La configurazione a cresta atlantica finirà il 16 maggio: Daniele Ingemi avverte del tempo che arriverà dopo in Italia

Ecco cosa accadrà sull'Italia dopo la data di sabato 16 maggio 2026, con il progressivo indebolimento del blocco anticiclonico, facente capo alla dorsale nord atlantica.

Quella appena iniziata è una settimana caratterizzata dall’instabilità atmosferica, con piogge, temporali, e persino delle supercelle che solo ieri hanno prodotto delle grandinate di media e grossa taglia in diverse località del Bresciano e del Veronese, causando notevoli danni.

La configurazione atmosferica dominata da questa dorsale atlantica, questo blocco anticiclonico che influenza il tempo sul nostro Paese, è destinata a esaurirsi intorno al 16 maggio. Questo cedimento segnerà l’inizio di una nuova fase meteorologica, caratterizzata da un progressivo miglioramento delle condizioni generali, ma con importanti distinguo regionali e la persistenza di alcuni fenomeni instabili.

Blocco anticiclonico in fase di decadimento

Il promontorio di alta pressione associato alla dorsale ha garantito fino a oggi una certa protezione dalle perturbazioni atlantiche più dirette, favorendo temperature miti e fasi di marcata instabilità atmosferica sulle regioni del Centro-Nord.

Il promontorio di alta pressione associato alla dorsale ha garantito fino a oggi una certa protezione dalle perturbazioni atlantiche più dirette, favorendo temperature miti e fasi di marcata instabilità atmosferica sulle regioni del Centro-Nord.
Il promontorio di alta pressione associato alla dorsale ha garantito fino a oggi una certa protezione dalle perturbazioni atlantiche più dirette, favorendo temperature miti e fasi di marcata instabilità atmosferica sulle regioni del Centro-Nord.

Il suo indebolimento, atteso per la metà del mese, aprirà le porte a una circolazione più zonale, con l’ingresso di masse d’aria di matrice oceanica temperate. Il risultato sarà una fase di tempo più stabile e soleggiato su molte regioni, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi e temperature che si manterranno su valori nella media stagionale o leggermente superiori.

Tuttavia, non si tratterà di un’estate anticipata priva di insidie. L’instabilità pomeridiana, tipica di stagione, continuerà a manifestarsi soprattutto sui rilievi. Alpi, Prealpi e Appennini rimarranno le aree più esposte a fenomeni temporaleschi pomeridiani o serali, dovuti all’effetto orografico e al riscaldamento diurno che genera forti moti ascensionali (termiche).

Su questi settori saranno possibili rovesci o temporali localmente intensi, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento, soprattutto nelle ore più calde della giornata. Le pianure adiacenti potranno occasionalmente risentire di queste attività convettive, con annuvolamenti in rapido sviluppo.

Attenzione al Sud, possibile instabilità

Al Sud Italia, invece, la transizione non sarà priva di conseguenze. L’indebolimento della dorsale favorirà infiltrazioni di aria più fresca da nord-ovest o dai vicini Balcani, che interagiranno con l’aria più mite preesistente.

Questo contrasto termico manterrà una residua instabilità, con possibili addensamenti nuvolosi, rovesci sparsi e temporali localizzati, soprattutto su zone interne e montuose. Le coste potranno invece beneficiare di maggiori spazi soleggiati e cielo sgombro, anche se non mancheranno momenti di variabilità.

Il passaggio dalla dorsale alla nuova configurazione richiede attenzione, perché le transizioni bariche di questo tipo possono riservare sorprese, specie nei temporali di calore sui rilievi e nelle infiltrazioni fresche al Meridione.

Nei giorni successivi al 16 maggio è quindi prevista una generale attenuazione dei fenomeni, con un consolidamento del tempo stabile su gran parte del Centro-Nord pianeggiante, mentre Sud e aree montuose conserveranno una maggiore instabilità.

Verso un nuovo pattern tipico della tarda primavera

Questa evoluzione segna un tipico pattern di metà primavera, non un blocco anticiclonico duraturo, ma una fase di transizione verso condizioni più miti e soleggiate, intervallate da episodi instabili localizzati.

Chi vive nelle zone montane e del Sud dovrà prepararsi a qualche improvviso o acquazzone pomeridiano. Inoltre, questo tipo di instabilità, potrebbe ancora produrre fenomeni localmente significativi. Un maggio dinamico, come spesso accade quando l’Atlantico torna a dettare legge.

Non perderti le ultime novità di Meteored e goditi tutti i nostri contenuti su Google Discover, completamente GRATIS

+ Segui Meteored