Neve a basse quote, ecco dove. E la pianura?

Ferve l’attesa fra timori e speranze di neve a basse quote, o perfino in pianura al nord. Ecco l’analisi di una situazione complessa e come spesso accade border line.

Luca Lombroso Luca Lombroso 10 Dic 2019 - 15:45 UTC
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Giovedì alcune località dell'Emilia Romagna potrebbero svegliarsi così. Nella foto: Vigoleno (Piacenza).

La neve è permalosa, la neve se ne frega titola una canzone di Ligabue. Come più volte vi abbiamo detto, un cambiamento di mezzo grado, lo spostamento di una depressione di poche decine di chilometri, lo stato o la temperatura del suolo, eccetera possono portare facilmente rapidi cambiamenti, da fiocchi a pioggia o viceversa.

Occorre andarci cauti a proclamare con giorni di anticipo epiche nevicate al piano. Smentite, e in realtà mai previste dai modelli, copiose nevicate in pianura, approfondiamo le previsioni di neve a quote basse per i prossimi giorni.

Situazione meteo

La situazione meteo che porterà, giovedì, neve fin quasi al piano al nord non è di quelle classiche con avvezioni di aria artica o di nevicate da cuscino di aria fredda. A governare la circolazione infatti sono correnti di origine atlantica con ingresso di aria polare marittima, fredda ma non gelida.

Una seconda perturbazione passerà poi venerdì, entrambe al loro passaggio vedranno la formazione di un minimo depressionario secondario fra Mar Ligure e nord Italia. Il fronte associato transiterà veloce, con masse d’aria al limite per la possibilità di neve in pianura.

Insomma, non illudiamoci che arrivi la grande Nevicata con la N maiuscola, ma almeno, dove compariranno i fiocchi, ci sembrerà, finalmente, inverno.

Focus nevicate per giovedì 12 dicembre

La prima perturbazione inizierà ad agire dalla notte fra mercoledì e giovedì, con nevicate fino ai fondovalle delle Alpi occidentali e Appennino Ligure, con depositi da 3 a 15 cm. Il fronte passa veloce, e gran parte del nordovest verrà saltato, poche precipitazioni e difficilmente nevicherà a Torino, a Milano invece possibile pioggianeve o neve bagnata che difficilmente imbiancherà il suolo.

Il fronte sarà più attivo fra Lombardia occidentale, Emilia Romagna e triveneto. La neve cadrà sull’Appennino emiliano e sulle Alpi centro orientali, fino ai fondovalle. In montagna stimiamo da 5 a 20 cm, a seconda delle quote.

Le previsioni per l'Emilia Romagna

Riguardo le città, nella notte possibile la comparsa di neve mista a pioggia o neve bagnata da Piacenza a Bologna, ma con temperature al limite, fra +1 e +2°C durante i fenomeni. Depositerà? Diciamo che, se proprio siamo fortunati (o secondo il punto di vista sfortunati) si avrà una modesta imbiancata scenografica, si e no misurabile, insufficiente e di pessima qualità per far pupazzi di neve.

Verso le basse pianure prossime al Po, comprese Mantova e Cremona, le precipitazioni saranno ancor più deboli e quindi prevarrà pioggia, altrettanto a Verona. In mattinata le precipitazioni si sposteranno a nordest, con un po’ di fortuna potrebbe comparire neve bagnata fra la pioggia Romagna, Veneto e occasionalmente in Friuli Venezia Giulia, scarsi o nulli i depositi.

Nel pomeriggio cessano i fenomeni e le temperature risalgono sui +4,+6°C, quindi la neve eventualmente depositata in pianura se ne andrà.

Nuova perturbazione venerdì 13, poi temperature in aumento

Gli ultimi calcoli modellistici hanno rinvigorito la perturbazione di venerdì, sempre veloce ma moderatamente più intensa. Venerdì mattina Torino e Milano potrebbero svegliarsi imbiancate da qualche centimetro, e quindi imbiancarsi anche la via Emilia da Piacenza a Reggio Emilia, Cremona, Bergamo, Brescia.

Anche fra Modena, Bologna e Mantova e Verona, i fiocchi potrebbero vedersi, ma più incerto se in grado di imbiancare. Altri 10-20 cm, localmente 30 cm, sulle Alpi, e 5-10 cm sull’Appennino settentrionale. Nel pomeriggio acquazzoni e anche temporali al centro e nevicata di 10-20 cm sull’Appennino centrale oltre i 1000-1200 m.

Il tempo al Sud

Il sud vedrà tempo variabile con qualche rovescio, il protagonista sarà il vento, con maestrale impetuoso che irrompe in Sardegna e e quindi raggiunge il Tirreno.

Da sabato la circolazione tornerà dominata da correnti sudoccidentali e miti, le temperature aumenteranno e lo zero termico risalirà a 2000 m al nord e 2500 o più al centro. Insomma, l’appuntamento col Generale Inverno è rimandato a data da destinarsi.

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