Craco, il paese fantasma italiano che ha fatto da sfondo a film come 007 e La Passione di Cristo

Circondato dai calanchi, tra paesaggi unici, Craco svetta sulla cima di un monte e offre uno spettacolo unico. Tra i borghi fantasma più noti d'Italia, il paese è sempre più famoso anche come set cinematografico

Craco, il paese fantasma arroccato su un promontorio della Basilicata
Craco, il paese fantasma arroccato su un promontorio della Basilicata

A meno di sessanta chilometri dalla meravigliosa Matera, tra i calanchi nel cuore della Basilicata, c’è un piccolo borgo fantasma quasi in bilico su un alto spuntone di roccia.

Ricco di storia e fascino al punto da attirare anche l’attenzione dei grandi registi di Hollywood, il borgo di Craco sembra uscito da un romanzo e proprio come la pagine di un libro, ha tante storie da raccontare.

Disabitato da diversi decenni, vive ancora nei ricordi degli anziani che hanno dovuto lasciarlo negli anni ‘60, nell'impegno di cerca di mantenerlo in vita come bene storico da preservare, ma anche nella semplice bellezza delle sue case diroccate, che offrono una veduta spettacolare a chi viaggia nell’area.

Una lunga storia, interrotta improvvisamente

Il centro storico di Craco si è spopolato nel corso di venti anni, a partire dalla frana del 1963, e in seguito anche a causa del tragico terremoto dell’Irpinia che ha dato al borgo il colpo di grazia, ma la sua storia inizia molti secoli prima anni prima.

Quello che oggi è uno dei paesi fantasma per eccellenza d’Italia, sorge su un'area abitata almeno fin dall'VIII secolo. In origine aveva fondamenta molto solide. Le rocce conglomeratiche su cui poggia il suo nucleo più antico erano ideali per costruire delle case, che in effetti sono ancora lì, sebbene l’incuria dei decenni abbia indubbiamente fatto il suo corso.

Il problema è nato quando, a causa dell’aumento della popolazione, si è cominciato a costruire sui terreni argillosi del versante sud, troppo sensibili all’erosione.

In effetti, le frane attorno a Craco non erano poi così rare, ma la realizzazione di un campo sportivo nel 1954 ha comportato sbancamenti importanti, che hanno le hanno riattivate. L’alluvione del 1959 ha fatto il resto. Così, pochi anni dopo, è iniziato lo sfollamento del paese, per altro verso un’area alluvionale più a valle, terminato solo nell’80, quando in paese rimase solo un abitante, spostatosi alcuni anni più tardi.

Craco come meta turistica

Con il tempo, dopo alcuni decenni in cui Craco veniva regolarmente saccheggiata per i materiali da costruzione, si è finalmente deciso di valorizzarla come meta turistica, specialmente a partire dai primi anni ‘90.

Il seicentesco monastero di San Pietro, ad esempio, è stato restaurato per ospitare un info point.

Alcune delle case diroccate di Craco, con la veduta sulla valle che lo circonda
Alcune delle case diroccate di Craco, con la veduta sulla valle che lo circonda

Per motivi di sicurezza, però, visitare Craco è possibile sono con le guide, ma questo nulla toglie alla bellezza del luogo.

Nel borgo si possono ancora vedere le residenze nobiliari apprtenute ai diversi feudatari che qui hanno abitato fin dal Medioevo. La Chiesa di San Nicola con il suo campanile e la Torre Normanna sono i due principali gioielli del centro storico, che ne caratterizzano anche il particolare skyline.

Vale la pena fare anche una piccola deviazione fuori dal centro per vedere il Teatro dei Calanchi, un luogo unico, circondato da un paesaggio che sembra ultraterreno.

Il cinema mondiale e Craco

Oggi, le case della vecchia Craco appartengono ancora ai legittimi proprietari ma il borgo ha il fascino di una cittadina abbandonata, che la sua posizione elevata non fa che aumentare. Non a caso è un sito che, nonostante il suo sfortunato passato, attira sempre l’attenzione dei tursti e per il suo valore altamente scenografico, anche degli artisti.

Anche il paesaggio circostante non è da meno, e la vicinanza con una città che offre vedute persino più spettacolari come Matera, ha fatto sì che negli anni diversi grandi registi abbiano voluto ambientare qui almeno qualche sequenza dei propri film. Il più celebre di tutti è probabilmente La Passione di Cristo, film del 2004 di Mel Gibson, ma sono molti altri i nomi illustri arrivati a Craco.

Uno dei primi è stato Alberto Lattuada, con La Lupa, film del 1953, a cui ha fatto seguito Cristo si è fermato a Eboli di Rosi, nel 1979. Nel 195 Bruce Beresford girava King David a Matera, ambientando alcune scene anche a Craco. I fratelli Taviani e Lina Wertmüller scelsero Craco rispettivamente per Sole Anche di Notte e Ninfa Plebea.

Più di recente, il piccolo borgo fantasma è stato scelto anche per Nativity di Catherine Hardwicke, 007 - Quantum of Solace di Marc Forster e la fortunata commedia Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo.