Meteo Milano: ancora bel tempo e clima mite, ma in settimana arriverà la pioggia

Nonostante il calendario segni l'inizio di marzo, l'atmosfera sulla metropoli lombarda assumerà connotati più simili a quelli di una primavera avanzata, con un soleggiamento diffuso interrotto solo da locali foschie mattutine tipiche della Pianura Padana.

A livello continentale, la circolazione atmosferica è bloccata da un imponente promontorio di matrice subtropicale. Questa struttura agisce come un muro deviando il flusso perturbato atlantico dalle Isole Britanniche verso la Penisola Scandinava e la Russia settentrionale. L'Italia, e in particolare il bacino padano, si ritrova così immersa in una massa d'aria mite e piuttosto stagnante.

Le mappe delle temperature mostrano un'anomalia positiva quasi estrema. Infatti alla quota di 850 hPa (circa 1500 metri), le temperature sono previste salire fino a 8-10°C al di sopra della media del periodo.

Questo significa che, mentre in città si percepisce un gradevole tepore, in alta quota si riflette in uno zero termico eccezionalmente elevato, spesso oltre i 3000 metri di quota. mettendo a dura prova la tenuta del manto nevoso sulle Alpi lombarde.

Confronto con le medie

I dati storici evidenziano come l'attuale fase presenti uno scostamento rilevante rispetto al trentennio di riferimento climatologico (1991-2020). Solitamente, nella prima decade di marzo, Milano registra temperature massime medie intorno agli 11-12°C. Le proiezioni per i prossimi giorni indicano invece valori termici stabilmente compresi tra i 16°C e i 18°C. Più che il picco termico in sé, l'elemento di interesse meteorologico è la durata prevista di questa anomalia.

Le proiezioni modellistiche indicano una persistenza di questo scenario almeno fino all'8 marzo.

Si tratta di una sequenza di giornate con valori sopra la norma che ci allontana sensibilmente dalla variabilità tipica dei passaggi stagionali.

Questo ci fa inquadrare la situazione in una fase di vero anticipo delle condizioni primaverili in un contesto che dovrebbe essere ancora pienamente invernale, non solo in un episodio di breve tepore fuori stagione.

Dinamica del "Catino Padano" con subsidenza e inquinamento

In un regime di alta pressione, si verifica il fenomeno della subsidenza: l'aria discende dai livelli superiori, comprimendosi e riscaldandosi. Questo processo crea uno strato atmosferico estremamente stabile che impedisce fisicamente il rimescolamento degli strati d'aria in senso verticale.

e concentrazioni di PM 2.5 si manterranno su livelli elevati su gran parte delle aree di pianura, con picchi localizzati nei grandi agglomerati urbani come quello di Milano
e concentrazioni di PM 2.5 si manterranno su livelli elevati su gran parte delle aree di pianura, con picchi localizzati nei grandi agglomerati urbani come quello di Milano

A Milano, l'altezza dello strato di rimescolamento attualmente risulta molto bassa, favorendo l'accumulo di inquinanti (PM10 e PM2.5) in prossimità del suolo. La parziale flessione della pressione prevista tra domenica 1 e lunedì 2 marzo porterà un temporaneo aumento della nuvolosità e una leggera diminuzione delle temperature massime, ma senza una ventilazione sufficiente a garantire un reale ricambio della massa d'aria.

Quando la svolta? Le tre possibili finestre di cambiamento

L'analisi degli ensemble (con un approccio probabilistico dei modelli) permette di individuare tre momenti chiave per Milano, caratterizzati da diversi gradi di probabilità.

La prima occasione di rottura dell'attuale fase di stasi atmosferica è attesa per lunedì 2 marzo 2026. Alcuni membri degli ensemble GFS mostrano un parziale cedimento del bordo orientale dell'alta pressione. Questo potrebbe favorire l'ingresso di correnti più umide con la possibilità di brevi e deboli piogge sulla città. Sebbene gli accumuli previsti siano modesti, questa fase rappresenterebbe una prima, seppur parziale, attenuazione dei livelli di smog. ECMWF crede decisamente di meno in questo possibile episodio.

Per lunedì 2 marzo, alcuni membri degli ensemble GFS mostrano un parziale cedimento del bordo orientale dell'alta pressione. Questo potrebbe favorire l'ingresso di correnti più umide con la possibilità di brevi e deboli piogge sulla città.
Per lunedì 2 marzo, alcuni membri degli ensemble GFS mostrano un parziale cedimento del bordo orientale dell'alta pressione. Questo potrebbe favorire l'ingresso di correnti più umide con la possibilità di brevi e deboli piogge sulla città.

Successivamente, intorno al 6-8 marzo, si nota una discreta incertezza modellistica con, al momento, una bassa probabilità individuata nella tendenza da GFS per dei nuovi disturbi con associate deboli precipitazioni. Tuttavia, in questa fase il segnale favorevole a piogge di una certa consistenza rimane debole, con l'anticiclone ancora pronto a mantenere il pieno controllo. Anche in questo caso il modello europeo è più cauto e "anticiclonico".

Un segnale di una terza, possibile svolta, forse condivisa dalla maggioranza dei modelli, anche se ormai in un campo fuori dalla portata dei modelli deterministici e che, quindi, assume un valore prevalentemente speculativo, sembra invece palesarsi verso il 13-14 marzo.

Anche se in queste date, le probabilità di una saccatura nord-atlantica sembrerebbero aumentare sensibilmente, bisogna considerare il crollo dell'affidabilità della proiezione di tendenza a tale distanza temporale.

Questa ipotetica evoluzione porterebbe piogge diffuse, vento e un deciso calo termico, restituendo a Milano un clima più consono al mese di marzo e garantendo un radicale "lavaggio" dell'aria.

Tuttavia questa possibile evoluzione andrà valutata a tempo debito, quando potrà assumere un valore di tendenza e previsionale significativo. Per questo vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti di MeteoRed.