Previsioni meteo: torneranno freddo e neve?

I prossimi giorni vedranno tornare in auge l’alta pressione su vaste zone d’Europa e sull’Italia affluiranno in quota correnti più miti. Inverno finito o dobbiamo attenderci colpi di coda?

Marco Virgilio Marco Virgilio 14 Feb 2019 - 09:18 UTC

Dopo un periodo piuttosto lungo di latitanza una possente configurazione di alta pressione sta invadendo i cieli d’Europa a partire dalle zone occidentali. In quota la struttura presenta una natura sub-tropicale con radici tra Marocco e Algeria, asse dei massimi geopotenziali attivi attualmente tra la Spagna, la Francia e, con deviazione verso est, su Germania e Polonia comprendendo il centronord Italia. Nel corso della fine settimana l’anticiclone espanderà la sua influenza fino all’Ucraina e a parte del Mar Nero sabato per poi arroccarsi con il suo centro d’azione in un ampio settore compreso tra il Mediterraneo centrale e l’Europa centrale.

Con questa evoluzione sui territori di Francia, Germania e nord Italia affluirà in quota aria decisamente mite per il periodo stagionale con conseguente stabilità atmosferica e innesco di marcate inversioni termiche. Per quanto attiene al resto dell’Italia si prevedono temperature in quota più basse al sud dove per altro si avrà ancora una residua e contenuta instabilità tra venerdì e sabato. Parlando di temperature in quota, quindi, possiamo riassumere la situazione della fine settimana in questo modo: zona più calda il nord, zona più fredda la Sicilia.

Il tempo del week-end

Naturalmente, viste le annunciate condizioni anticicloniche diventa esercizio inutile il consueto dettaglio previsionale relativo al week-end. A parte delle residue piogge possibili sabato mattina sulla Sicilia orientale, ed in parte su quella tirrenica, e parziale nuvolosità in generale sulle regioni meridionali, sul resto del territorio nazionale prevarranno nettamente condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso, localmente qualche nebbia notturna nelle ore più fredde.

Interessante il quadro termico che vedrà una notevole omogeneità delle temperature al suolo dalla pianura Padana alla Sicilia con valori massimi compresi tra 12 e 14 gradi. Qualche valore più elevato si potrà però raggiungere al nord con locali puntate fino a 15/16 gradi. Clima relativamente mite sulle Alpi ad eccezione dei fondovalle nelle ore della notte. Le nottate saranno ancora abbastanza fredde nelle valli ed in pianura per la dispersione di calore notturna favorita da un clima non molto umido e nel complesso le giornate risulteranno caratterizzate, per lo stesso motivo, da notevole escursione termica. Come dire: ancora aria d’inverno la notte ma di giorno sentori primaverili, in particolare al nord e sulle regioni centrali tirreniche.

Inverno finito?

Due domande sorgono spontanee: quanto durerà questa fase di alta pressione? L’inverno chiude i battenti o rivedremo ondate di freddo e neve a quote basse? Personalmente evito sempre di utilizzare i dadi per elaborare le mie previsioni, i miei strumenti di lavoro sono i modelli numerici, le elaborazioni multi-scenari Ensemble e un bagaglio personale di esperienza ormai consolidato.

La mia impressione è che si sia aperto un pattern circolatorio ben determinato, dalle caratteristiche di resistenza non indifferenti. L’analisi modellistica e lo sviluppo dei ben noti “spaghetti” mi inducono a pensare che i prossimi giorni del mese in corso potranno essere fortemente condizionati da solidi anticicloni dinamici in quota, con disposizione favorevole al blocco delle correnti occidentali umide e sfavorevole ad irruzioni gelide artiche e continentali dirette verso il nostro paese. Potrebbe a tratti essere interessato da refoli un po' più freddi il sud Italia.

Con il 28 febbraio si chiude l’inverno dal punto di vista delle convenzioni meteorologiche ma sappiamo che colpi di coda invernali sono possibili, almeno fino alla prima metà di aprile. Ovviamente parliamo di eventi che comunque avverrebbero in un contesto di più lunga durata delle giornate e di sempre maggiore elevazione del Sole. La mia etica professionale mi induce tuttavia a non sparare a caso, per ora mi limito a confermare la fase anticiclonica fino all’inizio della terza decade del mese, a segnalare la possibile prosecuzione della stabilità fino a fine mese, per il resto aspettiamo indicazioni più serie dalle prossime corse modellistiche…

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