Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra

Un nuovo studio sui meteoriti ferrosi indica che fosforo e azoto, ingredienti essenziali della vita, potrebbero essere arrivati sulla Terra da più vicino e prima di quanto si pensasse, guidati dall’azione gravitazionale di Giove.

Giove, grazie alla sua grande massa, ha esercitato un ruolo determinante nella distribuzione degli elementi chimici all'interno del Sistema Solare, favorendo la presenza di ingredienti essenziali per la vita nelle vicinanze della Terra.
Giove, grazie alla sua grande massa, ha esercitato un ruolo determinante nella distribuzione degli elementi chimici all'interno del Sistema Solare, favorendo la presenza di ingredienti essenziali per la vita nelle vicinanze della Terra.

Dei numerosi elementi chimici presenti nell’Universo e di cui lo stesso si compone, solo alcuni si sono rivelati fondamentali per la nascita della vita. Tra questi ci sono fosforo e azoto che ritroviamo in quelli che vengono chiamati i mattoncini della vita.

Gli elementi più importanti per la nascita della vita sono: Carbonio, Idrogeno (Hydrogen), azoto (Nitrogen), Ossigeno, fosforo (Phosphorus) e zolfo (Solfur), spesso riassunti con l’acronimo CHNOPS

L’idea finora più accreditata era che questi elementi chimici, in particolare fosforo e azoto, inizialmente assenti o scarsi sulla Terra, siano arrivati dallo spazio, trasportati da piogge di meteoriti provenienti dalle regioni più esterne del Sistema Solare, lì dove questi due elementi sono più abbondanti. Questi stessi meteoriti, cadendo sulla Terra, avrebbero arricchito la crosta terrestre anche di acqua, carbonio e zolfo.

Da una recentissima ricerca emerge un quadro differente. Essa suggerisce la possibilità concreta che tali elementi siano arrivati sulla Terra da molto più vicino, dal Sistema Solare interno, e molto prima di quanto fino ad oggi si sia creduto.

Meteoriti di ferro: capsule del tempo dei primi planetesimi

I meteoriti ferrosi sono tra i reperti archeologici più antichi del Sistema Solare, formatisi durante il primo milione di anni. Essi rappresentano frammenti dei nuclei ferrosi dei primi planetesimi, nuclei messi a nudo dalla frammentazione per urto.

I planetesimi sono i "mattoni" fondamentali del nostro sistema solare. Si tratta di piccoli corpi rocciosi e metallici formatisi circa 4,5 miliardi di anni fa. Scontrandosi e aggregandosi tra loro per gravità, hanno dato origine ai pianeti rocciosi.

Recenti esperimenti di laboratorio condotti da Pathak, Dasgupta e Iyer e pubblicati sulla rivista Science Advances e basati sull’analisi di questi meteoriti ferrosi mostrano per la prima volta come la distribuzione degli elementi chimici nel Sistema Solare primordiale sia cambiata significativamente e rapidamente.

In particolare, essi hanno analizzato la distribuzione di fosforo e azoto, due degli elementi fondamentali per la vita, e hanno trovato che se il loro rapporto era inizialmente alto nei meteoriti del Sistema Solare esterno (entro il primo milione di anni) , dopo appena due-tre milioni di anni lo è diventato alto nei meteoriti del Sistema Solare interno, lì dove si trova la Terra.

Il ruolo di Giove: barriera, filtro e regista chimico

L’idea forte che viene da questo recente studio è che Giove abbia esercitato una sorta di ruolo da regista chimico.

L'asteroide 16 Pshyche è un esempio di asteroide ferroso, nucleo di un planetesimo frammentato. Credit: NASA
L'asteroide 16 Pshyche è un esempio di asteroide ferroso, nucleo di un planetesimo frammentato. Credit: NASA

La sua formazione a gigante gassoso ha esercitato gravitazionalmente un ruolo di filtro o barriera che ha impedito ai meteoriti più interni del Sistema Solare e più ricchi di ingredienti essenziali alla vita di migrare via verso le regioni esterne.

Fosforo e zolfo, fondamentali per la vita, sono arrivati sulla Terra trasportati da meteoriti ferrosi formatisi nel Sistema Solare interno.

Il quadro secondo cui l’arricchimento chimico della Terra dalla caduta di meteoriti più esterni del Sistema Solare rimane valido, ma a questo si aggiunge la scoperta che già in prossimità della Terra vi era sufficiente abbondanza di asteroidi ricchi di ingredienti essenziali.

Questo studio svela come la chimica della vita sia strettamente connessa alla dinamica planetaria. Senza Giove, la Terra probabilmente non si sarebbe potuta arricchire a sufficienza di ingredienti essenziali per la vita.

Abitabilità chimica: non basta avere acqua

La ricerca di pianeti con possibili forme di vita extraterrestre diventa più selettiva. Non basta avere acqua liquida nella fascia di abitabilità. Serve che il disco protoplanetario abbia avuto una opportuna composizione chimica e che l’architettura planetaria abbia giocato a favore mantenendo le dosi giuste degli ingredienti essenziali nel posto giusto.

Serve che azoto e fosforo siano rimasti intrappolati nella crosta invece di essere dispersi nel nucleo o nello spazio. In sintesi serve che il pianeta si trovi anche all’interno di una fascia di abitabilità chimica.

La vita extraterrestre è più probabile quando l’esopianeta si trova contemporaneamente in una fascia di abitabilità e di abitabilità chimica.

La vita terrestre non è dipesa solo da un impatto fortunato di un asteroide che ha portato forme di vita o da una pioggia tardiva di meteoriti.

Non è sufficiente che il pianeta si trovi nella fascia di abitabilità (cioè ad una distanza dalla stella per cui l'acqua se esiste è allo stato liquido); serve anche la giusta chimica perché possa nascere la vita.
Non è sufficiente che il pianeta si trovi nella fascia di abitabilità (cioè ad una distanza dalla stella per cui l'acqua se esiste è allo stato liquido); serve anche la giusta chimica perché possa nascere la vita.

La nascita della vita è dipesa da una sequenza di condizioni: composizione chimica iniziale del disco, formazione dei planetesimi, crescita di Giove, arrivo di materiali organici e conservazione degli elementi essenziali sulla superficie terrestre.

L’asteroide metallico 16 Psyche sarà il prossimo ad essere studiato con la missione Psyche della NASA. A causa di un impatto, questo asteroide ha il proprio nucleo esposto il che faciliterà lo studio della sua composizione chimica e struttura interna.

I meteoriti ferrosi sono preziosi in quanto contengono parte dell’informazione su come il Sistema Solare abbia distribuito nel tempo i suoi elementi chimici e ne abbia selezionato e conservato alcuni che si sono poi rivelati essenziali per la vita.

Riferimento allo studio

"Phosphorus-nitrogen systematics of first-generation planetesimals constrain life-essential element delivery to Earth" Pathak, D., Dasgupta, R., & Iyer, N. Science Advances, 12, (2026). DOI: 10.1126/sciadv.aed8749