penisola Iberica e la Francia, si è stabilizzato un robusto promontorio di alta pressione di matrice oceanica. Dall'altro, sul comparto balcanico e sull'Europa orientale, agisce una vasta area depressionaria colma di aria fredda di origine polare-marittima.
L'Italia, per la sua posizione geografica centrale, si trova esattamente nel corridoio di scorrimento di queste due masse d'aria contrapposte, subendone direttamente gli effetti.
L'analisi dei dati attuali: il lato freddo investe il Centro-Sud
Le mappe fornite dai modelli ECMWF e GFS mostrano come il nostro Paese sia attualmente influenzato dal "lato instabile e freddo" di questo dipolo. Un nucleo depressionario, con un minimo di pressione centrato tra il Mar Tirreno e lo Ionio, sta richiamando aria fredda dai quadranti nord-orientali.
Il raffreddamento è particolarmente percepibile lungo il versante adriatico, dove l'effetto del vento (il cosiddetto wind chill) accentua notevolmente la sensazione di freddo, rendendo il clima invernale.

Nelle regioni del Centro-Sud, questa circolazione ciclonica sta alimentando una fase di maltempo di stampo invernale. Si registrano piogge sparse e rovesci intermittenti, ma il dato più rilevante riguarda la neve, che è tornata a imbiancare i rilievi appenninici fin verso i 1000 metri di quota (e localmente anche più in basso), con accumuli che risulteranno particolarmente significativi oltre i 1500 metri tra Abruzzo, Molise e Basilicata.
Sul Nord Italia, la situazione è diametralmente opposta a causa della protezione offerta dall'arco alpino e dalla maggiore vicinanza al bordo dell'alta pressione occidentale. Qui domina il sole, ma le temperature restano basse, specie nei valori minimi notturni, con il concreto rischio per ulteriori gelate e brinate nelle aree rurali della Pianura Padana.
La dinamica dei venti e lo zero termico
L'aspetto fondamentale di questo dipolo è la densità delle isobare (le linee di uguale pressione) proprio sull'Italia. Questa vicinanza tra l'alta pressione a ovest e la bassa pressione a est genera un gradiente barico molto elevato, che si traduce in venti forti o localmente di burrasca. Le raffiche di Grecale stanno interessando non solo le coste adriatiche, ma anche i rilievi e i valichi appenninici, come anche le valli sottovento.

Il mare risulta molto mosso o agitato, con possibili mareggiate sulle coste esposte della Puglia e della Calabria ionica. Parallelamente, lo zero termico ha subito un crollo, portandosi intorno ai 1200-1400 metri al Sud, un valore abbastanza insolito per la fine di marzo che conferma la natura polare delle correnti in gioco.
Evoluzione verso il 5 aprile: la lenta vittoria del polo mite
La buona notizia, confermata dalle proiezioni a medio termine, è che il dipolo è destinato a una graduale evoluzione. Entro le giornate del 2 e 3 aprile, l'alta pressione atlantica inizierà a espandersi verso est, spingendo la sacca fredda balcanica verso la Turchia e il Medio Oriente.
Questo movimento comporterà una graduale attenuazione della ventilazione settentrionale e un contestuale aumento della pressione atmosferica su tutta la Penisola, a partire dalle regioni tirreniche e dal Nord.
Le proiezioni, infatti, confermano una cessazione delle precipitazioni e un generale rialzo termico, con le temperature massime che torneranno a salire su valori pienamente primaverili, oscillando tra i 18°C e i 22°C sulle aree pianeggianti e costiere.
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