Eccezionale ciclone in Sicilia lunedì 19 gennaio: venti forti e piogge intense in queste regioni

Ad inizio della prossima settimana una ondata di maltempo di carattere "eccezionale" spazzerà le zone ioniche e le Isole, con venti che potranno raggiungere la forza di tempesta e piogge molto intense e continue nelle aree interne.

Una forte ondata di maltempo è in procinto di abbattersi sul Sud Italia e sulle isole maggiori tra domenica 18 e lunedì 19 gennaio 2026. Basandoci sulle simulazioni deterministiche a 100 ore, emerge una dinamica atmosferica complessa che coinvolgerà principalmente la Sicilia, la Calabria e la Sardegna.

In particolare, le piogge intense e i temporali non risparmieranno la Calabria ionica e la Sardegna orientale, dove gli accumuli potrebbero essere significativi a causa dell’impatto di queste correnti umide di Scirocco e Levante contro i principali contrafforti montuosi.

La dinamica che porta allo sviluppo del vortice depressionario

Tutto inizia poco a ovest della Scozia, dove la corrente a getto polare, in uscita dagli Stati Uniti, incontra un robusto anticiclone di blocco sulla Scandinavia, con massimi di geopotenziale sul Baltico.

Questo blocco costringe il getto polare a dividersi in due rami secondari, uno settentrionale e uno meridionale. Il ramo meridionale accelera verso le coste del Marocco, amplificando una vasta saccatura che si estende dalla Spagna fino all'entroterra marocchino e algerino. Qui, nuclei di vorticità positiva e aria fredda in quota preparano il terreno per instabilità marcata.

Ecco gli accumuli di pioggia attesi nei prossimi giorni lungo i versanti orientali di Sicilia, Calabria e Sardegna, fino a oltre 200-300 mm.
Ecco gli accumuli di pioggia attesi nei prossimi giorni lungo i versanti orientali di Sicilia, Calabria e Sardegna, fino a oltre 200-300 mm.

Questa configurazione crea le condizioni ideali per lo sviluppo di un ciclone sul Nord Africa. Il ramo meridionale del getto polare, accumulando energia cinetica sull'Atlantico, interagisce con il getto subtropicale sopra il Sahara.

A est del nucleo di massima velocità in alta troposfera, si forma una zona di divergenza che genera un "vuoto" ascensionale. Questo meccanismo richiama aria calda e umida dal suolo nordafricano e aria più fresca dal Mediterraneo, innescando la formazione di un profondo minimo depressionario.

Dove si sposterà il ciclone?

Il ciclone nascerà sottovento all'Atlante nella serata di domenica 18 gennaio, per poi spostarsi rapidamente verso il Canale di Sicilia e il Canale di Sardegna entro lunedì 19. Bloccato dall'anticiclone sull'Europa orientale, il minimo rimarrà stazionario, causando una fitta compressione delle isobare.

Questo scatenerà venti di burrasca forte o tempesta, con raffiche fino a 100 km/h, soprattutto tra Calabria e Sicilia. I venti si orienteranno prevalentemente da est-sudest, colpendo con maggiore intensità i settori ionici, mentre aree come lo Stretto di Messina, potrebbero essere più ridossate.

In mare aperto le massime altezze delle onde potranno raggiungere i 10-12 metri, specialmente durante la fase clou della tempesta. Si tratta di ondate gigantesche capaci di produrre severi danni lungo i lungomari.
In mare aperto le massime altezze delle onde potranno raggiungere i 10-12 metri, specialmente durante la fase clou della tempesta. Si tratta di ondate gigantesche capaci di produrre severi danni lungo i lungomari.

La forte burrasca, con raffiche fino a tempesta o fortunale (forza 10-11 Beaufort), si estenderà per oltre 600-700 km di mare, dalle coste della Cirenaica e dall’area appena ad ovest di Creta fino alle coste orientali della Sicilia. Ciò solleverà un moto ondoso notevole, con onde significative alte fino a 6-7 metri che si propagheranno alle coste ioniche di Sicilia e Calabria, determinando su questi tratti forti mareggiate.

Attenzione alle piogge abbondanti e al rischio allagamenti

Oltre ai venti molto forti l’ampio fronte, pronto ad occludersi fra lo Ionio e la Sicilia, produrrà piogge abbondanti e temporali. Gli accumuli potrebbero raggiungere i 200-300 mm nelle aree interne della Sicilia, con picchi superiori sui pendii ripidi. Tutte le aree interne centro-orientali rischiano di vedere piogge battenti, specie Siracusano, Catanese e Messinese, con importanti ondate di piena lungo tutti i bacini.

Sull'Etna, la neve cadrà copiosa dai 1600-1700 metri, con quota neve in possibile calo martedì, quando entrerà aria più fredda da Est, con il Levante.

Un aspetto cruciale di questa perturbazione è l'impatto sulle regioni ioniche e orientali. Sulla Calabria ionica, le coste esposte al flusso orientale, composto per il 60% da aria balcanica fresca e per il 40% da aria cirenaica (di origine africana, più calda), vedranno confluire masse d'aria umida davanti alle coste.

I venti molto forti, oltre i 100 km/h, sposteranno le nubi e le precipitazioni molto rapidamente verso le aree più interne, dove sono attese precipitazioni particolarmente abbondanti.
I venti molto forti, oltre i 100 km/h, sposteranno le nubi e le precipitazioni molto rapidamente verso le aree più interne, dove sono attese precipitazioni particolarmente abbondanti.

Questo genererà instabilità marcata, con piogge persistenti, rovesci temporaleschi e possibili nubifragi. I fenomeni si muoveranno rapidamente dal mare verso la terraferma, interessando aree come il Reggino e il Catanzarese ionico. Gli accumuli qui potrebbero eguagliare o superare quelli siciliani, con rischi di allagamenti e frane nelle zone collinari.

Analogamente, la Sardegna orientale non sarà risparmiata. Il ciclone, spostandosi verso il Canale di Sardegna, porterà piogge intense sulle coste orientali dell'isola, da Olbia a Cagliari. Il flusso umido dal Mediterraneo, amplificato dalla divergenza in quota, favorirà anche lo sviluppo di linee temporalesche che si potranno avvicinare alla costa.