Sull'Italia è in arrivo un'enorme nube di polvere sahariana: ecco quando arriverà

Dal Sahara alla Spagna e poi sull'Italia: si sta avvicinando una grande nube di polvere sahariana che coprirà per giorni i cieli dalla Sardegna alle regioni tirreniche. I dettagli su questo fenomeno massiccio.

Nei prossimi giorni grandi quantità di polvere desertica in risalita dal Sahara occidentale si spingeranno verso il Mediterraneo, dando vita a un episodio che, per estensione e durata, potrebbe risultare fra i più rilevanti di questo inizio 2026.

Tutto nasce nel cuore del deserto, dove venti intensi – spesso associati a depressioni o vortici nordafricani – sollevano enormi masse di sabbia e particolato fine, organizzandole in una vera e propria “lingua” che in queste ore si sta allungando già dal Marocco e dall'Algeria sulla Spagna. Un nastro ocra visibile anche dalle immagini satellitari, pronto a invadere i cieli del bacino occidentale del Mediterraneo.

Sulla Spagna i primi effetti saranno evidenti già dalle prossime ore in questo lunedì 2 marzo: il cielo potrà diventare opaco, a tratti giallastro o marrone, soprattutto sulle regioni più meridionali. Un cambiamento cromatico che anticipa l’arrivo di concentrazioni più elevate di particolato atmosferico.

Con il progressivo spostamento verso levante, l’avvezione di polvere sahariana coinvolgerà diverse nazioni e l’Italia, subito dopo la Penisola Iberica, sarà fra le più interessate. In molte località, in particolare tra Sardegna e Centro-Sud, si potrà osservare un sensibile aumento dei livelli di PM10 e PM2.5, con possibili superamenti dei limiti normativi per la qualità dell’aria.

Si sta avvicinando dalla Spagna una grande nube di polvere sahariana che coprirà i cieli dalla Sardegna alle regioni tirreniche.
Si sta avvicinando dalla Spagna una grande nube di polvere sahariana che coprirà i cieli dalla Sardegna alle regioni tirreniche.

Se l’ingresso della polvere dovesse coincidere con il passaggio di perturbazioni atlantiche – eventualità possibile soprattutto al Nord-Ovest – non si escludono le classiche “piogge di fango”, capaci di sporcare auto, balconi e superfici esposte.

Un fenomeno tutt’altro che raro nel Mediterraneo, specie tra fine inverno e primavera, ma che in questo caso potrebbe distinguersi per intensità e ampiezza geografica. Un altro fenomeno tipico è il colore giallognolo e marrone del cielo. La visibilità si riduce e il cielo assume tinte opache.

Come avanzerà l'enorme nube di polvere sahariana giorno per giorno

Mercoledì 4 marzo sarà la Sardegna la prima regione italiana a fare i conti con l'irruzione di sabbia sahariana in modo massiccio. L'isola si troverà al centro del fenomeno, con concentrazioni di polvere desertica particolarmente elevate che interesseranno l'intero territorio sardo nel corso della giornata.

Con il passare delle ore la situazione evolverà. Giovedì 5 lo spostamento verso est porterà la sabbia del Sahara a interessare in modo deciso anche la penisola, specie il versante tirrenico, con i fenomeni più intensi attesi sul versante tirrenico centro-meridionale.

Giovedì il fenomeno raggiungerà la sua massima estensione.
Giovedì il fenomeno raggiungerà la sua massima estensione.

Dalla Toscana fino alla Calabria le concentrazioni saranno significative, ma saranno soprattutto Lazio e Campania a registrare i valori più elevati dell'intera irruzione.

Sempre giovedì il fenomeno raggiungerà la sua massima estensione, abbracciando l'intero bacino tirrenico: Sardegna, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia saranno le regioni più colpite, con il coinvolgimento anche di parte della Toscana e della Basilicata. Cieli che si tingeranno di giallo-arancio, visibilità ridotta e auto impolverata saranno gli effetti più evidenti per la popolazione.

Secondo le previsioni aggiornate a oggi, lunedì 2 marzo, già a partire da venerdì il fenomeno dovrebbe progressivamente perdere intensità. Nonostante ciò, si tratterà di un'irruzione di polvere e sabbia sahariana tutt'altro che fugace: per durata e intensità si preannuncia come un episodio persistente e di rilievo per il Mediterraneo centrale.