Meteo: l'anticiclone di San Martino porterà con sè la Maccaja, ecco dove colpirà e con quali effetti

La maccaja si genera tipicamente in regime anticiclonico, quando aria calda e umida dal Mediterraneo subtropicale, dando vita ad uno dei fenomeni più affascinanti nel panorama meteo italiano.

Maccaja.
La maccaja si genera tipicamente in regime anticiclonico, quando aria calda e umida dal Mediterraneo subtropicale (proveniente da sud) incontra aria più fresca e stabile scesa dalle montagne liguri.

L’anticiclone, in questo periodo dell’anno, non è sempre sinonimo di cielo sereno e sole. In alcune situazioni, i moti discendenti (subsidenze) tipici dell’alta pressione, permettono all’aria umida di stagnare vicino al suolo, o negli strati d’aria più prossimi ad esso.

Ciò spesso può agevolare la formazione di strati nuvolosi che tendono a rendere il cielo cupo e grigio. Questo è il caso della “Maccaja”, un fenomeno meteorologico molto affascinante dal punto di vista scientifico. Non è mera nebbia, né semplice nuvolosità, ma deriva da un mix di processi fisici che trasforma le coste in un paesaggio sospeso.

Quando si forma la maccaja?

La maccaja si genera tipicamente in regime anticiclonico, quando aria calda e umida dal Mediterraneo subtropicale (proveniente da sud) incontra aria più fresca e stabile scesa dalle montagne liguri. Questa inversione termica, un gradiente di temperatura dove l'aria si riscalda con l'altitudine invece che raffreddarsi, crea un "tappo" per le nubi.

L'aria marina, carica di vapore acqueo si raffredda per espansione adiabatica salendo leggermente lungo la costa (effetto orografico). Quando la temperatura scende sotto il punto di rugiada, il vapore condensa intorno a nuclei di condensazione (aerosol marini come sale o altre particelle sospese), formando goccioline di raggio 5-10 μm.

Da tale processo nascono le nubi, strati o stratocumuli, con base spesso fra i 200 e gli 800 metri di altezza. Questo strato nuvoloso generalmente non oltrepassa l’Appennino (altezza media 1000-1500 m) a causa della subsidenza anticiclonica.

Difatti la discesa di aria secca in quota comprime l’aria verso il basso, creando uno strato di nubi che si mantiene fermo, con stabilità stratificata (indice di Richardson >0.25, che inibisce la turbolenza).

L'Anticiclone di San Martino favorirà il ritorno della maccaja

L'11 novembre, festa di San Martino, è proverbialmente associato a un "estate di San Martino": una rimonta anticiclonica subtropicale che porta clima molto mite per essere autunno.

Dopo un weekend instabile (8-9 novembre) con piogge su Sardegna, Sicilia e basso Tirreno, un promontorio anticiclonico si espande dall'Atlantico verso il Mediterraneo centrale dal 10-11 novembre, raggiungendo il picco tra il 12 e il 14.

Maccaja.
Il fenomeno in alcune occasioni può produrre anche sensibili riduzioni della visibilità orizzontale, specie quando la base delle nubi scende poco sopra il livello del mare.

L’aria molto mite, d’estrazione subtropicale marittima, dal basso Atlantico affluisce verso il Mediterraneo centro-occidentale, fino a raggiungere il Mar Ligure e il Tirreno. Al contempo l’alta pressione, con i suoi moti discendenti, non fa altro che intrappolare l’umidità nei bassi strati, favorendo la maccaja come sottoprodotto della stabilità.

La maccaja impererà sulle Coste Liguri e Tirreniche

Durante questa settimana, la maccaja condiziona profondamente il tempo costiero, creando un contrasto netto tra entroterra soleggiato e litorale condizionato da un cielo nuvoloso o anche coperto.

Fra mercoledì 12 e venerdì 14 la maccaja condizionerà il tempo lungo le coste liguri, per poi estendersi probabilmente anche alle coste dell’alta Toscana. Per buona parte della settimana sui queste aree potremo avere nubi basse intrappolate dalla subsidenza anticiclonica, capaci in qualche caso di produrre pioviggini isolate e temperature massime non oltre i +13°C +15°C.

Dal 15 novembre, un indebolimento dell'anticiclone potrebbe portare piogge più organizzate, dissolvendo la maccaja, per via del maggior rimescolamento dello strato d’aria vicino al suolo, ma introducendo instabilità.