Allarme super El Niño, Italia verso un’estate 2026 da caldo record?

Preoccupante aggiornamento delle previsioni ECMWF su El Niño. Evento ormai imminente, in vista anomalie calde mai viste della temperatura dell’oceano Pacifico. Attesi nuovi record del global warming, quasi saranno gli impatti sull’estate 2026?

Il nostro modello vede già la fascia tropicale dell'Oceano Pacifico molto calda, ma la situazione potrebbe accentuarsi ulteriormente fra estate e autunno. si va verso un evento El Niño fra forte ed estremo.
Il nostro modello vede già la fascia tropicale dell'Oceano Pacifico molto calda, ma la situazione potrebbe accentuarsi ulteriormente fra estate e autunno. si va verso un evento El Niño fra forte ed estremo.

Climatologi e meteorologi tengono da mesi sotto osservazione l’evoluzione e le proiezioni mensili sul possibile sviluppo di una fase de El Niño.

I prodotti previsionali, basati su tecniche di ensemble, si sono fatti chiari con gli aggiornamenti di inizio aprile del prodotto ECMWF “El Nino Plume”. In accordo con altri prodotti come quelli della NOAA e dell’IRI Università di Colombia, l’evento de El Niño appariva già molto probabile, con alcuni scenari anche nella fascia da “super El Niño”.

Ora ECMWF ha aggiornato le sue elaborazioni: El Niño è ormai certo ed è molto probabile che assuma connotati storici. Quali saranno le ripercussioni globali e in Italia?

Come si prevede El Niño

Non stiamo a spiegare nuovamente cos’è El Niño, rimandandovi per un approfondimento ai precedenti articoli. Diamo invece un cenno su come si prevede lo sviluppo di questo fenomeno.

ECMWF in particolare propone un prodotto denominato “Niño 3.4 SST Anomaly”, basato su dati di temperatura del mare basati sul modello ERA5. Nel prodotto grafico viene rappresentata con un "plume", un pennacchio, la tendenza mensile delle anomalie di temperatura del mare (SST anomaly) nelle quattro zone tropicali dell’oceano Pacifico denonomite Niño 1+2, 3, 3.4 e 4. Ogni linea rossa rappresenta un membro Ensamble.

Più le linee sono vicine più la previsione è affidabile. La soglia per definire l’innesco de El Niño o de La Niña è di ±0,5°C nell'indice Niño 3.4, tra 0,5 e 1°C l’evento è considerato debole. Il nuovo aggiornamento, che esce ogni mese, emesso il 5 maggio è veramente sorprendente.

Verso un “super El Niño”?

I presupposti c’erano già, l’aggiornamento ECMWF lo conferma: l’evento El Niño del 2026 è ormai certo, e potrebbe anche superare la soglia che lo fa definire “super El Niño”.

Ricordiamo che l’evento si definisce Super El Niño quando l’anomalia di temperatura marina supera di almeno 2°C i valori climatici di riferimento per un periodo di almeno 3 mesi.

Nel concreto, il prodotto Plume ECMWF indica certo su tutti i modelli il superamento della soglia +0.5°C sul periodo 1981-2010 fra maggio e giugno, essendo necessario che si mantenga questa anomalia per almeno tre mesi è probabile che la dichiarazione ufficiale di inizio dell’evento fra giugno e luglio.

Fra luglio e agosto tutti i modelli stimano l’anomalia fra +1.5 e +2°C, dunque l’estate potrebbe già vedere l’arrivo di un forte evento de El Niño.


Impressionante però il trend successivo, già in agosto diversi membri ensamble indicano anomalie della fascia equatoriale dell’oceano Pacifico fra +2 e +2.5°C. Da settembre a novembre il trend è impressionante, con la maggior parte dei membri che prevede fra +2.5 e +3°C di anomalia di SST, e alcuni addirittura a +4°C. Sono valori da evento storico, mai visti nemmeno negli storici eventi 1984, 1997 e 2015 che non andarono oltre +2.8°C.

Le conseguenze globali

La prima conseguenza, quasi certa, sarà sul global warming.

Il 2026 e ancor più il 2027 saranno probabilmente anni da record assoluto, con superamento della soglia +1.5°C prevista dall’accordo di Parigi sul clima o perfino sfiorando i +2°C sull’era preinstriale.

Poi ci sono le ripercussioni sinottiche, attese soprattutto dall’autunno per l’effetto ritardo della temperatura del mare. Canada e nord degli USA vivranno autunno e invenro più miti e asciutti, mentre California e zona del Golfo del Messico potrebbero per opposto rischiare piogge torrenziali ed eventi estremi.

L’America centrale e l’area caraibica in conseguenza dell’attenuazione degli Alisei vedrebbero un calo degli uragani atlantici e situazioni di grave siccità, con minori precipitazioni nella stagione delle piogge ma con singoli eventi potenzialmente più intensi.

Il prodotto El Niño di ECMWF è ormai chiaro: l'evento è virtualmente certo, molto probabile diventi un forte El Niño, con vari scenari che lo portano nella fascia "super"
Il prodotto El Niño di ECMWF è ormai chiaro: l'evento è virtualmente certo, molto probabile diventi un forte El Niño, con vari scenari che lo portano nella fascia "super"

In Sud America situazione opposta fra l’Amazzonia, ad alto rischio siccità, e la zona fra Ecuador e Perù soggetta a piogge torrenziali. Siccità, caldo estremo e gravi incendi boschivi potrebbero colpire l’Australia. Ripercussioni anche sul monsone asiatico.

Quali gli effetti in Europa e Italia?

Le teleconnessioni con El Niño sono oggetto di studi da lungo tempo, con risultati non chiari. Anzitutto l’estate 2026: per il momento l’evento non avrebbe ripercussioni dirette perché l’evento sarà ancora in fase iniziale.

Potrebbero comunque già aversi ripercussioni sul posizionamento dell’anticiclone delle Azzorre e di quello africano, che insieme all’anomalia termica globale potrebbe contribuire ad accentuare l’anomalia termica positiva, ormai quasi scontata ad ogni estate.

Tra l’altro indipendentemente da El Niño, le previsioni stagionali ECMWF appena aggiornate indicano ormai certo che l’estate sarà più calda della media, con anomalie stagionali fra +1 e +2°C.

Le ripercussioni maggiori si avranno in autunno e soprattutto inverno, specie se l’evento diventerà super. La corrente a getto potrebbe subire ondulazioni marcate con prevalenti situazioni di blocco con scarse precipitazioni alternate a intense fase perturbate. Un evento dunque da tenere monitorato, un El Niño di tale portata potrebbe portare sconvolgimenti meteoclimatici mai visti in passato sia a livello globale che continentale.

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