Previsto un drastico cambiamento di temperatura per l'Italia: i modelli europei e GFS ora concordano

Le ultime emissioni dei principali modelli ora concordano su un calo delle temperature, atteso proprio a partire dalla seconda metà della settimana.
Nelle ultime ore le proiezioni a medio termine elaborate da Meteored (che si basa principalmente sul modello europeo ECMWF), hanno iniziato a convergere su uno scenario comune. Un brusco cambiamento termico sull’Italia, con un calo delle temperature dopo una fase di relativo tepore primaverile.
La situazione attuale e il recente “rossore” termico
Tra il 6 e il 13 aprile 2026 gran parte dell’Italia ha registrato anomalie termiche positive marcate, con temperature spesso sopra la media del periodo. L’anticiclone ha favorito condizioni stabili e miti in molte regioni, con massime che in alcune zone del Centro-Sud e delle Isole hanno superato i +25°C, con picchi localmente fino a +30°C in Sardegna e Sicilia.

Proprio in questi giorni, però, l’alta pressione sta cedendo il passo a una perturbazione più organizzata, che ha già portato nuvole, piogge e temporali a partire dal 13 aprile, soprattutto al Nord-Ovest, in Sardegna e poi estesi verso il Centro-Sud.
Il drastico cambio in arrivo secondo i modelli
Le ultime emissioni dei principali modelli ora concordano su un calo delle temperature, atteso proprio a partire dalla seconda metà della settimana. In particolare il modello europeo, da sempre il punto di riferimento di Meteored, indica un ingresso di correnti più fresche settentrionali, con anomalie termiche che tornano negative (fino a -2/-3°C sotto la media in alcune fasi della prima metà di aprile, ma con possibili strascichi anche oltre).
La convergenza tra i due modelli rende lo scenario più attendibile: non si tratta più di una divergenza tipica delle proiezioni a 7-10 giorni, ma di un segnale condiviso che punta a un ritorno di condizioni più fresche, con temperature che scenderanno sensibilmente rispetto ai valori recenti.
Dove e come si manifesterà il cambiamento
Le regioni del Nord saranno quelle più interessate da un calo termico marcato, con massime che potrebbero tornare sotto i +15°C +18°C in molte zone dopo i passaggi perturbati. Possibilità di piogge, ma anche fenomeni d’instabilità, come temporali e grandinate.

Sulle regioni del Centro e in quelle meridionali, invece, il calo termico sarà più graduale, ma comunque percettibile, soprattutto sulle regioni adriatiche e ioniche, con un ridimensionamento delle massime dopo i picchi della prima metà di aprile.
In alcune fasi della prima decade di aprile il mese ha già mostrato un volto “invernale” in diverse aree, con instabilità e temperature sotto media. Ora questo segnale sembra rafforzarsi e prolungarsi, almeno fino a metà-fine mese, prima di un possibile nuovo aggiustamento verso gli ultimissimi giorni del mese.
Perché è importante questa convergenza di modelli
Quando ECMWF e GFS (i due modelli globali più seguiti) si allineano su un segnale termico importante, la probabilità che si realizzi aumenta sensibilmente. Questo non significa che non ci saranno più oscillazioni, ma indica che il caldo anomalo degli ultimi giorni sta per lasciare spazio a un clima più in linea con le medie del periodo, se non leggermente al di sotto.
In sostanza, possiamo dire, che dopo la fase mite dell’ultima settimana, l’Italia si dovrà preparare ad una nuova fase più fresca e instabile, con temperature anche di poco sotto le medie del periodo.
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