Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño
Nuove conferme dell’arrivo di un super El Niño, con nuovi record del global warming. Sempre più scenari indicano anche un’estate molto calda in Italia ed Europa, ma è solo colpa de El Niño. Ecco cosa dicono gli scienziati del clima.

Meteorologi e climatologi guardano con sempre maggiore attenzione e preoccupazione all'arrivo del fenomeno El Niño nella seconda metà del 2026.
Il fenomeno ciclo di riscaldamento delle acque tropicali dell’Oceano Pacifico non è ancora ufficialmente dichiarato come in corso, ma aumentano le conferme, sia i primi segnali dai dati satellitari che dagli aggiornamenti dei vari modelli di ECMWF, NOAA, IRI della Columbia University.
Si temono impatti con eventi estremi in particolare iin tutta l’America, nelle isole del Pacifico fino alle coste australiane, sui monsoni e teleconnessioni con l’estate europea, che secondo alcuni sarà da record, così come il 2026 come anno e soprattutto il 2027. Ma è tutta colpa de El Niño o c’è dell’altro?
Le previsioni aggiornate de El Niño
L'ECMWF, come detto, con l’aggiornamento di maggio del prodotto Plume El Niño ha sbalordito i meteorologi. Gli aggiornamenti degli altri principali centri di calcolo confermano sostanzialmente queste previsioni. Dai modelli del NOAA CPC il plume è molto simile a quello ECMWF, e il prodotto ENSO Strength Probabilities ci fornisce ulteriori elementi.
Già il trimestre MJJ, maggio giugno luglio, vede un’80% di probabilità di sviluppo di El Niño, ancora in fase però debole o moderata. Il fenomeno si intensificherebbe in estate, ma sarà verso l’autunno che le probabilità oltre che indicarlo quasi certo, al 96-98%, diventano alte per la versione “super”.
Nel dettaglio, nel trimestre autunnale SON - Settembre-Ottobre-Novembre risulta un 35% di probabilità di avere El Niño forte (anomalia SST 1.5° - 2.0°C) con il 20% di rischio che sia molto forte (anomalia maggiore di 2°C, super El Niño). Sarà anche un evento di lunga durata, pur con incertezze nell’intensità, ancora nel periodo DJF (l’inverno) al 94-95% sarà ancora in corso.
Gli impatti: global warming verso nuovi record?
El Niño è associato a un aumento della siccità e del calore in molte aree delle Americhe e in Australia, mentre alcune zone dell’America meridionale nel versante Pacifico potrebbe per opposto subire piogge torrenziali. Grandi sconvolgimenti poi colpiranno gli Stati Uniti e il Canada, con effetti anche qua opposti a seconda delle zone.
Vale a dire, un super Niño non implica automaticamente impatti maggiori, ma ne aumenta la probabilità.
Riguardo il global warming, val la pena di ricordare che l’anno più caldo finora è il 2024, che è stato caratterizzato, nei suoi primi mesi, da un el Niño debole-moderato. Alcuni scienziati stimano che il 2026 potrebbe diventare il secondo anno più caldo di sempre, altri addirittura il più caldo e nel 2027 andare anche peggio.
Sarà un’estate caldissima anche in Italia?
Si discute sull’impatto sulla prossima estate, col timore che sia calda ed estrema in molte aree dell’emisfero boreale, Europa compresa. Come già abbiamo descritto, in realtà eventuali teleconnessioni de El Niño col clima italiano ed Europeo si concretizzeranno in modo significativo a partire dall’autunno.
In Estate infatti il riscaldamento del Pacifico sarà ancora debole e in fase iniziale, inoltre gli effetti teleconnettivi hanno un certo ritardo per l’inerzia del sistema climatico terrestre.

Inoltre i cicli di ENSO (El Niño – Southern Oscillation) influenzano il clima globale, ma in Europa il legame è più debole e indiretto rispetto ai tropici o al Pacifico.
Un’estate estrema in Europa, visto gli andamenti degli ultimi anni con estati sempre più calde e stanti le proiezioni stagionali, è comunque possibile a prescindere dalla presenza di El Niño.
In ogni caso, le proiezioni stagionali, indipendentemente da El Niño, vanno nella direzione di un'estate molto calda in gran parte d'Europa, Italia compresa.
Il vero motivo del caldo record
Complice la situazione geopolitica, il cambiamento climatico è in gran parte scomparso dai media e dai vertici dei potenti ultimamente, ma con le previsioni di un intenso El Niño l’attenzione al global warming e all’estate italiana ed Europea è aumentata.
In realtà, El Niño è un fenomeno ciclico naturale che si sovrappone, ma non è la vera causa del riscaldamento globale e delle estati record.
La professoressa di Scienze del Clima presso il Centro per le Politiche Ambientali dell'Imperial College di Londra Friederike Otto ha affermato che il problema è che ENSO positivo si verifica in aggiunta al riscaldamento globale in peggioramento, che continuerà a peggiorare "finché non smetteremo di bruciare combustibili fossili".
Riferimento notizia
160 milioni di ettari bruciati e temperature marine ai massimi storici: il 2026 si candida a essere l'anno del riscaldamento estremo - El País - https://elpais.com/clima-y-medio-ambiente/2026-05-12/160-millones-de-hectareas-quemadas-y-la-temperatura-marina-en-maximos-2026-se-postula-como-un-ano-de-calentamiento-extremo.html
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