Quanto durerà la bolla d'aria calda sull'Italia? La previsione del meteorologo Massimiliano Santini

Dopo un periodo di caldo anomalo assisteremo ad un cambio di rotta, che ci riporterà precipitazioni e temperature più vicine alle medie tipiche di questo scorcio di primavera, ma spesso ancora superiori.
Il vasto campo di alta pressione che ha garantito un tempo stabile e temperature ben oltre la norma, con punte massime anche di 25-27°C sulla Pianura Padana e nelle aree interne del Centro-Nord, sta iniziando a mostrare i primi segni di cedimento. La situazione attuale vede l'anticiclone proiettato fin verso la Scandinavia, una posizione che ha favorito la discesa di aria fredda verso l'est europeo, ma che lo ha reso anche più vulnerabile.
Oltre alla depressione fredda presente sull'est europeo, rinvigorita dal flusso di aria fredda settentrionale, e al flusso perturbato atlantico pronto ad attraversare e tagliare l'anticiclone nella sua parte centrale più sottile, arriverà da ovest anche una goccia fredda, formatasi oggi in Atlantico, a largo delle coste portoghesi.
Quest'ultima, in particolare, procederà lentamente verso est, entrando nel bacino occidentale del Mar Mediterraneo e raggiungendo l'Italia nella giornata di domenica, con i primi deboli fenomeni sulla Sardegna e sul Nord-Ovest a partire dal pomeriggio/sera.
Il taglio dell'atlantico e la fine del caldo
Oggi i modelli (GFS e ECMWF) concordano sulla dinamica che, per venerdì 10, vede un impulso instabile in arrivo dalle Isole Britanniche, attraversare da ovest ad est la struttura di alta pressione verso l'Europa centrale.

Questo primo impulso farà da apripista ad un secondo e più incisivo fronte perturbato che, agganciando la goccia fredda "portoghese", riuscirà a portare un peggioramento strutturato direttamente sull'Italia a partire dalla giornata di domenica 12 aprile.
Le temperature, quindi, si riassesteranno semplicemente su valori tipici di questa fase della stagione, o ancora leggermente superiori.
L'avanzata della goccia fredda e il peggioramento nel weekend
Il nucleo instabile si muoverà da Gibilterra verso l'Italia, entrando in fase con il flusso atlantico proprio durante il fine settimana. La depressione tenderà ad approfondirsi portando un peggioramento graduale, con un aumento della nuvolosità a partire dalla Sardegna e dai settori tirrenici già tra sabato e domenica.

La giornata di sabato trascorrerà senza precipitazioni significative su tutto il territorio nazionale. Sarà una giornata di attesa, caratterizzata ancora da temperature gradevoli, spesso con un sole meno presente a causa delle velature e poi addensamenti sempre più densi.
Confronto tra i modelli GFS e ECMWF
Le emissioni aggiornate mostrano una convergenza sempre più stretta tra i due principali modelli matematici, sebbene permangano ancora alcune sfumature su tempistica e intensità dei fenomeni. ECMWF e GFS concordano pienamente sul cedimento dell'anticiclone, ma differiscono leggermente sulla velocità di traslazione del fronte.
Anche l'esatta collocazione dei minimi secondari, ancora difficile e prematura da prevedere, vista la distanza temporale, non concorda del tutto. Tuttavia, per il momento, il modello europeo suggerisce la formazione di un minimo di bassa pressione più settentrionale, tra il Mar Ligure e la Pianura Padana.
Questa configurazione favorirebbe delle piogge abbondanti e persistenti su Alpi e Prealpi. Invece il modello americano propende per una traiettoria leggermente più bassa, che distribuirebbe le precipitazioni in modo più uniforme, coinvolgendo maggiormente le regioni centrali tirreniche.
Tendenza e aree con maggiore insistenza ed accumulo
La tendenza indica che i fenomeni più intensi ed abbondanti interesseranno le regioni del Nord-Ovest, la Lombardia e il Triveneto, dove l'interazione tra le correnti umide e l'orografia alpina dovrebbe favorire piogge diffuse e persistenti tra lunedì 13 e martedì 14.

La quota neve si dovrebbe portare intorno a 1800-2000 m. Anche la Sardegna e l'area centrale tirrenica, in particolare tra Toscana, Umbria e Lazio, potrebbero vedere temporali anche di forte intensità.
Al contrario del settentrione, il Sud peninsulare e la Sicilia, in una prima fase si troveranno in "ombra pluviometrica" o semplicemente interessati da richiami caldi pre-frontali con precipitazioni meno intense. In queste zone avremo un deciso rinforzo dei venti e una nuvolosità irregolare, con piogge inizialmente deboli e intermittenti. Il peggioramento più consistente, qui, arriverà lunedì sera/notte
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