Il rompicapo del modello europeo: le previsioni per l'Italia entrano in un "punto cieco"

Le dinamiche della circolazione Euro-Atlantica rivelano un quadro molto complesso per le prossime settimane. Ad un breve tentativo di espansione dei promontori anticiclonici subtropicali si contrappone la ripetuta e persistente intrusione di saccature settentrionali, ne consegue una difficoltà predittiva della modellistica deterministica.

Il grafico delle probabilità dei Regimi Euro-Atlantici del modello europeo ECMWF rappresenta uno degli strumenti più sofisticati, utilizzati dai meteorologi per la diagnostica atmosferica a lungo termine.
Il grafico delle probabilità dei Regimi Euro-Atlantici del modello europeo ECMWF rappresenta uno degli strumenti più sofisticati, utilizzati dai meteorologi per la diagnostica atmosferica a lungo termine.

Il grafico delle probabilità dei Regimi Euro-Atlantici del modello europeo ECMWF rappresenta uno degli strumenti più sofisticati, utilizzati per la diagnostica atmosferica a lungo termine. A differenza delle classiche mappe, questo diagramma rappresenta la disposizione prevalente delle grandi figure anticicloniche e depressionarie presenti sullo scacchiere europeo e atlantico, ipotizzata per 6 settimane.

Ogni colonna rappresenta un giorno specifico e la distribuzione dei colori riflette la convergenza statistica, su cinquanta diverse simulazioni, nei confronti di un determinato tipo di configurazione. Quindi ogni colore indica una delle "4 configurazioni tipo" (più una dove non è identificabile un regime tipo), a cui corrisponde un determinato tipo di flusso atmosferico. Di conseguenza è possibile intuire che tipo di tempo e regime termico potrà interessare con maggiore probabilità il nostro continente ed anche le varie parti del continente.

Infatti l’altezza di ogni fascia colorata per ogni colonna, indica la solidità della proiezione: più un colore è dominante, maggiore è la probabilità che l’atmosfera si comporterà secondo quella specifica circolazione, condizionando il tempo sul continente e sull'Italia in modo duraturo. Perciò, questa visione d'insieme permette gettare uno sguardo d'insieme su come si muoveranno le grandi masse d'aria nei prossimi 40 giorni.

I colori dei quattro scenari euro-atlantici

Per interpretare le tendenze attualmente previste è necessario conoscere il significato dei 4 regimi principali rappresentati nel diagramma. Il colore blu identifica la fase della NAO+ (Nord Atlantic Oscillation positiva), condizione che vede il flusso umido e perturbato atlantico scorrere veloce alle alte latitudini, spesso con la presenza di una classica depressione semipermanente atlantica all'altezza dell'Islanda (detta anche "balena"), che ovviamente produce ma il tempo alle alte latitudini, garantendo spesso stabilità e temperature miti sul bacino del Mediterraneo, grazie alla protezione dell'anticiclone delle Azzorre.

All'opposto, il verde indica la fase della NAO- (NAO negativa), in cui la situazione è praticamente ribaltata, con pressione più alta del normale sui mari settentrionali del continente, e le correnti oceaniche che scorrono sotto a questo blocco anticiclonico, investendo direttamente gli stati centro-meridionali. Situazione che favorisce l'arrivo di perturbazioni piuttosto strutturate, con fasi di maltempo prolungate alle nostre latitudini.

Questo grafico indica la proiezione dei regimi prevalenti sull'Europa, previsti per le prossime 6 settimane. Fonte: ECMWF
Questo grafico indica la proiezione dei regimi prevalenti sull'Europa, previsti per le prossime 6 settimane. Fonte: ECMWF

Il colore rosso descrive lo Scandinavian Blocking, ovvero un'alta pressione sul Nord Europa che costringe delle masse di aria fredda a scivolare verso sud, e spesso fin sull'Italia, con un moto retrogrado "anti-zonale", cioè con direzione opposta al tipico procedere delle correnti prevalenti ovest-est (zonali) dell'emisfero Nord.

Infine il viola rappresenta l'Atlantic Ridge, rappresenta la configurazione che tipicamente vede una risalita anticiclonica sull'Oceano Atlantico, lungo i meridiani, che facilita la discesa di correnti fredde ed instabili, anche temporalesche, dal mare del Nord (o anche da latitudini più settentrionali) verso le nostre regioni, portando un conseguente calo termico e fenomeni anche intensi.

Maggio tra instabilità ed un timido rialzo termico

I grafici aggiornati mostrano una prima metà del mese ancora caratterizzata da una spiccata dinamicità. In questo inizio di settimana una fase di tipo Atlantic Ridge è stata sostituita repentinamente, ma temporaneamente, dalla circolazione NAO+ per mezzo dell'espansione verso est della saccatura atlantica.

Tracce viola e di rosso nel grafico suggeriscono che, nei prossimi giorni, la nostra penisola resterà vulnerabile a flussi di aria più fresca, umida ed instabile.

Scenario che, di fatto, impedisce la formazione di una cellula anticiclonica duratura, con solo di eventuali promontori mobili ed una variabilità tipicamente primaverile, dove le schiarite vengono spesso interrotte da rovesci improvvisi. Le temperature tenderanno a salire, portandosi su valori in linea con quelli caratteristici della stagione.

Nel periodo che va dall'11 al 18 maggio, l'analisi del grafico rivela una situazione ancora più complessa e potenzialmente perturbata. L'Italia si troverà coinvolta in una circolazione prevalentemente depressionaria, poiché l'alta pressione rimarrà sbilanciata a latitudini troppo elevate. Sarà una fase dal sapore quasi autunnale per alcune regioni, con temperature che faticheranno a salire a causa dello scarso soleggiamento e di una ventilazione più fresca ed instabile.

Punto Cieco: il limite della prevedibilità

Nella proiezione sul lungo termine, il grafico vede una netta trasformazione. Infatti, a partire dal 18-20 maggio, l'utilità del modello inizia a vacillare, portandoci in quello che definiamo "il punto cieco" della proiezione. In questa fase, infatti, le barre non mostrano più un colore dominante, ma una frammentazione tra i vari scenari.

Questa situazione indica il limite del calcolo deterministico, dove la distanza dall'emissione del dato in input rende praticamente impossibile all'algoritmo e ai supercomputer riuscire ad isolare un segnale predominante nel "rumore di fondo".

Possiamo anche dire che, in questa fase, l'atmosfera simulata dai modelli entra in uno stato di equilibrio instabile, rendendo ogni tentativo di indicare una tendenza per l'ultima decade del mese una mera speculazione.

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