Super El Niño: le previsioni di settembre confermano un picco eccezionale di 3,5°C
L'aggiornamento di settembre del modello IRI ha accresciuto la fiducia nel verificarsi di un evento di El Niño di portata storica, evidenziando come sia i modelli dinamici che quelli statistici abbiano iniziato a segnalare anomalie superiori a 3°C nel Pacifico equatoriale.

Il picco del Super El Niño potrebbe raggiungere i 3,5 °C tra ottobre e gennaio, secondo l'aggiornamento diffuso nel pomeriggio di lunedì 21 dal International Research Institute for Climate and Society (IRI) della Columbia University, negli Stati Uniti. La famosa "plume dei modelli", aggiornata mensilmente dall'istituto, riunisce le previsioni di decine di modelli climatici ed è considerata uno dei principali strumenti utilizzati a livello mondiale per monitorare e prevedere l'evoluzione dell'El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO).
Riunendo in un unico grafico le previsioni dei modelli e le relative medie, rappresenta uno dei riferimenti più importanti per valutare l'evoluzione del fenomeno. Ecco i dettagli del nuovo aggiornamento e cosa è cambiato rispetto al mese precedente.
I modelli statistici e dinamici indicano un riscaldamento superiore ai 3 °C
Il grafico seguente mostra la plume dei modelli utilizzata dall'IRI per la previsione dell'El Niño, che utilizza modelli dinamici e statistici. Le previsioni dei diversi modelli sono mostrate dalle linee più sottili, mentre la media dei modelli dinamici è rappresentata dalla spessa linea rosa, la media dei modelli statistici dalla spessa linea verde e la media di tutti i modelli dalla spessa linea blu.
La media di tutti i modelli indica invece un massimo intorno a +3,4 °C. Questo valore è leggermente inferiore alla previsione dei modelli dinamici perché i modelli statistici indicano un riscaldamento un po' meno intenso, sebbene ancora eccezionale, nell'ordine di +3,2 °C - +3,3 °C.

Rispetto all'aggiornamento di agosto, il cambiamento principale non riguarda soltanto l'aumento delle anomalie previste, ma anche la maggiore concordanza tra i diversi sistemi di previsione.
Il mese scorso, i modelli dinamici suggerivano già un picco vicino a +3,5 °C, mentre quelli statistici rimanevano al di sotto di +3 °C. Ora, entrambi i gruppi indicano un evento eccezionale, con i modelli statistici che superano anch'essi la soglia dei +3 °C.
Questa convergenza ha fatto aumentare la media complessiva delle previsioni, passata da circa +3,1 °C in agosto a circa +3,4 °C nell'aggiornamento di settembre. In altre parole, sia i modelli basati sulla fisica del sistema oceano-atmosfera sia quelli fondati su relazioni statistiche storiche indicano ora uno scenario simile per l'intensità massima dell'El Niño 2026/2027. Inoltre, c'è concordanza anche sul fatto che il fenomeno dovrebbe rimanere attivo almeno fino al trimestre aprile-maggio-giugno 2027.

A questo si aggiunge che l'ultimo aggiornamento della NOAA ha portato al 75% la probabilità che l'El Niño 2026/2027 superi i 2,5 °C e diventi l'evento più intenso mai registrato dall'inizio delle rilevazioni, nel 1950.
In Brasile, i principali impatti riguardano siccità prolungate nelle regioni settentrionali e in parte del Nord-Est, precipitazioni superiori alla media e un aumento degli eventi estremi nel Sud, oltre a un aumento delle temperature in parte del Centro-Sud del Paese. A livello globale, sono attesi nuovi record di temperatura.