Processo ciclogenetico tropicale spettacolare sul Mediterraneo: ecco cosa succederà nelle prossime ore

I grandi ammassi temporaleschi che si stanno formando sui mari a sud della Sicilia, entro 36 ore, si evolveranno in una ciclogenesi dalle caratteristiche subtropicali, grazie al mare caldissimo. Ecco l'evoluzione.

Gli occhi dei meteorologi oggi sono tutti puntati sul tratto di mare a sud della Sicilia, dove si sta sviluppando uno spettacolare sistema depressionario, dalle caratteristiche subtropicali.

Del resto, come avevamo già anticipato da diverse settimane, le grandi quantità di calore accumulato, negli ultimi mesi, sono davvero straordinarie. Ed oggi stiamo assaporando le conseguenze di questo eccesso di energia termica, accumulata sulla superficie del mare.

Cosa sta succedendo nelle acque a sud della Sicilia?

Osservando la mappa infrarossa si vede un sistema convettivo molto intenso posizionato sul mare a sud della Sicilia (tra Canale di Sicilia, coste tunisine e libiche).

Le caratteristiche principali di questo sistema sono un nucleo centrale, con temperature molto basse lungo la sommità delle nuvole temporalesche (toni dal rosso acceso al bianco, quindi sotto i –70/–75 °C).

La forma è complessiva compatta e piuttosto arrotondata ed irregolare, non allungata in modo lineare, con una estensione spaziale molto significativa, tipica di un sistema a mesoscala.

Ecco il grosso MCS (mesoscale convective system) che in mattinata si è sviluppato e approfondito sul basso Mediterraneo, nel tratto di mare a sud della Sicilia.
Ecco il grosso MCS (mesoscale convective system) che in mattinata si è sviluppato e approfondito sul basso Mediterraneo, nel tratto di mare a sud della Sicilia.

La depressione subtropicale, quella vera e propria, si inizierà a vedere non prima di domani sera. L’invorticamento che si osserva stamattina è dovuto principalmente a vorticità che si genera dal basso (processi mesoscalari legati alla convezione), e non a una depressione subtropicale già ben organizzata e preesistente.

Non mostra ancora una struttura a spirale chiara, né bande a spirale organizzate, né un centro di rotazione ben definito tipico di una depressione subtropicale o di un medicane in fase matura.

L’aspetto è quello di un MCS (mesoscale convective system), di tipo “cluster” (o a grappolo), quasi circolare), alimentato dal fortissimo contrasto termico fra l’alta e media troposfera, dove è presente una sacca di aria fredda e secca (legata all’ex goccia fredda in uscita dalla Tunisia), con l’aria molto umida e calda, preesistente sopra la superficie del Mar Libico.

Quando si svilupperà il piccolo ciclone?

Come detto in precedenza la vera struttura vorticosa la vedremo non prima delle prossime 24/36 ore, nel tratto di mare a sud-est della Sicilia, fra Mar Lico e basso Ionio. Quell’invorticamente che si vede ora dalle immagini satellitari è causato da iniezioni di vorticità dal basso, durante il processo di condensazione di queste grandi quantità di vapore acqueo.

Nei MCS intensi mediterranei è molto comune lo sviluppo di mesovortici o di una circolazione ciclonica a mesoscala, che possono durare diverse ore, prima di dissolversi.

Questi vortici nascono soprattutto dal tilting di vorticità orizzontale generata dal cold pool, o da forti convergenze nei bassi strati o interazioni tra updraft e downdraft.

Diversi modelli globali prevedono un approfondimento e una maggiore organizzazione del minimo tra le prossime 24 e 48 ore. La finestra di 36 ore rientra quindi tra i tempi possibili per una transizione verso caratteristiche subtropicali (o ibride).

Nei MCS intensi mediterranei è molto comune lo sviluppo di mesovortici o di una circolazione ciclonica a mesoscala, che possono durare diverse ore, prima di dissolversi.
Nei MCS intensi mediterranei è molto comune lo sviluppo di mesovortici o di una circolazione ciclonica a mesoscala, che possono durare diverse ore, prima di dissolversi.

Proprio nelle prossime ore il forte riscaldamento nella colonna d’aria (dovuto alla convezione profonda) farà scendere la pressione al suolo. Ciò creerà una convergenza del vento nei bassi strati sempre più organizzata.

I mesovortici e la vorticità generata dal basso si fonderanno e si approfondiscono, fino a scavare una circolazione chiusa più ampia e persistente che si autoalimenterà dal solo calore latente, risucchiato dalla superficie del mare.

Molto difficile l’evoluzione in un vero e proprio “medicane” (uragano mediterraneo), come veniva simulato nei giorni scorsi da qualche modello. Ma sembra più probabile che il sistema possa evolversi, entro mercoledì, in una depressione subtropicale, o al massimo in una tempesta subtropicale, di piccole dimensioni, ma piuttosto intensa.

Quali saranno le aree a maggiore rischio?

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe rimanere relegato in mare aperto, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica, prima di avvicinarsi sulla Cirenaica (la regione orientale della Libia).

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe rimanere relegato in mare aperto, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe rimanere relegato in mare aperto, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica.

Le regioni dell’Italia meridionale, in particolare l’angolo più sud-orientale della Sicilia, potrebbero essere sfiorati da qualche nucleo temporalesco molto periferico, fra stasera e domani, ma la parte più consistente del maltempo sembra sfilare in mare aperto, lontano dalle coste della Sicilia e della Calabria.

Le coste orientali della Sicilia potrebbero essere interessate, fra mercoledì e giovedì, dalle onde lunghe, prodotte dai venti orientali attivi sul lato Nord della depressione.

Sulla Cirenaica, invece, l’impatto diretto del ciclone (o dei suoi resti) potrebbe portare piogge intense, venti forti e possibili tempeste di sabbia nelle zone costiere e nell’entroterra, analogamente a quanto osservato in eventi simili del passato.