Italia sotto la cupola dell'anticiclone: ma da domenica 1 marzo le piogge torneranno su queste regioni

L'ultima settimana di febbraio si apre sotto il dominio incontrastato di un potente campo di alta pressione che sta portando l'Italia verso un anticipo di primavera, ma i segnali dai modelli iniziano a mostrare i primi segnali di un possibile cedimento per l'inizio di marzo.

L'attuale scenario meteorologico sull'Italia e su gran parte dell'Europa centro-occidentale è dominato da una robusta figura anticiclonica che ha stabilizzato l'atmosfera dopo un periodo decisamente turbolento. In questo lunedì 23 febbraio, la situazione sinottica ha visto l'anticiclone delle Azzorre ben disteso sul Mediterraneo, capace di deviare il flusso delle perturbazioni atlantiche verso latitudini molto settentrionali, tra la Scandinavia e l'Islanda.

Per l'Italia, questo si traduce in un tempo stabile e in gran parte soleggiato, ma con le tipiche insidie delle alte pressioni invernali, con il ristagno d'aria nei bassi strati che favorisce la formazione di nebbie fitte e persistenti in Pianura Padana e banchi di nubi basse lungo le coste tirreniche, specie tra Liguria e Toscana, dove l'umidità di origine marina, specie nelle ore più fredde, riesce a condensare e a rimanere "intrappolata" dal contesto orografico.

Il duello tra Azzorre e Promontorio Nordafricano

L'attuale dominio dell'anticiclone delle Azzorre, di matrice oceanica e umida, è stato responsabile delle nebbie padane e delle nubi basse tirreniche di questi ultimi giorni. Tuttavia, tra mercoledì 25 e venerdì 27 febbraio, le mappe dei geopotenziali indicano uno spostamento della struttura verso sud-est, favorendo una parziale "africanizzazione" della massa d'aria. Non sarà un’ondata di calore estiva, ma un contributo subtropicale continentale che renderà l’atmosfera più secca in quota, portando un’ulteriore impennata termica.

Questa componente africana stabilizzerà la colonna d'aria in modo più deciso rispetto alla dinamicità oceanica. Al suolo, però, la persistenza del ristagno umido precedente, schiacciato dall'aria calda sovrastante, manterrà attive le inversioni termiche. Avremo così un cielo limpido ed un clima quasi estivo in montagna, mentre le pianure del Nord resteranno spesso intrappolate sotto nebbie e foschie.

Evoluzione settimanale e anomalie termiche diffuse

L'andamento termico di questa settimana sarà dunque caratterizzato da un deciso sopra media su tutto il Paese. Lo zero termico si attesterà su quote molto elevate, localmente oltre i 3000 metri, mentre tra giovedì e sabato le temperature massime saliranno fino a 20-22°C nelle zone interne del Centro e sulle Isole Maggiori, valori decisamente più affini a una matrice subtropicale continentale che a quella oceanica.

Tra mercoledì 25 e venerdì 27 febbraio, le mappe dei geopotenziali indicano uno spostamento della struttura verso sud-est, favorendo una parziale "africanizzazione" della massa d'aria. Le temperature saliranno su valori molto sopra media, specie sulle isole maggiori e sulle valli interne centro-meridionali.
Tra mercoledì 25 e venerdì 27 febbraio, le mappe dei geopotenziali indicano uno spostamento della struttura verso sud-est, favorendo una parziale "africanizzazione" della massa d'aria. Le temperature saliranno su valori molto sopra media, specie sulle isole maggiori e sulle valli interne centro-meridionali.

Nelle pianure del Nord, sebbene le temperature restino miti per il periodo, l'effetto della nebbia manterrà i valori intorno ai 14-16°C. La ventilazione resterà debole e variabile per gran parte della settimana, contribuendo a mantenere i mari quasi calmi o poco mossi ovunque, in un contesto di stasi meteorologica quasi assoluta.

Tendenza dei modelli: i primi scricchiolii del muro anticiclonico

Analizzando le proiezioni a medio-lungo termine fornite dai principali centri di calcolo, come l'europeo ECMWF e l'americano GFS, emerge una tendenza interessante che punta verso un possibili cambiamento intorno ai primi giorni di marzo.

Attualmente le medie degli scenari, le cosiddette "ensamble", iniziano a mostrare un progressivo calo della pressione a partire dal Nord-Ovest, segno che la "cupola" protettiva dell'anticiclone potrebbe iniziare a mostrare i primi cedimenti sotto la spinta di correnti più umide e fresche provenienti dall'Atlantico Settentrionale.

Esiste un discreto accordo tra i modelli nel prevedere un abbassamento del flusso perturbato atlantico proprio in corrispondenza del prossimo weekend, con un'incertezza che riguarda ancora l'esatta traiettoria delle masse d'aria fredda.

Possibile svolta dinamica con l'esordio di Marzo

Il vero punto di svolta viene individuato nel periodo compreso tra domenica 1 e mercoledì 4 marzo. In questa fase, la sinottica possibile vedrebbe un'espansione dell'alta pressione verso l'Atlantico Settentrionale, manovra che favorirebbe la discesa di una saccatura depressionaria verso il Mediterraneo Centrale.

Tempo stabile e in gran parte soleggiato in questi giorni, ma con ristagno d'aria nei bassi strati: nebbie fitte e persistenti in Pianura Padana e banchi di nubi basse lungo le coste tirreniche, specie tra Liguria e Toscana, dove l'umidità di origine marina, specie nelle ore più fredde, riesce a condensare e a rimanere "intrappolata" dal contesto orografico
Tempo stabile e in gran parte soleggiato in questi giorni, ma con ristagno d'aria nei bassi strati: nebbie fitte e persistenti in Pianura Padana e banchi di nubi basse lungo le coste tirreniche, specie tra Liguria e Toscana, dove l'umidità di origine marina, specie nelle ore più fredde, riesce a condensare e a rimanere "intrappolata" dal contesto orografico

Se questa visione fosse confermata, assisteremmo a un graduale ritorno delle nubi a partire dal Nord e dai versanti tirrenici, con le prime piogge organizzate che andrebbero a scardinare il regime di stabilità atmosferica di questi giorni.

Questo porterebbe anche a una redistribuzione termica, riportando le temperature verso le medie stagionali, interrompendo l'anomalia calda attuale e riportando anche la neve sui rilievi a quote più consone al periodo.

In sintesi, il "cuore caldo" subtropicale dominerà la fase culminante della settimana, ma marzo sembra intenzionato a ripristinare un dinamismo meteorologico decisamente più consono al periodo di transizione stagionale, mettendo fine a questa fase primaverile anticipata.