Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree

Nonostante l'arrivo di un solido promontorio anticiclonico subtropicale permarrà ancora dell'instabilità latente che nelle ore pomeridiane e serali potrà favorire lo scoppio e di improvvisi e violenti temporali, accompagnati da forti raffiche di vento e grandine.
Ormai ci siamo, manca davvero poco. Il caldo intenso si prepara nuovamente ad investire l’Italia, con un robusto promontorio anticiclonico di matrice subtropicale, supportato in quota da masse d’aria molto calde, e secche, nella media troposfera, che dai deserti del Marocco si stanno spingendo verso l’Europa centro-occidentale, investendo pure buona parte del nostro Paese.
Questa configurazione determinerà una significativa ondata di calore che, dopo aver investito Spagna e Francia con temperature eccezionali, si estenderà con decisione all’Italia settentrionale nel corso del fine settimana, fra sabato 20 e domenica 21 giugno, dove si potranno toccare picchi fino a +37°C +38°C.
Ma attenzione, perché nonostante il caldo sarà il protagonista assoluto nella Pianura Padana, non mancherà un’instabilità latente destinata a generare temporali anche forti e improvvisi, con grandine, soprattutto su Alpi, Prealpi e, per sconfinamento serale, su parte delle pianure.
Perché il caldo sarà intenso?
Il promontorio anticiclonico, in allungamento verso la Francia, favorirà una subsidenza marcata (discesa di aria dall’alto) che comprimerà e scalderà ulteriormente le masse d’aria nei bassi strati. A questo si aggiungeranno il forte soleggiamento diurno e alti valori di radiazione solare, tipici del solstizio di giugno.

Aria molto secca in quota, che riduce la copertura nuvolosa e massimizza il riscaldamento diurno, assieme a un flusso meridionale in libera atmosfera che trasportano aria insolitamente calda dal Nord Africa e dal basso Atlantico. In pratica questa bolla d’aria calda rovente in quota (in media troposfera) che proviene dal Marocco, una volta raggiunta la Spagna orientale, la Francia, l’Ovest della Germania e il Nord Italia, tenderà a scivolare verso il basso, per l’azione delle subsidenze, scaldando ulteriormente tutta la bassa colonna troposferica.
Il risultato di questo mix di elementi saranno temperature massime diffusamente oltre i +35°C/+36°C in gran parte della Pianura Padana, con picchi previsti fino a +37°C/+38°C (localmente anche superiori) sulla pianura emiliana tra Modena, Bologna, Reggio Emilia e Piacenza. Tra le città più colpite abbiamo le grandi aree urbane, come Torino, Milano, ma anche città più piccole come Pavia, Lodi, Cremona, Mantova, Parma e Ferrara. Le minime notturne faticheranno a scendere sotto i +20°C +23°C, con notti tropicali soprattutto nei centri urbani.

L’anomalia termica sarà marcata, di ben +6°C/+8°C rispetto alle medie climatiche del periodo, con punte di +9/+10°C sulle zone alpine. L’ondata di calore si preannuncia piuttosto duratura, con l’anticiclone che dovrebbe mantenere la sua influenza almeno fino all’inizio della settimana successiva, anche se con possibili fluttuazioni che potrebbero mantenere viva l’instabilità soprattutto sulle zone alpine.
Perché si formeranno forti temporali?
Nonostante la dominanza anticiclonica, il forte riscaldamento dei bassi strati creerà un ambiente termodinamico altamente instabile, soprattutto nei medi e bassi livelli dell’atmosfera.
L’enorme accumulo di energia potenziale (CAPE elevato), indotto dal forte riscaldamento diurno del suolo e degli strati più bassi, mentre in quota permarrà aria relativamente più fresca o umida, può favorire lo sviluppo di forti correnti ascensionali, soprattutto su vallate interne e aree pedemontane, dove i rilievi facilitano il sollevamento delle particelle d’aria verso l’alto.
In questi casi le catene montuose (Alpi e Appennino) agiranno da “rampa di lancio”. I venti deboli meridionali o la brezza di valle porteranno aria umida contro i rilievi, innescando l’ascendenza forzata necessaria a far scattare la convezione pomeridiana.

Questi fattori si combineranno soprattutto nelle ore pomeridiane e serali di oggi e domani, determinando lo sviluppo di temporali anche intensi su aree alpine e prealpine (Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto occidentale), Appennino centrale e meridionale.
Non sono esclusi, entro la serata, degli sconfinamenti fino alle pianure a nord del Po, in particolare tra Piemonte e Lombardia occidentale, dove i temporali potranno sconfinare dalle zone montane nelle ore serali/notturne.
Rischio di eventi molto intensi
Visto il notevole carburante a disposizione dell’atmosfera i temporali più intensi potranno essere accompagnati da nubifragi, con accumuli molto elevati in poco tempo (anche oltre 30-50 mm/h).
Va detto comunque che questi fenomeni saranno molto localizzati, tanto che accanto a zone colpite duramente da nubifragi e grandine, a pochi chilometri di distanza potrà persistere il cielo poco nuvoloso e il caldo afoso.
Il rischio di fenomeni temporaleschi, anche improvvisi e violenti al Nord, sarà elevato non solo oggi e domani, ma anche nel corso del prossimo weekend e nella giornata di lunedì 22 giugno.
Pertanto, oltre al caldo intenso, bisognerà fare molta attenzione a questi temporali che cresceranno in un ambiente termodinamico davvero esplosivo.