ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.

Il caldo intenso domina ancora la scena sull'Italia, ma il Centro Meteo Europeo, con i dati probabilistici, indica una possibile svolta, con un calo termico in arrivo dal 9-10 settembre insieme ad un peggioramento del tempo.

Il prestigioso modello matematico del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, ECMWF, già da qualche giorno ha iniziato a mostrare la possibilità per uno scenario meteorologico di svolta per questa lunga e caldissima estate.

Infatti, se è vero che nei prossimi giorni continueremo ancora ad essere interessati dall'attuale circolazione statica e calda, che fa riferimento ancora e per la quinta volta quest'anno, all'estensione dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa Occidentale poi, nella seconda decade del mese, dovrebbe arrivare un cambiamento.

Ancora con il grande caldo ma non per molto

Perciò, ancora in queste prime giornate di settembre, la nostra penisola continua ad essere protetta da un robusto promontorio anticiclonico subtropicale. Sta causando una fase pienamente estiva, con temperature diffusamente sopra le medie climatiche di riferimento, specialmente lungo le regioni centro-meridionali e sulle isole maggiori, dove i valori continuano ad essere più tipici di luglio che di settembre.

Nei prossimi giorni continueremo ancora ad essere interessati dall'attuale circolazione statica e calda, che fa riferimento ancora e per la quinta volta quest'anno, all'estensione dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa Occidentale poi, nella seconda decade del mese, dovrebbe arrivare un cambiamento. ECMWF-MeteoRed
Nei prossimi giorni continueremo ancora ad essere interessati dall'attuale circolazione statica e calda, che fa riferimento ancora e per la quinta volta quest'anno, all'estensione dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa Occidentale poi, nella seconda decade del mese, dovrebbe arrivare un cambiamento. ECMWF-MeteoRed

Tuttavia, osservando con attenzione il medio termine e provando anche a spingersi oltre, con l'aiuto delle proiezioni probabilistiche, con i grafici comunemente noti come "spaghi", è possibile iniziare a cogliere segnali di cambiamento.

Gli spaghi tracciano la rotta verso una svolta per l'Italia

Già a partire dal 9-10 settembre è possibile osservare la flessione decisa della linea media delle temperature a 850 hPa, che sancisce la progressiva conclusione di questa prolungata onda di calore.

La circolazione atmosferica a 300 hPa, insieme alle isobare al suolo, ci permette di vedere come ECMWF stia ipotizzando, nelle sue simulazioni, il probabile abbassamento di latitudine del jet-stream, con conseguente inserimento di depressioni verso l'Europa Centrale e poi verso il Mediterraneo. Questo, intorno al 9-10 settembre, potrebbe produrre un peggioramento delle condizioni atmosferiche nche sul nostro Paese, insieme ad un calo termico. ECMWF-MeteoRed
La circolazione atmosferica a 300 hPa, insieme alle isobare al suolo, ci permette di vedere come ECMWF stia ipotizzando, nelle sue simulazioni, il probabile abbassamento di latitudine del jet-stream, con conseguente inserimento di depressioni verso l'Europa Centrale e poi verso il Mediterraneo. Questo, intorno al 9-10 settembre, potrebbe produrre un peggioramento delle condizioni atmosferiche nche sul nostro Paese, insieme ad un calo termico. ECMWF-MeteoRed

Come spesso accade, oltre i 5-6 giorni di distanza, le diverse "perturbazioni", inserite negli input del modello, producono una apertura a ventaglio dell'andamento dei singoli scenari proposti, tuttavia questa forbice non è molto ampia, restando tutto sommato limitata intorno a valori prossimi e non distanti dalla media climatologica del periodo.

L'indebolimento del blocco anticiclonico dovrebbe permettere, infatti, alle prime correnti più fresche e instabili di matrice atlantica di fare breccia fin verso la penisola, determinando un calo termico che potrebbe interessare prima le regioni settentrionali, per poi riuscire ad estendersi gradualmente al resto del territorio italiano.

La transizione e il blocco della circolazione nel cuore del mese

Questo primo cedimento della pressione atmosferica potrebbe essere il preludio per una successiva fase, quella che potrebbe realizzarsi nella parte centrale del mese. Questa potrebbe essere caratterizzata da un probabile e marcato sblocco della situazione meteorologica su scala europea.

Infatti, prende gradualmente corpo la possibilità di un affondo di depressioni più fredde dirette verso il bacino del Mediterraneo, favorite dall'indebolimento definitivo del blocco anticiclonico che ha dominato la scena per molte settimane.

Un cambiamento di questo tipo, qualora venisse confermato dai prossimi aggiornamenti modellistici, potrebbe esporre l'Italia al ritorno della pioggia, ma anche al rischio di fenomeni meteorologici localmente intensi.

I rischi legati all'eccessivo calore accumulato dai mari

Purtroppo dobbiamo tornare a parlare dell'enorme quantità di calore che è stata accumulata fino a questo momento nei primi strati superficiali dei nostri mari. Infatti, con un'estate eccezionalmente calda, aumentano le probabilità che le successive fasi possano essere capaci di produrre fenomeni molto intensi.

Questi possono essere il prodotto dell'improvvisa liberazione del potenziale energetico finora immagazzinato e trattenuto proprio nelle acque marine di superficie. Parliamo di enormi quantità di calore e, di conseguenza di vapore ceduto all'atmosfera, capaci di esaltare i contrasti termici e di dare luogo a fenomeni molto intensi, come temporali, nubifragi, grandinate o anche a precipitazioni abbondanti e persistenti.

L'augurio, al momento attuale, è che la transizione possa avvenire in modo graduale e senza degli scatti improvvisi. Un progressivo passaggio ad un periodo più movimentato e piovoso, ma con temperature in lenta discesa, è decisamente preferibile, perché ridurrebbe sicuramente le situazioni di rischio per il nostro Paese.

Ricordiamo che le analisi elaborate attraverso gli strumenti probabilistici non costituiscono una previsione, bensì una tendenza preliminare basata sui segnali attuali dei modelli, la cui affidabilità si riduce inevitabilmente con l'aumentare della distanza temporale e necessita, pertanto, di continui aggiornamenti.